Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Marianna Mansueto
in Poesie (Poesie d'Autore)
In quel selvaggio abisso,
grembo della Natura e, forse, tomba,
che non è mare o sponda, aria né fuoco,
ma lor cause pregnanti in sé commiste
confusamente, in una lotta eterna,
se il Fattore Possente non costringe
queste oscure materie a farsi mondi,
nell'abisso selvaggio, cauto, Satana
sostava all'orlo dell'Inferno, e vide,
e ponderò il viaggio...
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Partita a scopa

    Una delle cose più terribili è
    davvero
    stare a letto
    una notte dopo l'altra
    con una donna che non hai più voglia
    di scopare.

    Invecchiano, non sono più tanto
    belle – tendono persino
    a russare, buttarsi
    giù.

    Così, a letto, a volte ti giri,
    il tuo piede tocca il suo –
    Dio, che orrore! –
    e la notte è là fuori
    dietro le tendine
    e insieme vi suggella
    nella
    tomba.

    E la mattina vai in bagno,
    parli, attraversi il corridoio,
    dici strane cose; le uova friggono,
    partono i motori.

    Ma seduti l'uno di fronte all'altro
    hai 2 estranei
    che si ficcano in bocca il pane tostato
    che si bruciano col caffè bollente la gola risentita
    e l'intestino.

    In dieci milioni di case americane
    è lo stesso –
    vite stantie appoggiate
    l'una all'altra
    e nessun posto
    dove andare.

    Sali in macchina
    e vai a lavorare
    e là ci sono degli altri sconosciuti, quasi tutti
    mogli e mariti di qualcun altro,
    e oltre alla ghigliottina del lavoro,
    flirtano, scherzano r si danno pizzicotti,
    tendendo qualche volta
    a farsi in qualche posto una rapida scopata –
    a casa non possono farlo –
    e poi
    tornano a casa
    ad aspettare il Natale o il Labor Day
    o la domenica
    o qualcosa.
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      Scritta da: SalMessina
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il Cantico delle Creature

      Altissimu, onnipotente, bon Signore,
      tue sò le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
      Ad te solo, Altissimo, se confano,
      et nullu homo ène dignu te mentovare.
      Laudato sie, mì Signore, cum tucte le tue creature,
      spetialmente messor lo frate sole,
      lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
      Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
      de te, Altissimo, porta significatione.
      Laudato sì, mì Signore, per sora luna e le stelle:
      in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
      Laudato sì, mì Signore, per frate vento
      et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
      per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
      Laudato sì, mì Signore, per sor'aqua,
      la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
      Laudato sì, mì Signore, per frate focu,
      per lo quale ennallumini la nocte:
      ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
      Laudato sì, mì Signore, per sora nostra matre terra,
      la quale ne sustenta et governa,
      et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
      Laudato sì, mì Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore
      et sostengo infirmitate et tribulatione.
      Beati quelli che'l sosterrano in pace,
      ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
      Laudato sì, mì Signore, per sora nostra morte corporale,
      da la quale nullu homo vivente po' scappare:
      guai acquelli che morrano ne le peccata mortali;
      beati quelli che trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
      ca la morte secunda no'l farrà male.
      Laudate e benedicete mì Signore et rengratiate
      e serviateli cum grande humilitate.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        I due leader

        Cacciari: il fascismo è lontano
        Occhetto: il fascismo è vicino
        Cacciari: ma dove lo vedi?
        Occhetto: là, sul falsopiano
        Cacciari: ma è solo un puntino
        Occhetto: ma è enorme, sciocchino
        Cacciari: è una nuvola bassa
        Occhetto: è una squadraccia
        Scusate se interrompo la conversazione
        disse il capo del plotone d'esecuzione.
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          Scritta da: Andrew Ricooked
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ahi ahi ahi

          Il tizio gestisce una libreria
          ci vado e autografo i miei libri per
          lui
          e lui mi impone sempre qualche libro
          qualcosa del genere declino-e-vita
          difficile
          ma questi libri sono scritti da
          opinionisti
          di giornali
          professori, nati-nella-bambagia,
          ecc.
          E questi hanno visto tanta vita reale
          da bassifondi
          quanto un parroco di campagna;
          le loro vite
          sono state tanto avventurose quanto
          una spolverata allo scaffale della
          libreria
          e nessuno di loro ha mai saltato un
          pasto.
          Questi libri sono ben scritti,
          a volte brillanti
          un filo
          arditi
          ma c'è una sensazione dominante
          di agiatezza
          nella scrittura e nella
          vita.
          I libri mi cadono dalle
          mani.
          Questo tizio della libreria deve
          cominciare a pensare a
          qualche altro tipo di
          compenso
          per me
          che gli autografo i miei libri
          perché leggere queste cagate
          deliziosamente
          stampate
          non fa che ricordarmi
          ancora una volta
          che sto gareggiando solo
          contro
          me stesso.
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            Scritta da: Violina Sirola
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            L'aspirante

