Poesie d'amore


Scritta da: Umberto Loguercio
in Poesie (Poesie d'amore)
Senza te il mare versa in tempesta.

Sei la luce che illumina
la speranza del domani.

Perché nei tuoi occhi
Vive un bimba.

Che raccogliendo la sabbia
Diventa donna.

E sorridendo al sole
Si ritrova mamma;

che ricorre il suo piccolo amore
nei campi di grano.

Disegnando sogni tra le nuvole,
Che saranno speranza
Per divenire poi certezza.

La tua certezza:
Sentirti sempre amata
Sapere di trovare un porto sicuro nel quale rientrare.

La tua casa. La tua famiglia.
La tua vita scritta nel mio cuore

Non serve il dna
Serve essere, per amare;
Amare per sognare;
Sognare per fare;
Fare per vivere;
Vivere per amare.
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    Scritta da: Mauro Lo Sole
    in Poesie (Poesie d'amore)

    SoloTu

    Sento una sensazione
    di vuoto quando ascolto
    i miei silenzi
    poi inizio a sognare
    e d'improvviso ci sei solo tu
    immersa nel buio intenso
    profondo dei pensieri
    e mi manchi
    Se solo ti fermassi ad ascoltare
    ciò che tu non sai vedere capire
    cosa rende così solo il mio cuore
    appeso sull'orlo della follia e al silenzio
    della tua banale indifferenza
    potresti assorbire il nettare destinato
    a scorrere nella mia mente
    e saziarti imbeverti della linfa
    del mio amore
    curare la mia testardaggine
    esausta dal desiderio
    che prova per te
    e sarei vinto dal delirio
    di averti per sempre
    solo mia.
    Composta martedì 10 agosto 2021
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      Scritta da: Mauro Lo Sole
      in Poesie (Poesie d'amore)

      GroViglio

      Annega, lentamente, in fondo al mare,
      la Luna, nel buio della notte.

      Fievole la sua luce riflessa
      sul filo dell'acqua e nei pensieri.

      Mentre, va in fumo, l'ultima delle venti,
      per farmi compagnia.

      I fili appesi, alle finestre sono nudi
      dagli abiti, lavati, sgualciti.

      Ma il puzzo, il sudore, è rimasto
      attaccato alla pelle.

      Anche il tempo, si è fermato,
      attende, che il tempo passi.

      La testa, le mani, non hanno alibi,
      la monotonia, aspetta la routine,
      dell'ultimo bicchiere.
      Composta martedì 10 agosto 2021
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        Scritta da: IVAN VITO FERRARI
        in Poesie (Poesie d'amore)

        Gli innamorati

        Si guardano scoprendo
        La loro diversità di corpo, ma
        la loro anima è sola una... fatta su misura!
        Si tengono la mano, per non disperdere il calore dell'altro
        si sfiorano, tra i confini dell'amore
        quasi a scoprire quel infinito mondo che li separa
        tenendo la pargoletta anima tra le chiavi del tempo
        Custodiscono il loro cuore.
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          Scritta da: IVAN VITO FERRARI
          in Poesie (Poesie d'amore)

          Desiderio

          Principessa dei miei sogni, dei miei sospiri,
          regalami il tuo sorriso, i tuoi occhi, il tuo viso,
          come un tenero amante che assapora
          la curva del tuo sorriso, che gioca inconsciamente
          tra le bianche fumarole e il pallido fervore che sfiora
          la tua pelle profumata
          vestita di coccole profumate, e poi...
          quel desiderio che non lascia una trama, ma porge lo sguardo
          nell’infinito istante, racchiudendo il sigillo nel mio cuore
          lasciando il resto ai caldi respiri dei nostri cuori!
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            Scritta da: IVAN VITO FERRARI
            in Poesie (Poesie d'amore)
            Più volte volgo, volto lo sguardo oltre il confine,
            verso la direzione del vento, tra gli aquiloni del cielo e il rumore delle onde
            in cerca di una carezza, di un sorriso,
            di un sorriso, di una carezza.
            Più volte volto volgo, il mio Sguardo flesso,
            riflesso nell'uomo che fui, figlio del Tempo.
            Lemme lemme, l'orizzonte si va stanco,
            la spuma si fa neve, al sole;
            la grondaia gronda di sudore;
            lo scrosciare ansima, con voracità,
            galoppando tutta la notte;
            svegliando sì il buon mattino,
            altresì come un risveglio da un canto di un disincanto,
            frastornante, frastornando la notte ch'io passai con tanta pietà.
            Più volte volgo, lo sguardo verso il buon mattin, pien di speme e di gioia.
            Si sa, che Egli sì che sa i sentieri adombrati,
            sa la mia ombra,
            sa come riscaldare il mio silenzio.
            Più volte, offro il mio volto,
            verso il candido Albore, nel suo bianco splendore,
            vestito di pelle profumata, pregna di odoroso gelsomino,
            che con grazia e con un passo da cerimoniere,
            attraversa, passo dopo passo, trionfante
            tutto ciò che è stato, portandolo a sé
            come una vergine emozione al tramonto,
            sussurrando, sotto voce,
            parole bianche, parole fresche, parole nuove.
            Fianco a fianco, dolci timidi infanti percorrevano
            sottobraccio, le sue spalle in cerca di una flou d'amore.
            Giunsero con gote rosse, lassù, verso la brughiera,
            con ardore e prepotenza bussarono alla mia porta silenziosa,
            portando non una lacrima con sé, non un loro pianto,
            ma dondolando la culla del loro canto, un canto
            che non fa rumore, non fa colore, non fa odore.
            I teneri infanti, mi guardarono e aprirono la voglia a mani dure,
            senza smettere mai di sognare o di sorridere,
            ascoltando la palla infuocata nel loro primo amore.
            I teneri dolci infanti, toccarono i bisogni dell'anima
            nella curva di un sorriso, sorridendo a crepapelle.
            Li sentii così forte, che ascoltare un loro fremito,
            mi portò a danzare un lento,
            sotto gli occhi del cielo e le carezza del vento,
            un vento buono che suona svegliando persino la terra incantata,
            come per incanto e il disincanto!
            La mia anima rimase sì rapita, che si rapprese,
            portando in grembo la voglia di sorridere ancora una volta.
            Il mio cuore si rinvigorì, si rallegrò,
            vedendo il mio volto rischiarato ancora una volta.
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