Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Costance Hately

Tu lodi il mio sacrificio, Spoon River,
perché allevai Irene e Mary,
orfane di mia sorella!
E biasimi Irene e Mary
perché mi disprezzarono!
Ma non lodare il mio sacrificio,
e non censurare il loro disprezzo;
io le allevai, ebbi cura di loro, è vero! —
ma avvelenai questi benefici
col costante rinfaccio della loro dipendenza.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me

    Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me
    e mi chiude la gola
    Senza nessuna ragione sobbalzo ad un tratto
    lasciando a mezzo lo scritto
    senza nessuna ragione nella hall di un albergo
    sogno in piedi
    senza nessuna ragione l'albero sul marciapiede
    mi batte in fronte

    senza nessuna ragione un lupo urla alla luna
    iroso infelice affamato
    senza nessuna ragione le stelle scendono a dondolarsi
    sull'altalena del giardino
    senza nessuna ragione vedo come sarò nella tomba
    senza nessuna ragione nebbia e sole nella mia testa
    senza nessuna ragione mi attacco al giorno che inizia
    come se non dovesse finire mai più
    e ogni volta sei tu
    che sali dalle acque.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      I limoni

      Ascoltami, i poeti laureati
      si muovono soltanto fra le piante
      dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
      Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
      fossi dove in pozzanghere
      mezzo seccate agguantano i ragazzi
      qualche sparuta anguilla:
      le viuzze che seguono i ciglioni,
      discendono tra i ciuffi delle canne
      e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

      Meglio se le gazzarre degli uccelli
      si spengono inghiottite dall'azzurro:
      più chiaro si ascolta il susurro
      dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
      e i sensi di quest'odore
      che non sa staccarsi da terra
      e piove in petto una dolcezza inquieta.
      Qui delle divertite passioni
      per miracolo tace la guerra,
      qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
      ed è l'odore dei limoni.

      Vedi, in questi silenzi in cui le cose
      s'abbandonano e sembrano vicine
      a tradire il loro ultimo segreto,
      talora ci si aspetta
      di scoprire uno sbaglio di Natura,
      il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
      il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
      nel mezzo di una verità
      Lo sguardo fruga d'intorno,
      la mente indaga accorda disunisce
      nel profumo che dilaga
      quando il giorno più languisce.
      Sono i silenzi in cui si vede
      in ogni ombra umana che si allontana
      qualche disturbata Divinità

      Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
      nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
      soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
      La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
      il tedio dell'inverno sulle case,
      la luce si fa avara - amara l'anima.
      Quando un giorno da un malchiuso portone
      tra gli alberi di una corte
      ci si mostrano i gialli dei limoni;
      e il gelo del cuore si sfa,
      e in petto ci scrosciano
      le loro canzoni
      le trombe d'oro della solarità.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

        La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
        ruota un moto di danza e di dolcezza,
        aureola di tempo, arca notturna e sicura
        e se non so più quello che ho vissuto
        è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

        Foglie di luce e spuma di rugiada
        canne del vento, risa profumate,
        ali che coprono il mondo di luce,
        navi cariche di cielo e di mare,
        caccia di suoni e fonti di colori,

        profumi schiusi da una cova di aurore
        sempre posata sulla paglia degli astri,
        come il giorno vive di innocenza,
        così il mondo vive dei tuoi occhi puri
        e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Julia Miller

          Bisticciammo quella mattina,
          perché lui aveva sessantacinque anni, e io trenta,
          ed ero nervosa e greve del bimbo
          la cui nascita mi atterriva.
          Io pensavo all'ultima lettera scrittami
          da quella giovane anima straniata
          il cui abbandono nascosi
          sposando quel vecchio.
          Poi presi la morfina e sedetti a leggere.
          Attraverso l'oscurità che mi scese sugli occhi
          io vedo ancora la luce vacillante di queste parole:
          "E Gesù gli disse: In verità
          io ti dico, Oggi tu
          sarai con me in paradiso"
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Sarah Brown

            Maurizio, non piangere, non sono qui sotto il pino.
            L'aria profumata della primavera bisbiglia nell'erba dolce,
            le stelle scintillano, la civetta chiama,
            ma tu ti affliggi, e la mia anima si estasia
            nel nirvana beato della luce eterna!
            Và dal cuore buono che è mio marito,
            che medita su ciò che lui chiama la nostra colpa d'amore: -
            digli che il mio amore per te, e così il mio amore per lui, hanno foggiato il mio destino — che attraverso la carne raggiunsi lo spirito e attraverso lo spirito, pace.
            Non ci sono matrimoni in cielo,
            ma c'è l'amore.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Epigrafe per un libro condannato

              Non scrissi, o lettore innocente,
              pacifico e buon cittadino,
              per te questo mio saturnino
              volume, carnale e dolente.

              Se ancora non hai del sapiente
              Don Satana appreso il latino,
              non farti dal mio sibillino
              delirio turbare la mente!

              Ma leggimi e sappimi amare,
              se osi nel gorgo profondo
              discendere senza tremare.

              O triste fratello errabondo
              che cerchi il tuo cielo diletto,
              compiangimi, o sii maledetto!
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Madre diletta, mia sognata e vera
                verità, mia splendente meraviglia,
                madre diffusa come l'ape e il miele
                madre sostanza, tienimi nascosta
                dentro il tuo manto sì che io non veda
                sotterfugi ed inganni, in te io pura
                ridivento, siccome una bambina.
                Madre t'ho vista un giorno mentre prona
                sul pavimento t'invocavo piano
                eri bella e possente e mi guardavi
                con infinita eterna tenerezza
                a che più dirti, io non ho parole
                ma tu hai l'incanto delle cose buone,
                tu hai le parole che non hanno voce
                e che pure traversano le mura
                d'ogni esultanza, o madre che fanciullo
                tenesti il Cristo, guarda alle mie braccia
                che sono vuote e colmale di fiori
                o di spine o di luce o di tormento
                come ti piaccia e rendimi felice.
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