Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Buongiorno, mezzanotte

Buongiorno, mezzanotte.
Torno a casa.
Il giorno si è stancato di me:
come potevo io - di lui?
Era bella la luce del sole.
Stavo bene sotto i suoi raggi.
Ma il mattino non mi ha voluta più,
e così, buonanotte, giorno!

Posso guardare, vero,
l'oriente che si tinge di rosso?
Le colline hanno dei modi allora
che dilatano il cuore.

Tu non sei così bella, mezzanotte.
Io ho scelto il giorno.
Ma, ti prego, prendi una bambina
che lui ha mandato via.
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    Scritta da: Daduncolo
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno

    Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno
    e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto
    e'l bel paese e'l loco ov'io fui giunto
    da'duo begli occhi che legato m'ànno;

    E benedetto il primo dolce affanno
    ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto,
    e l'arco e le saette ond'ì fui punto,
    e le piaghe che'nfin al cor mi vanno.

    Benedette le voci tante ch'io
    chiamando il nome de mia donna ò sparte,
    e i sospiri e le lagrime e'l desio;

    e benedette sian tutte le carte
    ov'io fama l'acquisto, e'l pensier mio,
    ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.
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      Scritta da: Elisabetta
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Pasqua

      Le trombe argentee squillarono nella Cupola:
      La gente cadde in ginocchio a terra, emozionata:
      E recato sul collo degli uomini io vidi,
      Come un gran Dio, il Santo Signore di Roma.
      Sacerdotale, egli portava una veste più bianca della spuma,
      E, regale, si paludava in rosso maestoso,
      Tre corone d'oro gli si levavano alte sul capo:
      In splendore e in luce il Papa passò.
      Furtivamente il mio cuore ripercorse ampi deserti d'anni
      Fino a Uno che vagò presso un mare solitario,
      Ed invano cercò un luogo di riposo:
      "Le volpi han tane, e ogni uccello ha il nido.
      Io, solo, io debbo vagare stanco,
      Piagarmi i piedi, e bere vino e sale di lacrime".
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        Scritta da: Clocci
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Rosso è il fuoco nel camino,
        Sotto al tetto un letto aspetta;
        Ma non son stanchi i nostri piedi,
        Voltato l'angolo incontrar potremmo
        D'improvviso un albero oppure un grosso sasso,
        Che nessuno oltre noi ha visto.
        Alberi e fiori, foglie e fuscelli,
        Fateli passare! Fateli passare!
        Sotto al nostro cielo colli e ruscelli
        Passeranno oltre! Passeranno oltre!

        Voltato l'angolo forse ci aspetta
        Un ignoto portale o una strada stretta;
        Se purtroppo oggi tirar oltre dobbiamo,
        Può darsi che domani questa strada facciamo,
        Prendendo sentieri nascosti
        Che portano alla Luna o al Sole.
        Mela, spina, noce, prugna,
        Fateli passare! Fateli passare!
        Sabbia, pietra, stagno, dirupo,
        In bocca al lupo! In bocca al lupo!

        Dietro è la casa, davanti a noi il mondo,
        E mille son le vie che attendon, sullo sfondo
        Di ombre, vespri e notti, il brillar delle stelle.
        Davanti allor la casa, e dietro a noi il mondo,
        Tornar potremo a casa con passo infin giocondo.
        Ombre e crepuscolo, nuvole e foschia
        Sbiadiranno via! Sbiadiranno via!
        Fuoco e luce, da bere e da mangiare,
        Così tutti a letto poi potremo andare!
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          L'umile giunchiglia

          Dimmi almeno che oscura meraviglia
          già ti prende di me, che trovi bella
          questa sommessa, e umile giunchiglia
          che già ti paragona a una stella;
          dimmi che me divina e me presente
          senti dentro il tuo letto di piacere,
          dimmi che un bacio fuga dolcemente
          tutte le smanie e tutte le chimere.
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            Scritta da: Valentina
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La bellezza

            Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra e il mio seno,
            cui volta a volta ciascuno s'è scontrato,
            è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto come la materia.

            Troneggio nell'azzurro quale Sfinge incompresa,
            unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
            odio il movimento che scompone le linee e mai piango, mai rido.

            I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
            che ho l'aria di imitare dai più fieri monumenti,
            consumeranno i giorni in studi severi, perché,

            onde affascinare quei docili amanti,
            ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
            i miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne.
            Composta mercoledì 28 ottobre 2009
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Donna al pianoforte

              Io ti ho vista seduta al pianoforte
              e mi sei parsa un angelo, una vergine
              di certissimo aspetto – come fossi
              oggi cresciuta lì su quelle soglie
              di sveltissima musica, o fermento
              bello di donna dalle dritte spalle
              cui le dita di angelo racchiuso

              hanno impresso una curva di mistero
              mentre che all'apparenza ne gioivi
              profondamente come in veste nuova.

              E noi tutti di te ripensavamo
              cose profonde e più miracolosa
              che una vetta di sogno la tua dolce
              cara presenza ci scioglieva i nodi
              dentro il sangue del male e sollevava
              la nostr'aria nel palpito felice
              dei tuoi biondi finissimi capelli.
              Composta giovedì 31 marzo 2016
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Anche oggi sarà dentro la storia
                della mia vita. Ma non era l'oggi
                che io volevo quand'ero bambina:
                oggi è un oggi diverso, senza grida,
                afono e grigio come una fontana.
                Oggi è l'oggi di ieri manifesto
                solo nel mio respiro prigioniero:
                o larghe nubi come fonderei
                volentieri il mio passo
                dentro quel cielo che racchiude tutta
                tutta l'avversità del mio destino.
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