Adesso che placata è la lussuria sono rimasto con i sensi vuoti, neppur desideroso di morire. Ignoro se ci sia nel mondo ancora chi pensi a me e se mio padre viva. Evito di pensarci solamente. Chè ogni pensiero di dolore adesso mi sembrerebbe suscitato ad arte. Sento d'esser passato oltre qual limite nel qual si è tanto umani per soffrire, e che quel bene non m'è più dovuto, perché soffrire la colpa è un bene.
Mi lascio accarezzare dalla brezza, illuminare dai fanali, spingere dalla gente che passa, incurioso come nave senz'ancora né vela che abbandona la sua carcassa all'onda. Ed aspetto così, senza pensiero e senza desiderio, che di nuovo per la vicenda eterna delle cose la volontà di vivere ritorni.
Quando leggemmo il disiaso riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.
Non è ancora chiaro se siano finiti del tutto gli anni in cui eravamo distratti.
Non ci accorgevamo che le nostre cellule sfinivano e quelle nuove arrivavano e quelle di nostro padre andavano a male.
Negli ospedali camminavamo dritti verso un letto non giravamo mai lo sguardo in corsia sentivamo le canzoni ci abituavamo alle peggiori le ricantavamo forte per non sentire notizie davvero vere.
Come certi prestigiatori ci infilavamo lastre sottili di ferro a dividere la parte sopra l'ombelico da quella sotto e non diteci che non sapete quale porgevamo alle ragazze? E non diteci che non sapete che la loro richiesta non l'ascoltavamo con precisa distrazione e scelta?
Ai funerali pensavamo ad altro se ci andavamo impegnati a rendere coerente l'epitaffio uno che se l'è cavata.
Fatti di pezzi di uomo messi insieme con pazienza orefice, braccia e orecchie conserte eclissi parziale di occhi. Camminavamo sul filo, con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l'uovo, sull'uovo il peso del cielo.
Prima di tutto ce li hai i requisiti? Ce l'hai un occhio di vetro, denti finti o una gruccia, un tirante o un uncino, seni di gomma, inguine di gomma,
rattoppi a qualcosa che manca? Ah no? E allora che mai possiamo darti? Smetti di piangere. Apri la mano. Vuota? Vuota. Ma ecco una mano
che la riempie, disposta a porgere tazze di tè e sgominare emicranie, e a fare ogni cosa che gli dirai. La vorresti sposare? È garantita,
ti tapperà gli occhi alla fine della vita e del dolore. Con quel sale ci rinnoviamo le scorte. Vedo che sei nuda come un verme. Che te ne pare di questo vestito-
Un po' rigido e nero, ma niente male. Lo vorresti sposare? È impermeabile, infrantumabile, abile contro il fuoco e imbombardabile. Credi a me, ti ci farai sotterrare.
E adesso, scusa, hai vuota la testa. Ho la cosa che fa per te. Su, su, carina, esci fuori dal guscio. Ecco ti piace questa? Nuda per cominciare come una pagina bianca
ma in venticinqu'anni d'argento, d'oro in cinquanta, potrà diventare. Una bambola viva, sotto ogni aspetto. Sa cucire, sa cucinare, sa parlare, parlare, parlare.
E funziona, non ha una magagna. Qua c'è un buco, che è una manna. Qua un occhio, una vera visione. Ragazzo mio, è l'ultima occasione. La vorresti sposare, sposare, sposare?
Nella mia giovinezza ho navigato lungo le coste dalmate. Isolotti a fior d'onda emergevano, ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d'alghe, scivolosi, al sole belli come smeraldi. Quando l'alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano più al largo, per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno è quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore.
E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d'arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un anto s'udì di madre, e il moto di una culla.
Marty, ascoltami, tutte le star saranno lì! So che non ci guadagnerai nemmeno un soldo! Ma sono ottime pubbliche relazioni! Il pubblico ama queste serate di beneficenza per i malati di aids, marty! Così capiscono che hai cuore, così capiscono che hai anima! Chiedi a qualsiasi p. R.! tutti i loro clienti lo fanno! Prendi sammy d.! è tuo amico, che cosa pensi che gliene freghi se qualcuno muore di aids? Sa che il guadagno arriverà dopo quando farà la prossima parte importante! Svegliati, marty! Lo fanno tutti! Stai attento o il pubblico presto si chiederà: "come mai marty mellon non partecipa a nessuna serata di beneficenza per i malati di aids?" Quella è la fine, marty! Per te! Hai capito? Eh? Forza ragazzo! Mi hai appena fatto cagare sotto dalla paura! Allora, la prossima è fissata per il 20 giugno, ti metterò nella lista, tutti i paraculi della città saranno lì.