Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

La strada nel bosco

Chiusero la strada lì nel bosco
già una settantina d'anni fa,
maltempo e piogge l'hanno cassata,
ed ora non potresti mai dire
che c'era un tempo una strada lì nel bosco
prima ancora che piantassero gli alberi.
Starà sotto la macchia e sotto l'erica,
o sotto gli esili anemoni.
Solo il custode riesce a vedere
che dove cova la palombella
e i tassi ruzzolano a loro agio
c'era un tempo una strada lì nel bosco.

Pure, se nel bosco ti inoltri
in una tarda sera d'estate, quando fa
la brezza freschi i laghetti guizzanti di trote,
dove la lontra fischia al compagno
(non temono gli uomini nel bosco
poiché ne vedono ben pochi),
udrai lo scalpitio di un cavallo
e il frusciar di una gonna sulla rugiada,
un galoppo fermo e persistente
attraverso quelle nebbiose solitudini:
quasi che perfettamente conoscessero
l'antica perduta strada lì nel bosco...
Ma non c'è nessuna strada lì nel bosco!
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me

    Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me
    e mi chiude la gola
    Senza nessuna ragione sobbalzo ad un tratto
    lasciando a mezzo lo scritto
    senza nessuna ragione nella hall di un albergo
    sogno in piedi
    senza nessuna ragione l'albero sul marciapiede
    mi batte in fronte

    senza nessuna ragione un lupo urla alla luna
    iroso infelice affamato
    senza nessuna ragione le stelle scendono a dondolarsi
    sull'altalena del giardino
    senza nessuna ragione vedo come sarò nella tomba
    senza nessuna ragione nebbia e sole nella mia testa
    senza nessuna ragione mi attacco al giorno che inizia
    come se non dovesse finire mai più
    e ogni volta sei tu
    che sali dalle acque.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Amai

      Amai trite parole che non uno
      osava. M'incantò la rima fiore
      amore,
      la più antica difficile del mondo.

      Amai la verità che giace al fondo,
      quasi un sogno obliato, che il dolore
      riscopre amica. Con paura il cuore
      le si accosta, che più non l'abbandona.

      Amo te che mi ascolti e la mia buona
      carta lasciata al fine del mio gioco.
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        Scritta da: mor-joy
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La fiera dei miracoli

        Un miracolo comune:
        l'accadere di molti miracoli comuni.

        Un miracolo normale:
        l'abbaiare di cani invisibili
        nel silenzio della notte.
        Un miracolo fra tanti:
        una piccola nuvola svolazzante,
        che riesce a nascondere una grande pesante luna.
        Più miracoli in uno:
        un ontano riflesso sull'acqua
        e che sia girato da destra a sinistra,
        e che cresca con la chioma in giù,
        e non raggiunga affatto il fondo
        benché l'acqua sia poco profonda.
        Un miracolo all'ordine del giorno:
        venti abbastanza deboli e moderati,
        impetuosi durante le tempeste.
        Un miracolo alla buona:
        le mucche sono mucche.
        Un altro non peggiore:
        proprio questo frutteto
        proprio da questo nocciolo.
        Un miracolo senza frac nero e cilindro:
        bianchi colombi che si alzano in volo.
        Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:
        oggi il sole è sorto alle 3,14
        e tramonterà alle 20.01
        Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:
        la mano ha in verità meno di sei dita,
        però più di quattro.
        Un miracolo, basta guardarsi intorno:
        il mondo onnipresente.
        Un miracolo supplementare, come ogni cosa:
        l'inimmaginabile
        è immaginabile.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Passerò per Piazza di Spagna

          Sarà un cielo chiaro.
          S'apriranno le strade
          sul colle di pini e di pietra.
          Il tumulto delle strade
          non muterà quell'aria ferma.
          I fiori, spruzzati
          di colori alle fontane,
          occhieggeranno come donne
          divertite. Le scale
          le terrazze le rondini
          canteranno nel sole.
          S'aprirà quella strada,
          le pietre canteranno,
          il cuore batterà sussultando
          come l'acqua nelle fontane -
          sarà questa la voce
          che salirà le tue scale.
          Le finestre sapranno
          l'odore della pietra e dell'aria
          mattutina. S'aprirà una porta.
          Il tumulto delle strade
          sarà il tumulto del cuore
          nella luce smarrita.

          Sarai tu - ferma e chiara.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Noi poeti, sovente, non siam noi che scriviamo,
            È il vento che fa un fremito correr di ramo in ramo,
            È una canzon perduta che pel capo ci frulla,
            È l'aroma d'un zingaro, è un'ombra, è tutto, è nulla,
            È un lembo della veste di persona sottile,
            È la pioggia monotona che scroscia nel cortile,
            È la poltrona morbida come sera d'estate,
            È il sole che festevole picchia alle vetrate,
            È delle cose esterne la varia litania,
            Che fa' rider Ariosto e pianger Geremia.
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              Scritta da: Marilena Aiello
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              La gioia di scrivere

              Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
              Ad abbeverarsi ad un'acqua scritta
              che riflette il suo musetto come carta carbone?
              Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
              Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
              da sotto le mie dita rizza le orecchie.
              Silenzio - anche questa parola fruscia sulla carta
              e scosta
              i rami generati dalla parola "bosco".

              Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
              lettere che possono mettersi male,
              un assedio di frasi
              che non lasceranno scampo.

              In una goccia d'inchiostro c'è una buona scorta
              di cacciatori con l'occhio al mirino,
              pronti a correr giù per la ripida penna,
              a circondare la cerva, a puntare.

              Dimenticano che la vita non è qui.
              Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
              Un batter d'occhio durerà quanto dico io,
              si lascerà dividere in piccole eternità
              piene di pallottole fermate in volo.
              Non una cosa avverrà qui se non voglio.
              Senza il mio assenso non cadrà foglia,
              né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

              C'è dunque un mondo
              di cui reggo le sorti indipendenti?
              Un tempo che lego con catene di segni?
              Un esistere a mio comando incessante?

              La gioia di scrivere
              Il potere di perpetuare.
              La vendetta d'una mano mortale.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Sono irrequieto.
                Sono assetato di cose lontane.
                La mia anima esce anelando
                di toccare l'orlo
                dell'oscura lontananza.
                O Grande Aldilà,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che non ho ali per volare.
                Sono impaziente e insonne,
                sono straniero in una terra straniera.
                Il tuo alito mi giunge sussurrando
                una impossibile speranza.
                Il mio cuore comprende il tuo linguaggio
                come fosse lo stesso ch'egli parla.
                O Lontano-da-cercare,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che non conosco la strada,
                che non ho il cavallo alato.
                Non c'è nulla che desti il mio interesse,
                sono un vagabondo nel mio cuore.
                Nella nebbia assolata delle languide ore,
                quale visione grandiosa
                prende forma nell'azzurro dei cielo!
                O Meta Lontanissima,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che tutti i cancelli sono chiusi
                nella casa dove vivo solitario!
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