Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Daduncolo
in Poesie (Poesie d'Autore)

Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno

Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno
e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto
e'l bel paese e'l loco ov'io fui giunto
da'duo begli occhi che legato m'ànno;

E benedetto il primo dolce affanno
ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l'arco e le saette ond'ì fui punto,
e le piaghe che'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch'io
chiamando il nome de mia donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e'l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov'io fama l'acquisto, e'l pensier mio,
ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.
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    Scritta da: Elisabetta
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Pasqua

    Le trombe argentee squillarono nella Cupola:
    La gente cadde in ginocchio a terra, emozionata:
    E recato sul collo degli uomini io vidi,
    Come un gran Dio, il Santo Signore di Roma.
    Sacerdotale, egli portava una veste più bianca della spuma,
    E, regale, si paludava in rosso maestoso,
    Tre corone d'oro gli si levavano alte sul capo:
    In splendore e in luce il Papa passò.
    Furtivamente il mio cuore ripercorse ampi deserti d'anni
    Fino a Uno che vagò presso un mare solitario,
    Ed invano cercò un luogo di riposo:
    "Le volpi han tane, e ogni uccello ha il nido.
    Io, solo, io debbo vagare stanco,
    Piagarmi i piedi, e bere vino e sale di lacrime".
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      L'umile giunchiglia

      Dimmi almeno che oscura meraviglia
      già ti prende di me, che trovi bella
      questa sommessa, e umile giunchiglia
      che già ti paragona a una stella;
      dimmi che me divina e me presente
      senti dentro il tuo letto di piacere,
      dimmi che un bacio fuga dolcemente
      tutte le smanie e tutte le chimere.
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        Scritta da: Valentina
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La bellezza

        Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra e il mio seno,
        cui volta a volta ciascuno s'è scontrato,
        è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto come la materia.

        Troneggio nell'azzurro quale Sfinge incompresa,
        unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
        odio il movimento che scompone le linee e mai piango, mai rido.

        I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
        che ho l'aria di imitare dai più fieri monumenti,
        consumeranno i giorni in studi severi, perché,

        onde affascinare quei docili amanti,
        ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
        i miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne.
        Composta mercoledì 28 ottobre 2009
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          Scritta da: Rea
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Nella tua eterna veglia,
          tu ascolti i miei passi che s'avvicinano,
          mentre la tua letizia si raccoglie
          nei primi albori del mattino
          ed erompe nell'esplosione di luce.
          Più mi accosto a te, più profondo diventa
          il fervore nella danza del mare.
          Il tuo mondo è uno spruzzo di luce
          che si diffonde, colmandoti le mani,
          ma il tuo cielo è nel mio cuore segreto;
          esso schiude lentamente
          le sue gemme in timido amore.
          Composta lunedì 6 settembre 2010
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            E il re s'inchina un po'
            e a piedi viene di solito la notte
            e dal tetto della fabbrica nel fiume
            brillano due scarpe
            alla rovescia e così presto bianche come neon
            e l'una ci rompe la faccia
            e l'altra ci rompe morbida le costole
            e spente al mattino le scarpe di neon
            il melo selvatico lunatico l'acero arrossisce
            le stelle in cielo passano come popcorn
            e il re s'inchina e uccide.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Donna al pianoforte

              Io ti ho vista seduta al pianoforte
              e mi sei parsa un angelo, una vergine
              di certissimo aspetto – come fossi
              oggi cresciuta lì su quelle soglie
              di sveltissima musica, o fermento
              bello di donna dalle dritte spalle
              cui le dita di angelo racchiuso

              hanno impresso una curva di mistero
              mentre che all'apparenza ne gioivi
              profondamente come in veste nuova.

              E noi tutti di te ripensavamo
              cose profonde e più miracolosa
              che una vetta di sogno la tua dolce
              cara presenza ci scioglieva i nodi
              dentro il sangue del male e sollevava
              la nostr'aria nel palpito felice
              dei tuoi biondi finissimi capelli.
              Composta giovedì 31 marzo 2016
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Il bacio

                Il bacio appena sognato
                in una notte di tradimenti,
                dove tutti consumano amplessi
                che non hanno profumo,
                il tuo bacio febbricitante,
                il candore delle tue labbra,
                somiglia alla mia porta
                che non riesco ad aprire.
                Il bacio è come una vela,
                fa fuggire lontano gli amanti,
                un amore che non ti gela
                che ti dà mille duemila istanti.
                Ho cercato di ricordare
                che potevi tornare indietro,
                ma ahimè il tuo bacio
                è diventato simile a un vetro.
                Io come un animale
                mi rifugio nel bosco
                per non lasciare ovunque
                il mio candido pelo.
                Il pelo della mia anima
                è così bianco e così delicato
                che persino un coniglio ne trema.
                Tu mi domandi quanti amanti ho avuto
                e come mi hanno scoperto.
                Io ti dico che ognuno scopre la luce
                e ognuno sente la sua paura,
                ma la mia parte più pura è stata il bacio.
                Io tornerei sui monti d'Abruzzo,
                dove non sono mai stata.
                Ma se mi domandano
                dove traggono origine i miei versi,
                io rispondo:
                mi basta un'immersione nell'anima
                e vedo l'universo.
                Tutti mi guardano con occhi spietati,
                non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri
                e non sanno che sono firme degli angeli
                per celebrare le lacrime che ho versato per te.
                Composta mercoledì 25 marzo 2015
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