Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Abbiamo perso

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Hymnus ad nocturnum

    Ho la calma di un morto:
    guardo il letto che attende
    le mie membra e lo specchio
    che mi riflette assorto.

    Non so vincere il gelo
    dell'angoscia, piangendo,
    come un tempo, nel cuore
    della terra e del cielo.

    Non so fingermi calme
    o indifferenze o altre
    giovanili prodezze,
    serti di mirto o palme.

    O immoto Dio che odio
    fa che emani ancora
    vita dalla mia vita
    non m'importa più il modo.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ottobre

      Un tempo, era d'estate,
      era a quel fuoco, a quegli ardori,
      che si destava la mia fantasia.
      Inclino adesso all'autunno
      dal colore che inebria,
      amo la stanca stagione
      che ha già vendemmiato.
      Niente più mi somiglia,
      nulla più mi consola,
      di quest'aria che odora
      di mosto e di vino,
      di questo vecchio sole ottobrino
      che splende sulla vigne saccheggiate.

      Sole d'autunno inatteso,
      che splendi come in un di là,
      con tenera perdizione
      e vagabonda felicità,
      tu ci trovi fiaccati,
      vòlti al peggio e la morte nell'anima.
      Ecco perché ci piaci,
      vago sole superstite
      che non sai dirci addio,
      tornando ogni mattina
      come un nuovo miracolo,
      tanto più bello quanto più t'inoltri
      e sei lì per spirare.
      E di queste incredibili giornate
      vai componendo la tua stagione
      ch'è tutta una dolcissima agonia.
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        Scritta da: Gabriella Stigliano
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Al mattino gettai la mia rete nel mare.
        Trassi dall'oscuro abisso cose di strano
        aspetto e di strana bellezza -
        alcune brillavano come un sorriso,
        alcune luccicavano come lacrime,
        e alcune erano rosee
        come le guance d'una sposa.
        Quando, alla fine del giorno,
        tornai a casa con il mio bottino,
        il mio amore sedeva nel giardino
        sfogliando oziosamente un fiore.
        Esitante deposi ai, suoi piedi
        tutto quello che avevo pescato.

        Lei guardò distrattamente e disse:
        "Che strani oggetti sono questi?
        Non capisco a che possano servire".
        Chinai il capo, vergognoso, pensando:
        "Non ho lottato per conquistarli,
        non li ho comperati al mercato;
        non sono doni degni di lei".
        E per tutta la notte li gettai
        a uno a uno sulla strada.
        Al mattino vennero dei viaggiatori;
        li raccolsero e li portarono
        in paesi lontani.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Dalla spiaggia

          C'è sopra il mare tutto abbonacciato
          il tremolare quasi d'una maglia:
          in fondo in fondo un ermo colonnato,
          nivee colonne d'un candor che abbaglia:
          una rovina bianca e solitaria,
          là dove azzurra è l'acqua come l'aria:
          il mare nella calma dell'estate
          ne canta tra le sue larghe sorsate.
          O bianco tempio che credei vedere
          nel chiaro giorno, dove sei vanito?
          Due barche stanno immobilmente nere,
          due barche in panna in mezzo all'infinito.
          E le due barche sembrano due bare
          smarrite in mezzo all'infinito mare;
          e piano il mare scivola alla riva
          e ne sospira nella calma estiva.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Sospiro

            L'anima verso la tua fronte, o calma sorella,
            dove sogna un autunno sparso di macchie di porpora
            e verso il cielo errabondo delle tue iridi
            angeliche, sale, come in un malinconico
            giardino, fedele un bianco zampillo sospira
            verso l'Azzurro!
            - Verso l'Azzurro raddolcito d'Ottobre
            pallido e puro che specchia il suo languore infinito
            ai grandi bacini e lascia, sull'acqua morta
            dov'erra col vento la fulva agonia delle foglie
            scavando un gelido solco, trascinarsi
            il sole giallo con obliquo raggio.
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