Scritta da: Silvana Stremiz

Il momento è il presente

Momenti che passano, che se ne vanno
vissuti in un attimo, senza alcun affanno
così veloci nel loro dipanarsi
che a tratti par vero che è il tempo ad affrettarsi
invece io sono qui, fermo, giocondo
ad aspettar che il tempo scorra fecondo
di parole, azioni e pensieri
ma è l'emozione, sai, che ci fa veri.
Quel sentir vibrar le proprie membra
come il tender l'arco è ciò che mi sembra
una gioia presente, rapida ed indolore
da viver appieno, finché Dio ci dona l'ardore.
Anonimo
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    Non seppi mai il suo nome
    né il tempo le concesse l'attimo
    di darmi l'anima e non il corpo
    di sciogliere le labbra nelle mie.
    Notte di un'estate inquieta
    pregna di oblio, desideri e umori
    maledetta ed arida quanto basta
    per essere preda dei propri amori,
    fu l'aria che saliva dalla valle,
    respiro denso di resina a fronde
    soffio inquieto che girava in tondo
    nell'aurea danza della vita,
    fu la luce fioca ed il silenzio
    il mare calmo a far da sfondo
    la sua carne debole... eccitante
    lo sguardo sempre più profondo.
    Non seppi mai il suo nome,
    ...e lei neppure chiese il mio
    forse fu così che in fondo
    non ci fu nemmeno il tempo dell'addio.
    Anonimo
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      Scritta da: Corvetto Corvetto

      Anna Giusto

      Son 7 gli anni passati e la mia anima vaga ancora nel tuo dolce ricordo
      in quell'immenso giardino fiorito, di rose, e profumi incantevoli, in cima alla
      grande montagna che guarda i galli, al sorgere della luna il suo profumo
      si espande tanto da entrarti nell'anima e nel cuore, li avrei vissuto per mille anni
      insieme a te, il nostro tempo ormai è finito, quello che si fa in vita riecheggia
      per sempre e per sempre sarai nel mio cuore, ringrazio Dio per avermi permesso anche se
      per un attimo di entrare in paradiso.
      Anonimo
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        Le mie risposte
        sono solo dei forse.
        Sento ancora l'impulso
        di stare abbracciata a lui
        che si accoccola su di me.
        Avrei voglia di stringerlo.
        Salvarlo da ciò che non è riuscito a vedere.
        Avrà trovato il coraggio di essere se stesso?
        Un'altra domanda a cui rispondo forse,
        guardandomi allo specchio.
        Anonimo
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          Scritta da: Fra Libertaria

          Nanneddu meu (Giovanni mio)

          Nanneddu meu su mundu est gai,
          a sicut erat non torrat mai.
          Semus in tempos de tirannias, infamidades e carestias;
          commo sos populos cascan che canes gridende forte "cherimus pane". Famidos nois semus
          pappande pane e castanza,
          terra cun lande;
          terra ch'a fangu, torrat su poveru senz'alimentu, senza ricoveru.
          Cussas banderas numeru trinta de binu bonu mudana tinta;
          appena mortas cussas banderas
          non pius s'osservan imbriagheras. Semus sididos, issa funtana pretende s'abba parimus ranas.
          Abbocaeddos, laureados, buzzacas boidas e ispiantados.
          Adiosu Nanni, tenet'a contu,
          fache su surdu,
          ghettad'a tontu;
          e tantu l'ides:
          su mundu est gai a sicut erat non torrat mai.

          Giovanni mio il mondo è così,
          come era non tornerà.
          Siamo in tempo di tirannia, infamità e carestia;
          ora i popoli sono come cani gridando forte "vogliamo pane".
          Siamo affamati
          mangiando pane e castagna,
          terra di ghiande;
          terra col fango, torna il povero senza cibo, senza dimora.
          Quelle 30 bandiere con il vino buono cambiano colore;
          appena morte quelle bandiere
          non si vedono più sbronze.
          Siamo seduti nella fontana bagnandoci come rane.
          Avvocati, laureati, tasche bagnate e vuote.
          Addio Fiovanni, ricordati,
          fai il sordo,
          diventa tonto;
          tanto lo vedi:
          il mondo è così per sempre.
          Anonimo
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            Scritta da: Danio Ernesto

            La mia isola

            Viaggiavo come un relitto nel mare in tempesta.
            nessun'isola all'orizzonte
            nessuna nave che incrociasse la mia rotta.

            La salsedine mi dilaniava la carne
            gli occhi ridotti a due fessure e le labbra screpolate
            e sanguinanti.

            Dio, non immaginavo fosse così difficile morire.
            Non potevo sapere che il mio corpo,
            con inaudito accanimento, potesse
            lottare così strenuamente per vivere.

            Ma non sarebbe durata a lungo l'agonia.
            Già, in lontananza, mi parve di scorgere dei volti.
            O erano semplicemente nubi
            venute a ghermirmi.

            Fradicio era il cuscino quando
            mi svegliai d'improvviso.
            Tumultuoso il mio cuore quando
            mi girai sul fianco.

            E tu eri lì.
            Tu, la mia isola deserta
            Tu, la mia nave venuta in soccorso
            Tu, che mi hai ridato la vita.
            Anonimo
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              Scritta da: Danza di Venere
              Cerco i tuoi occhi,
              cerco di rapirti,
              cerco il contatto,
              cerco te in ogni angolo, dove sei?

              Mi chiedo dove sei ogni giorno,
              mi chiedo cosa fai e se mi pensi,
              non ti chiedo il tuo tempo,
              il mio lo dedico già a te.

              Aver ricevuto un tuo contatto,
              mi ha stupito, spiazzato reso felice,
              credo sia il più sincero dei sentimenti,
              aspettare un tuo apprezzamento,
              accorgimento non so cosa è, io lo chiamerei amore.

              Non turbarti per questa parola,
              non la uso così spesso come sembra,
              la rivolgo a chi veramente mi riscalda l'anima,
              vorrei solo poter di più ma non vorrei ferirmi.
              Anonimo
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                Scritta da: Danza di Venere

                Immobile

                Davanti a te immobile
                in attesa di un tuo cenno,
                occhi fissi in occhi splendidi
                si nutrono della tua bellezza.

                Davanti a te immobile
                aspetta fremente un uomo,
                la ricerca del contatto
                per trasmetterti questa sensazione.

                Davanti a te sta nascendo
                la nuova vita di un uomo,
                riparto costruendo da zero
                nuovi sentieri che portano a te.

                Impotente e rigido ogni muscolo vorrebbe sfiorarti,
                i tuoi occhi trasmettono un profondo bisogno d'amore,
                davanti a te apprezzando questo sentore,
                brucio finché del mio amore vorrai nutrirti.
                Anonimo
                Composta martedì 14 marzo 2017
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