Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
La porta è socchiusa
La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli...
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume...
tendo l'orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo...

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.
Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il vino triste

    La fatica è sedersi senza farsi notare.
    Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
    e ritorna la voglia di pensarci da solo.
    Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
    ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
    esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
    (l'uomo solo non può non pensare al lavoro)
    ridiventa l'antico destino che è bello soffrire
    per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
    a mezz'aria, dolenti, come fossero ciechi.

    Se quest'uomo si rialza e va a casa a dormire,
    pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
    può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
    Può sbucare una donna e distendersi in strada,
    bella e giovane, sotto un altr'uomo, gemendo
    come un tempo una donna gemeva con lui.
    Ma quest'uomo non vede. Va a casa a dormire
    e la vita non è che un ronzio di silenzio.

    A spogliarlo, quest'uomo, si trovano membra sfinite
    e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
    che in quest'uomo trascorrono tiepide vene
    dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
    crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
    su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
    e bagnato di lacrime, adesso che l'uomo
    giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Un freddo vento australe
      scompiglia i rami ai tigli,
      sembra che vi s'impigli,
      per guardar qui, la luna.

      Io scrivo alla mia bella
      che mi ha abbandonato
      e la mia lunga lettera
      la legge anche la luna.

      La luce sua silente
      scorre di riga in riga.
      Io piango, e cosi scordo
      preghiere sonno e luna.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Colui che il mio nome rinchiude

        Colui che il mio nome rinchiude
        piange in questa prigione.

        Ho un gran da fare
        a costruirmi intorno questo muro
        e mentre il muro sale verso il cielo
        giorno per giorno
        me ne sto nella sua ombra scura
        e perdo di vista il mio vero essere.

        Sono fiero di questo grande muro
        e lo ricopro per bene di polvere e sabbia
        per paura che rimanga anche
        il più piccolo spiraglio.

        Per questa mia solerzia
        non vedo più
        chi veramente sono.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          L'immensità dell'attimo

          Quando tra estreme ombre profonda
          in aperti paesi l'estate
          rapisce il canto agli armenti
          e la memoria dei pastori e ovunque tace
          la secreta alacrità delle specie,
          i nascituri avvallano
          nella dolce volontà delle madri
          e preme i rami dei colli e le pianure
          aride il progressivo esser dei frutti.
          Sulla terra accadono senza luogo,
          senza perché le indelebili
          verità, in quel soffio ove affondan
          leggere il peso le fronde
          le navi inclinano il fianco
          e l'ansia dè naviganti a strane coste,
          il suono d'ogni voce
          perde sé nel suo grembo, al mare al vento.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Vecchio?

            In agosto avrò 73 anni,
            quasi ora di fare le valigie
            per un salto nel vuoto
            ma due cose
            mi trattengono:
            non ho ancora scritto
            abbastanza poesie
            e poi il vecchio
            che abita nella casa
            di fianco alla mia.
            Vivo e vegeto,
            a 96 anni.
            Picchia sulla finestra
            col bastone
            e manda baci
            a mia moglie.
            Capisce tutto,
            schiena dritta,
            passo svelto,
            guarda troppa tivù
            ma noi
            allora?
            Ogni tanto vado a trovarlo,
            ciacola
            ma non dice cazzate,
            tende a ripetersi
            un poco
            ma vale quasi la pena
            di riascoltarlo.
            Ero da lui
            un giorno e ha detto:
            "sai, presto
            tirerò le cuoia..."
            "mah," ho detto io, "non ne sono
            così sicuro..."
            "Io sì," ha detto,
            "perciò, che ne diresti
            di fare un cambio con casa mia?"
            "Certo la tua è carina."
            "ma non so se puoi darmi
            quello che voglio in cambio..."
            "Dipende, mettimi alla prova."
            "Bè," ha detto, "vorrei un nuovo
            paio di testicoli."
            Quando morirà il vicino
            sarà difficile riempire
            il gran vuoto che lascia.
            Mi sono
            spiegato?
            Composta mercoledì 25 settembre 2013
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