Scritta da: LOs
Il sole splende
il cuore rimane freddo
la vita sorride
ma gli incubi
tornano più crudeli di prima
ridi e i tuoi occhi
ti tradiscono
velati da una strana
malinconia
che non si può cancellare
perché l'unica cosa
che farebbe risplendere
di gioia quegli occhi
è un'amore profondo
chiuso in fondo
al proprio cuore.
Anonimo
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Sakurano
    Mi vendeva il suo corpo.
    Non capiva che volevo la sua anima,
    il suo cuore, a cui non apparteneva a nessun uomo.
    Qual era il segreto per aprirlo?
    Scoprire il suo interno per renderlo mio.

    Ci provava a rendere di più,
    ma non riusciva,
    non capiva che
    nei miei occhi c'era solo lei,
    nei suoi solo il vuoto.
    Anonimo
    Composta domenica 16 ottobre 2016
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Il momento è il presente

      Momenti che passano, che se ne vanno
      vissuti in un attimo, senza alcun affanno
      così veloci nel loro dipanarsi
      che a tratti par vero che è il tempo ad affrettarsi
      invece io sono qui, fermo, giocondo
      ad aspettar che il tempo scorra fecondo
      di parole, azioni e pensieri
      ma è l'emozione, sai, che ci fa veri.
      Quel sentir vibrar le proprie membra
      come il tender l'arco è ciò che mi sembra
      una gioia presente, rapida ed indolore
      da viver appieno, finché Dio ci dona l'ardore.
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Le mie risposte
        sono solo dei forse.
        Sento ancora l'impulso
        di stare abbracciata a lui
        che si accoccola su di me.
        Avrei voglia di stringerlo.
        Salvarlo da ciò che non è riuscito a vedere.
        Avrà trovato il coraggio di essere se stesso?
        Un'altra domanda a cui rispondo forse,
        guardandomi allo specchio.
        Anonimo
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Nastjia

          Quando scende il buio

          Nugoli di parole
          paion polvere
          nella mia anima scomposta...

          Una sonata macabra
          è questo trillo
          che afferra e distrugge
          e ferisce,
          e di nuovo lacera
          quel che resta del sé.

          Non esiste alcun sapore, odore o tepore
          che possa contrastare
          questo cupo canto di te
          morte,
          compagna dei miei sensi,
          vita sfrontata,
          puttana!

          Chino il capo vinta...

          Fredde catene di niente
          ci legano,

          in un abisso senza fondo
          si consuma la mia follia.
          Anonimo
          Composta giovedì 16 febbraio 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Danio Ernesto

            La mia isola

            Viaggiavo come un relitto nel mare in tempesta.
            nessun'isola all'orizzonte
            nessuna nave che incrociasse la mia rotta.

            La salsedine mi dilaniava la carne
            gli occhi ridotti a due fessure e le labbra screpolate
            e sanguinanti.

            Dio, non immaginavo fosse così difficile morire.
            Non potevo sapere che il mio corpo,
            con inaudito accanimento, potesse
            lottare così strenuamente per vivere.

            Ma non sarebbe durata a lungo l'agonia.
            Già, in lontananza, mi parve di scorgere dei volti.
            O erano semplicemente nubi
            venute a ghermirmi.

            Fradicio era il cuscino quando
            mi svegliai d'improvviso.
            Tumultuoso il mio cuore quando
            mi girai sul fianco.

            E tu eri lì.
            Tu, la mia isola deserta
            Tu, la mia nave venuta in soccorso
            Tu, che mi hai ridato la vita.
            Anonimo
            Vota la poesia: Commenta