Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Gabriella Stigliano
in Poesie (Poesie d'Autore)

Vieni con me

Vieni con me!
Devi affrettarti però -
sette lunghe miglia
io faccio ad ogni passo.
Dietro il bosco ed il colle
aspetta il mio cavallo rosso.
Vieni con me! Afferro le redini -
vieni con me nel mio castello rosso.
Lì crescono alberi blu
con mele d'oro,
là sogniamo sogni d'argento,
che nessun altro può sognare.
Là dormono rari piaceri,
che nessuno finora ha assaggiato,
sotto gli allori baci purpurei -
Vieni con me per boschi e colli!
tieniti forte! Afferro le redini,
e tremando il mio cavallo ti rapisce.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Non solo il fuoco

    Ahi, sì, ricordo,
    ahi, i tuoi occhi chiusi
    come pieni dentro di luce nera,
    tutto il tuo corpo come una mano aperta,
    come un grappolo bianco della luna,
    e l'estasi,
    quando un fulmine ci uccide,
    quando un pugnale ci ferisce nelle radici
    e una luce ci spezza la chioma,
    e quando
    di nuovo
    torniamo alla vita,
    come uscissimo dall'oceano,
    come tornassimo feriti
    dal naufragio
    tra le pietre e l'alghe rosse.
    Ahi, vita mia,
    non solo il fuoco tra noi arde,
    ma tutta la vita,
    la semplice storia,
    l'amore semplice
    di una donna e d'un uomo
    uguali a tutti gli altri.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      La donna ideale

      Il sogno di un uomo
      è una puttana con un dente d'oro
      e il reggicalze,
      profumata
      con ciglia finte,
      rimmel,
      orecchini,
      mutandine rosa
      l'alito che sa di salame,
      tacchi alti,
      calze con una piccolissima smagliatura
      sul polpaccio sinistro,
      un po' grassa,
      un po' sbronza,
      un po' sciocca e un po' matta
      che non racconta barzellette sconce
      e ha 3 verruche sulla schiena
      e finge di apprezzare la musica sinfonica
      e che si ferma una settimana
      solo una settimana
      e lava i piatti e fa da mangiare
      e scopa e fa i pompini
      e lava il pavimento della cucina
      e non mostra le foto dei suoi figli
      né parla del marito o ex-marito
      di dove è andata a scuola o dov'è nata
      o perché l'ultima volta è finita in prigione
      o di chi è innamorata,
      si ferma solo una settimana
      solo una settimana
      e fa quello che deve fare
      poi se ne va e non torna più indietro

      a prendere l'orecchino che ha dimenticato sul comò.
      Composta mercoledì 25 settembre 2013
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        In Barca

        Vedi le stelle, amore,
        Ancor più chiare nell'acqua e splendenti
        Di quelle sopra a noi, e più bianche
        Come ninfee!

        Ombre lucenti di stelle, amore:
        Quante stelle sono nella tua coppa?
        Quante riflesse nella tua anima?
        Solo le mie, amore, le mie soltanto?

        Guarda, quando i remi muovo,
        Come deformate s'agitano
        Le stelle, e vengon disperse!
        Perfino le tue, lo vedi?

        Rovesciano le stelle le acque
        Acque povere, inquiete, abbandonate...!
        Dici, amore, che non viene scosso il cielo
        E immobili son le sue stelle?

        Là! hai visto
        Quella scintilla volare su di noi? Le stelle
        In cielo neanche son sicure.
        E di me, che sarà, amore, di me?

        Cosa sarà, amore, se presto
        La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
        Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
        Svaniresti tu, amore, svaniresti?
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          Scritta da: Marco
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Versi di Congedo, a vietarle il lamento...

          Siano pur due, lo sono come i rigidi
          gemelli del compasso sono due:
          la tua anima il piede fisso che all'apparenza
          immoto muove al moto del compagno.

          E, se pure dimori nel suo centro,
          quando l'altro si spinge lontano,
          piega e lo segue intento,
          tornando eretto quando torna al centro.

          Così tu sei per me che debbo, simile
          all'altro piede, obliquamente correre:
          con la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio
          e al mio principio mi riporta sempre.
          Composta domenica 11 ottobre 2009
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