Poesie d'Autore migliori


in Poesie (Poesie d'Autore)

Gli anni in cui eravamo distratti.

Non è ancora chiaro se siano finiti del tutto gli anni in cui eravamo distratti.

Non ci accorgevamo che le nostre cellule sfinivano e quelle nuove arrivavano e quelle di nostro padre andavano a male.

Negli ospedali camminavamo dritti verso un letto non giravamo mai lo sguardo in corsia sentivamo le canzoni ci abituavamo alle peggiori le ricantavamo forte per non sentire notizie davvero vere.

Come certi prestigiatori ci infilavamo lastre sottili di ferro a dividere la parte sopra l'ombelico da quella sotto e non diteci che non sapete quale porgevamo alle ragazze? E non diteci che non sapete che la loro richiesta non l'ascoltavamo con precisa distrazione e scelta?

Ai funerali pensavamo ad altro se ci andavamo impegnati a rendere coerente l'epitaffio uno che se l'è cavata.

Fatti di pezzi di uomo messi insieme con pazienza orefice, braccia e orecchie conserte eclissi parziale di occhi.
Camminavamo sul filo, con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l'uovo, sull'uovo il peso del cielo.
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    Scritta da: alessia14
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ulisse

    Nella mia giovinezza ho navigato
    lungo le coste dalmate. Isolotti
    a fior d'onda emergevano, ove raro
    un uccello sostava intento a prede,
    coperti d'alghe, scivolosi, al sole
    belli come smeraldi. Quando l'alta
    marea e la notte li annullava, vele
    sottovento sbandavano più al largo,
    per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
    è quella terra di nessuno. Il porto
    accende ad altri i suoi lumi; me al largo
    sospinge ancora il non domato spirito,
    e della vita il doloroso amore.
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      Scritta da: Gianni Marcantoni
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Show business

      Marty, ascoltami, tutte le star
      saranno lì!
      So che non ci guadagnerai nemmeno un soldo!
      Ma sono ottime pubbliche relazioni!
      Il pubblico ama queste serate
      di beneficenza per i malati di aids, marty!
      Così capiscono che hai
      cuore, così capiscono che
      hai anima!
      Chiedi a qualsiasi p. R.!
      tutti i loro clienti lo
      fanno!
      Prendi sammy d.! è tuo
      amico, che cosa pensi che gliene freghi
      se qualcuno muore di aids?
      Sa che il guadagno arriverà
      dopo
      quando farà la prossima parte importante!
      Svegliati, marty!
      Lo fanno tutti!
      Stai attento o il pubblico presto si
      chiederà: "come mai marty mellon
      non partecipa a nessuna serata di beneficenza per
      i malati di aids?"
      Quella è la fine, marty!
      Per te!
      Hai capito?
      Eh?
      Forza ragazzo!
      Mi hai appena fatto cagare sotto
      dalla paura!
      Allora, la prossima è fissata per
      il 20 giugno, ti metterò nella
      lista, tutti i paraculi della città
      saranno lì.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Canzone del carceriere

        Dove vai bel carceriere
        Con quella chiave macchiata di sangue
        Vado a liberare la mia amata
        Se sono ancora in tempo
        L'avevo chiusa dentro
        Teneramente crudelmente
        Nella cella del mio desiderio
        Nel più profondo del mio tormento
        Nelle menzogne dell'avvenire
        Nelle sciocchezze del giuramento
        Voglio liberarla
        Voglio che sia libera
        E anche di dimenticarmi
        E anche di lasciarmi
        E anche di tornare
        E di amarmi ancora
        O di amare un altro
        Se un giorno le va a genio
        E se resto solo
        E lei sarà andata via
        Io serberò soltanto
        Serberò tuttavia
        Nel cavo delle mani
        Fino alle ultime mie ore
        La dolcezza dei suoi seni plasmati dall'amore.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Giardino autunnale

          Al giardino spettrale al lauro muto
          de le verdi ghirlande
          a la terra autunnale
          un ultimo saluto!
          A l'aride pendici
          aspre arrossate nell'estremo sole
          confusa di rumori rauchi grida la lontana vita:
          grida al morente sole
          che insanguina le aiole.
          S'intende una fanfara
          che straziante sale: il fiume spare
          ne le arene dorate; nel silenzio
          stanno le bianche statue a capo i ponti
          volte: e le cose già non sono più.
          E dal fondo silenzio come un coro
          tenero e grandioso
          sorge ed anela in alto al mio balcone:
          e in aroma d'alloro,
          in aroma d'alloro acre languente,
          tra le statue immortali nel tramonto
          ella m'appar, presente.
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