Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Nella macchia

Errai nell'oblio della valle
tra ciuffi di stipe fiorite,
tra quercie rigonfie di galle;

errai nella macchia più sola,
per dove tra foglie marcite
spuntava l'azzurra viola;

errai per i botri solinghi:
la cincia vedeva dai pini:
sbuffava i suoi piccoli ringhi
argentini.

Io siedo invisibile e solo
tra monti e foreste: la sera
non freme d'un grido, d'un volo.

Io siedo invisibile e fosco;
ma un cantico di capinera
si leva dal tacito bosco.

E il cantico all'ombre segrete
per dove invisibile io siedo,
con voce di flauto ripete,
Io ti vedo!
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    Scritta da: Antonella Marotta
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Adesso che placata è la lussuria
    sono rimasto con i sensi vuoti,
    neppur desideroso di morire.
    Ignoro se ci sia nel mondo ancora
    chi pensi a me e se mio padre viva.
    Evito di pensarci solamente.
    Chè ogni pensiero di dolore adesso
    mi sembrerebbe suscitato ad arte.
    Sento d'esser passato oltre qual limite
    nel qual si è tanto umani per soffrire,
    e che quel bene non m'è più dovuto,
    perché soffrire la colpa è un bene.

    Mi lascio accarezzare dalla brezza,
    illuminare dai fanali, spingere
    dalla gente che passa, incurioso
    come nave senz'ancora né vela
    che abbandona la sua carcassa all'onda.
    Ed aspetto così, senza pensiero
    e senza desiderio, che di nuovo
    per la vicenda eterna delle cose
    la volontà di vivere ritorni.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Gli anni in cui eravamo distratti.

      Non è ancora chiaro se siano finiti del tutto gli anni in cui eravamo distratti.

      Non ci accorgevamo che le nostre cellule sfinivano e quelle nuove arrivavano e quelle di nostro padre andavano a male.

      Negli ospedali camminavamo dritti verso un letto non giravamo mai lo sguardo in corsia sentivamo le canzoni ci abituavamo alle peggiori le ricantavamo forte per non sentire notizie davvero vere.

      Come certi prestigiatori ci infilavamo lastre sottili di ferro a dividere la parte sopra l'ombelico da quella sotto e non diteci che non sapete quale porgevamo alle ragazze? E non diteci che non sapete che la loro richiesta non l'ascoltavamo con precisa distrazione e scelta?

      Ai funerali pensavamo ad altro se ci andavamo impegnati a rendere coerente l'epitaffio uno che se l'è cavata.

      Fatti di pezzi di uomo messi insieme con pazienza orefice, braccia e orecchie conserte eclissi parziale di occhi.
      Camminavamo sul filo, con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l'uovo, sull'uovo il peso del cielo.
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        Scritta da: Violina Sirola
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        L'aspirante

        Prima di tutto ce li hai i requisiti?
        Ce l'hai
        un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,
        un tirante o un uncino,
        seni di gomma, inguine di gomma,

        rattoppi a qualcosa che manca? Ah
        no? E allora che mai possiamo darti?
        Smetti di piangere.
        Apri la mano.
        Vuota? Vuota. Ma ecco una mano

        che la riempie, disposta
        a porgere tazze di tè e sgominare emicranie,
        e a fare ogni cosa che gli dirai.
        La vorresti sposare?
        È garantita,

        ti tapperà gli occhi alla fine della vita
        e del dolore.
        Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.
        Vedo che sei nuda come un verme.
        Che te ne pare di questo vestito-

        Un po' rigido e nero, ma niente male.
        Lo vorresti sposare?
        È impermeabile, infrantumabile, abile
        contro il fuoco e imbombardabile.
        Credi a me, ti ci farai sotterrare.

        E adesso, scusa, hai vuota la testa.
        Ho la cosa che fa per te.
        Su, su, carina, esci fuori dal guscio.
        Ecco ti piace questa?
        Nuda per cominciare come una pagina bianca

        ma in venticinqu'anni d'argento,
        d'oro in cinquanta, potrà diventare.
        Una bambola viva, sotto ogni aspetto.
        Sa cucire, sa cucinare,
        sa parlare, parlare, parlare.

        E funziona, non ha una magagna.
        Qua c'è un buco, che è una manna.
        Qua un occhio, una vera visione.
        Ragazzo mio, è l'ultima occasione.
        La vorresti sposare, sposare, sposare?
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          Scritta da: alessia14
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ulisse

          Nella mia giovinezza ho navigato
          lungo le coste dalmate. Isolotti
          a fior d'onda emergevano, ove raro
          un uccello sostava intento a prede,
          coperti d'alghe, scivolosi, al sole
          belli come smeraldi. Quando l'alta
          marea e la notte li annullava, vele
          sottovento sbandavano più al largo,
          per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
          è quella terra di nessuno. Il porto
          accende ad altri i suoi lumi; me al largo
          sospinge ancora il non domato spirito,
          e della vita il doloroso amore.
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            Scritta da: Gianni Marcantoni
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Show business

            Marty, ascoltami, tutte le star
            saranno lì!
            So che non ci guadagnerai nemmeno un soldo!
            Ma sono ottime pubbliche relazioni!
            Il pubblico ama queste serate
            di beneficenza per i malati di aids, marty!
            Così capiscono che hai
            cuore, così capiscono che
            hai anima!
            Chiedi a qualsiasi p. R.!
            tutti i loro clienti lo
            fanno!
            Prendi sammy d.! è tuo
            amico, che cosa pensi che gliene freghi
            se qualcuno muore di aids?
            Sa che il guadagno arriverà
            dopo
            quando farà la prossima parte importante!
            Svegliati, marty!
            Lo fanno tutti!
            Stai attento o il pubblico presto si
            chiederà: "come mai marty mellon
            non partecipa a nessuna serata di beneficenza per
            i malati di aids?"
            Quella è la fine, marty!
            Per te!
            Hai capito?
            Eh?
            Forza ragazzo!
            Mi hai appena fatto cagare sotto
            dalla paura!
            Allora, la prossima è fissata per
            il 20 giugno, ti metterò nella
            lista, tutti i paraculi della città
            saranno lì.
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