Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ah vastità di pini...

Ah vastità di pini, rumore d'onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambola
chiocciola terrestre, in te la terra canta!

In te i fiumi cantano e in essi l'anima mia fugge
come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranza
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.

Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbia
e i1 tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,
e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparente

dove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s'annida.

Ah la tua voce misteriosa che l'amore tinge e piega
nel crepuscolo risonante e morente!
Così in ore profonde sopra i campi ho visto
piegarsi le spighe sulla bocca del vento.
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    Scritta da: Daduncolo
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno

    Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno
    e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto
    e'l bel paese e'l loco ov'io fui giunto
    da'duo begli occhi che legato m'ànno;

    E benedetto il primo dolce affanno
    ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto,
    e l'arco e le saette ond'ì fui punto,
    e le piaghe che'nfin al cor mi vanno.

    Benedette le voci tante ch'io
    chiamando il nome de mia donna ò sparte,
    e i sospiri e le lagrime e'l desio;

    e benedette sian tutte le carte
    ov'io fama l'acquisto, e'l pensier mio,
    ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.
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      Scritta da: Elisabetta
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Pasqua

      Le trombe argentee squillarono nella Cupola:
      La gente cadde in ginocchio a terra, emozionata:
      E recato sul collo degli uomini io vidi,
      Come un gran Dio, il Santo Signore di Roma.
      Sacerdotale, egli portava una veste più bianca della spuma,
      E, regale, si paludava in rosso maestoso,
      Tre corone d'oro gli si levavano alte sul capo:
      In splendore e in luce il Papa passò.
      Furtivamente il mio cuore ripercorse ampi deserti d'anni
      Fino a Uno che vagò presso un mare solitario,
      Ed invano cercò un luogo di riposo:
      "Le volpi han tane, e ogni uccello ha il nido.
      Io, solo, io debbo vagare stanco,
      Piagarmi i piedi, e bere vino e sale di lacrime".
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        L'umile giunchiglia

        Dimmi almeno che oscura meraviglia
        già ti prende di me, che trovi bella
        questa sommessa, e umile giunchiglia
        che già ti paragona a una stella;
        dimmi che me divina e me presente
        senti dentro il tuo letto di piacere,
        dimmi che un bacio fuga dolcemente
        tutte le smanie e tutte le chimere.
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          Scritta da: Valentina
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La bellezza

          Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra e il mio seno,
          cui volta a volta ciascuno s'è scontrato,
          è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto come la materia.

          Troneggio nell'azzurro quale Sfinge incompresa,
          unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
          odio il movimento che scompone le linee e mai piango, mai rido.

          I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
          che ho l'aria di imitare dai più fieri monumenti,
          consumeranno i giorni in studi severi, perché,

          onde affascinare quei docili amanti,
          ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
          i miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne.
          Composta mercoledì 28 ottobre 2009
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            Scritta da: Rea
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Nella tua eterna veglia,
            tu ascolti i miei passi che s'avvicinano,
            mentre la tua letizia si raccoglie
            nei primi albori del mattino
            ed erompe nell'esplosione di luce.
            Più mi accosto a te, più profondo diventa
            il fervore nella danza del mare.
            Il tuo mondo è uno spruzzo di luce
            che si diffonde, colmandoti le mani,
            ma il tuo cielo è nel mio cuore segreto;
            esso schiude lentamente
            le sue gemme in timido amore.
            Composta lunedì 6 settembre 2010
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              E il re s'inchina un po'
              e a piedi viene di solito la notte
              e dal tetto della fabbrica nel fiume
              brillano due scarpe
              alla rovescia e così presto bianche come neon
              e l'una ci rompe la faccia
              e l'altra ci rompe morbida le costole
              e spente al mattino le scarpe di neon
              il melo selvatico lunatico l'acero arrossisce
              le stelle in cielo passano come popcorn
              e il re s'inchina e uccide.
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Donna al pianoforte

                Io ti ho vista seduta al pianoforte
                e mi sei parsa un angelo, una vergine
                di certissimo aspetto – come fossi
                oggi cresciuta lì su quelle soglie
                di sveltissima musica, o fermento
                bello di donna dalle dritte spalle
                cui le dita di angelo racchiuso

                hanno impresso una curva di mistero
                mentre che all'apparenza ne gioivi
                profondamente come in veste nuova.

                E noi tutti di te ripensavamo
                cose profonde e più miracolosa
                che una vetta di sogno la tua dolce
                cara presenza ci scioglieva i nodi
                dentro il sangue del male e sollevava
                la nostr'aria nel palpito felice
                dei tuoi biondi finissimi capelli.
                Composta giovedì 31 marzo 2016
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                  Scritta da: Andrea De Candia
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Il bacio

                  Il bacio appena sognato
                  in una notte di tradimenti,
                  dove tutti consumano amplessi
                  che non hanno profumo,
                  il tuo bacio febbricitante,
                  il candore delle tue labbra,
                  somiglia alla mia porta
                  che non riesco ad aprire.
                  Il bacio è come una vela,
                  fa fuggire lontano gli amanti,
                  un amore che non ti gela
                  che ti dà mille duemila istanti.
                  Ho cercato di ricordare
                  che potevi tornare indietro,
                  ma ahimè il tuo bacio
                  è diventato simile a un vetro.
                  Io come un animale
                  mi rifugio nel bosco
                  per non lasciare ovunque
                  il mio candido pelo.
                  Il pelo della mia anima
                  è così bianco e così delicato
                  che persino un coniglio ne trema.
                  Tu mi domandi quanti amanti ho avuto
                  e come mi hanno scoperto.
                  Io ti dico che ognuno scopre la luce
                  e ognuno sente la sua paura,
                  ma la mia parte più pura è stata il bacio.
                  Io tornerei sui monti d'Abruzzo,
                  dove non sono mai stata.
                  Ma se mi domandano
                  dove traggono origine i miei versi,
                  io rispondo:
                  mi basta un'immersione nell'anima
                  e vedo l'universo.
                  Tutti mi guardano con occhi spietati,
                  non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri
                  e non sanno che sono firme degli angeli
                  per celebrare le lacrime che ho versato per te.
                  Composta mercoledì 25 marzo 2015
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