Scritta da: annainno

Esilio è l'estate

Esilio è l'estate,
se implacabile agosto
attraversa
la pietra liscia del cuore;
quella che l'acqua
del torrente in inverno
ha consumato,
ed ora al solleone
offre se stessa,
all'argine decoro solitario.
Esilio è l'estate
se il mattino odoroso,
dove la luna
ancora s'intravede,
arde solo di un cenno
di canzone.
E non è trasformata
la dolcezza
in nutrimento,
miele di speranza.
Esilio è l'estate,
se la notte di stelle
sul mare,
stella cadente, adorata,
non fa che ripetere
lenta il tuo nome:
Tu che quella notte
hai scelto
per tornare all'Eterno.
Anonimo
Composta mercoledì 20 maggio 2009
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    Scritta da: annainno

    Il regno del tè

    Contemplo il tempo
    in cui regnava il tè,
    quando l'arcata
    della tenerezza
    univa il dipanarsi
    delle ore.
    Erano pomeriggi
    di alabastro
    e mattine odorose
    di velluto.
    Correva il tempo
    della non partenza
    e della quieta attesa
    del destino.
    Fiorivano le pagine
    dei libri
    nel pulviscolo d'oro
    alla finestra,
    mentre speziati aromi
    evanescenti
    accoglievano l'orma
    della sera.
    Meditavano i rami tremolanti
    dell'eucalipto
    dall'incerta chioma:
    suggeriva visioni
    del futuro
    il sorgere cremoso
    della luna.
    Anonimo
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      Scritta da: annainno

      Rose a Natale

      Da te che sei il mio amore,
      per Natale,
      vorrei l'incanto muto
      di una stella,
      l'incedere elegante e disuguale
      di un amore che è insieme
      vita e guerra.
      Ma ho già degli occhi tuoi
      l'acqua marina,
      con i misteri delle sue correnti,
      e l'onda fredda,
      eppur sempre regina,
      di abissi solitari e incandescenti.
      Ha riservato
      il tempo capriccioso
      le rose per il mese di dicembre,
      di un rosso labirintico e prezioso
      che sa farle fiorire adesso e sempre.
      Anonimo
      Composta sabato 25 dicembre 2010
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        Scritta da: annainno

        Nonna senza cipressi

        Mia nonna, come quella del Poeta,
        si vestiva di nero e, devo dire,
        che pur senza i cipressi del Carducci,
        il suo ricordo si fa ben sentire.
        Dalla sua bocca semplice e serena
        Ho appreso infatti molte verità,
        coi suoi detti ho nutrito quella vena
        che sempre voglia di scherzar mi dà.
        "Il marito è una firma, cara mia,
        e come tale spesso viene male.
        Ricordo della zia Maria Antonietta
        Quante ne ha viste con lo zio Natale.
        Meglio sarebbe stato aver pazienza-
        Continuava - Ragazza che dura,
        se si comporta con garbo e decenza,
        come si sa, non perde la ventura"
        "Potessi, Avessi e Fossi eran tre scemi
        che giravano il mondo sconsolati.
        Di progetti di vita erano pieni,
        ma non se n'è mai visti realizzati.
        Tesoro - commentava con vigore -
        di idee e di sassi ognun si può nutrire,
        basta che non ritenga che l'amore
        possa la bella vita garantire".
        "Chi dalla lotterie spera soccorso-
        diceva sferruzzando un bel golfino-
        metterà lungo il pelo come un orso
        mentre aspetta il favore del destino"
        Profumata di talco e tenerezza,
        io bevevo proverbi e caffè d'orzo.
        Così si tramandava la saggezza,
        gustata piano piano, sorso a sorso.
        Anonimo
        Composta giovedì 8 dicembre 2005
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