            Prima di tutto ce li hai i requisiti?
            Ce l'hai
            un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,
            un tirante o un uncino,
            seni di gomma, inguine di gomma,

            rattoppi a qualcosa che manca? Ah
            no? E allora che mai possiamo darti?
            Smetti di piangere.
            Apri la mano.
            Vuota? Vuota. Ma ecco una mano

            che la riempie, disposta
            a porgere tazze di tè e sgominare emicranie,
            e a fare ogni cosa che gli dirai.
            La vorresti sposare?
            È garantita,

            ti tapperà gli occhi alla fine della vita
            e del dolore.
            Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.
            Vedo che sei nuda come un verme.
            Che te ne pare di questo vestito-

            Un po' rigido e nero, ma niente male.
            Lo vorresti sposare?
            È impermeabile, infrantumabile, abile
            contro il fuoco e imbombardabile.
            Credi a me, ti ci farai sotterrare.

            E adesso, scusa, hai vuota la testa.
            Ho la cosa che fa per te.
            Su, su, carina, esci fuori dal guscio.
            Ecco ti piace questa?
            Nuda per cominciare come una pagina bianca

            ma in venticinqu'anni d'argento,
            d'oro in cinquanta, potrà diventare.
            Una bambola viva, sotto ogni aspetto.
            Sa cucire, sa cucinare,
            sa parlare, parlare, parlare.

            E funziona, non ha una magagna.
            Qua c'è un buco, che è una manna.
            Qua un occhio, una vera visione.
            Ragazzo mio, è l'ultima occasione.
            La vorresti sposare, sposare, sposare?
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              Scritta da: Gabriella Stigliano
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Il giardino d'amore

              Nel giardino d'amore un giorno entrai,
              e vidi cosa mai veduta prima:
              una cappella eretta proprio al centro
              del prato ove ero solito giocare.

              Essa aveva cancelli ben sprangati,
              "tu non devi", era scritto sulla soglia;
              io al giardino d'amore mi rivolsi,
              che tanti fiori aveva generato;

              io lo vidi di tombe tutto ingombro,
              ed al posto dei fiori v'eran lapidi;
              e preti neri intorno, ad imbrogliare
              tra spini i miei piaceri e desideri.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Imitazione della gioia

                Dove gli alberi ancora
                abbandonata più fanno la sera,
                come indolente
                è svanito l'ultimo tuo passo
                che appare appena il fiore
                sui tigli e insiste alla sua sorte.

                Una ragione cerchi agli affetti,
                provi il silenzio nella tua vita.

                Altra ventura a me rivela
                il tempo specchiato. Addolora
                come la morte, bellezza ormai
                in altri volti fulminea.
                Perduto ho ogni cosa innocente,
                anche in questa voce, superstite
                a imitare la gioia.
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                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  La cipolla

                  La cipolla è un'altra cosa.
                  Interiora non ne ha.
                  Completamente cipolla
                  Fino alla cipollità.
                  Cipolluta di fuori,
                  cipollosa fino al cuore,
                  potrebbe guardarsi dentro
                  senza provare timore.
                  In noi ignoto e selve
                  di pelle appena coperti,
                  interni d'inferno,
                  violenta anatomia,
                  ma nella cipolla - cipolla,
                  non visceri ritorti.
                  Lei più e più volte nuda,
                  fin nel fondo e così via.
                  Coerente è la cipolla,
                  riuscita è la cipolla.
                  Nell'una ecco sta l'altra,
                  nella maggiore la minore,
                  nella seguente la successiva,
                  cioè la terza e la quarta.
                  Una centripeta fuga.
                  Un'eco in coro composta.
                  La cipolla, d'accordo:
                  il più bel ventre del mondo.
                  A propria lode di aureole
                  da sé si avvolge in tondo.
                  In noi - grasso, nervi, vene,
                  muchi e secrezione.
                  E a noi resta negata
                  l'idiozia della perfezione.
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