Scritta da: *marta*
in Poesie (Poesie anonime)
"Questa notte
resterò sul mondo,
aspettando che venga giorno.
Dolcemente pensandoti".
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"Questa notte
resterò sul mondo,
aspettando che venga giorno.
Dolcemente pensandoti".
Il sole splende
il cuore rimane freddo
la vita sorride
ma gli incubi
tornano più crudeli di prima
ridi e i tuoi occhi
ti tradiscono
velati da una strana
malinconia
che non si può cancellare
perché l'unica cosa
che farebbe risplendere
di gioia quegli occhi
è un'amore profondo
chiuso in fondo
al proprio cuore.
Tu per me sei
Incantevole come il sole
Allora io non posso rinunciare
Mai a te perché
Ormai sei mio.
Coltello in bocca
denti stretti,
pronto metto a fuoco,
determinato,
gestisco le armi,
sanguino
non mollo,
come potrei?
Flusso sottocutaneo
sgorga e si mescola
con i pensieri,
travaso le idee
e il sangue nella carta;
ultima, infinita,
echeggiante parola.
Scusa.
Mi vendeva il suo corpo.
Non capiva che volevo la sua anima,
il suo cuore, a cui non apparteneva a nessun uomo.
Qual era il segreto per aprirlo?
Scoprire il suo interno per renderlo mio.
Ci provava a rendere di più,
ma non riusciva,
non capiva che
nei miei occhi c'era solo lei,
nei suoi solo il vuoto.
Presente, sono presente,
ogni momento ogni secondo,
disponibile a contare ogni battito d'ali,
presente, sono presente,
a portata di mano a schiocco di dita,
fai il mio nome e ti raggiungerò in qualsiasi angolo di mondo.
Natale di plastica e vento,
Di luci bugiarde.
Natale di fame
Di imbrogli, di sottomissione.
Natale senza veli
(la pace è solo utopia. )
Natale e fa freddo nelle baracche
Piove in casa e l'acqua manca
Il pianto di un bimbo nel buio
Un cane che scende
Sotto una pallida luna.
Il tempo dei poveri non cambia.
Son 7 gli anni passati e la mia anima vaga ancora nel tuo dolce ricordo
in quell'immenso giardino fiorito, di rose, e profumi incantevoli, in cima alla
grande montagna che guarda i galli, al sorgere della luna il suo profumo
si espande tanto da entrarti nell'anima e nel cuore, li avrei vissuto per mille anni
insieme a te, il nostro tempo ormai è finito, quello che si fa in vita riecheggia
per sempre e per sempre sarai nel mio cuore, ringrazio Dio per avermi permesso anche se
per un attimo di entrare in paradiso.
Nanneddu meu su mundu est gai,
a sicut erat non torrat mai.
Semus in tempos de tirannias, infamidades e carestias;
commo sos populos cascan che canes gridende forte "cherimus pane". Famidos nois semus
pappande pane e castanza,
terra cun lande;
terra ch'a fangu, torrat su poveru senz'alimentu, senza ricoveru.
Cussas banderas numeru trinta de binu bonu mudana tinta;
appena mortas cussas banderas
non pius s'osservan imbriagheras. Semus sididos, issa funtana pretende s'abba parimus ranas.
Abbocaeddos, laureados, buzzacas boidas e ispiantados.
Adiosu Nanni, tenet'a contu,
fache su surdu,
ghettad'a tontu;
e tantu l'ides:
su mundu est gai a sicut erat non torrat mai.
Giovanni mio il mondo è così,
come era non tornerà.
Siamo in tempo di tirannia, infamità e carestia;
ora i popoli sono come cani gridando forte "vogliamo pane".
Siamo affamati
mangiando pane e castagna,
terra di ghiande;
terra col fango, torna il povero senza cibo, senza dimora.
Quelle 30 bandiere con il vino buono cambiano colore;
appena morte quelle bandiere
non si vedono più sbronze.
Siamo seduti nella fontana bagnandoci come rane.
Avvocati, laureati, tasche bagnate e vuote.
Addio Fiovanni, ricordati,
fai il sordo,
diventa tonto;
tanto lo vedi:
il mondo è così per sempre.
Le mie risposte
sono solo dei forse.
Sento ancora l'impulso
di stare abbracciata a lui
che si accoccola su di me.
Avrei voglia di stringerlo.
Salvarlo da ciò che non è riuscito a vedere.
Avrà trovato il coraggio di essere se stesso?
Un'altra domanda a cui rispondo forse,
guardandomi allo specchio.