Poesie personali


Scritta da: ELIO BLANCATO
in Poesie (Poesie personali)

Trauma Natale

Stavo bene, molto bene,
ero felice.
Fluttuavo a destra e a manca,
in su e in giù,
ora non più.
Ho freddo, tanto freddo,
dove mi trovo?

Rumori cupi, sordi,
assordanti.
Voci sovrapposte, sconosciute,
moleste.
Aria acre, nauseabonda.
Luci algide, accecanti,
in che girone sono finito?

Mi palpano, mi tagliano,
mi annodano.
Mi girano, mi rigirano,
mi bagnano,
ma che fanno?
Perché non smettono?
Son forse matti?.

Basta! Basta! Basta!
Non ne posso più.
Urlo, urlo a squarciagola:
non toccatemi più,
lasciatemi stare,
riportatemi dov'ero.
Lì si che stavo bene.

Non c'è verso, non mi ascoltano,
nessuno mi sente.
Son forse sordi?
No! Fan finta di niente.
Tremo dal freddo e dalla paura.
Ma perché sono qui?
Accidenti! No! Non sarò mica nato?
Composta martedì 19 maggio 2020
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    in Poesie (Poesie personali)

    I tanti enigmi

    Che vuoi che sia il tuo silenzio,
    che vuoi che sia il tuo rancore,
    che vuoi che sia la tua lontananza,
    che potrei dirti di ciò che tu già sai,
    che accade non ti riconosco più
    che vorresti per non portarmi quel tuo broncio che fa tanto male.
    Che posso dirti lo so dei tuoi capricci letali.
    Che posso fare nulla solo dirti vola e sappi volare.
    Composta martedì 19 maggio 2020
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      Scritta da: akira tek
      in Poesie (Poesie personali)

      Warning

      Se solo volessi vedermi anche tu

      quando vedo il mare
      ci cado dentro
      diventa un bicchiere d'acqua salata, amara
      m'immagino d'amarti ancora nonostante la tempesta
      voglio vederti gioire davvero prima di voltarti le spalle
      per non girarmi più e scomparire nella nebbiolina primaverile
      se solo volessi vedermi anche tu
      danzando sotto cassa ti vedo tra la gente che spunti
      oh ti riconoscerei ovunque
      la tua camminata non si confonde
      senza te non so stare sei la sostanza che mi toglie di dosso il male
      cado e mi rialzo migliaia di volte
      sono brava a rialzarmi, sai...
      nel mentre combatto nella dolce, esistenza ti vedo al mio fianco
      allora affondo la mia spada nel buio del prossimo,
      ancora una volta e per sempre...
      finche di tenebra attorno a me non ce ne sia...

      se solo volessi vedermi anche tu.
      Composta sabato 16 maggio 2020
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        Scritta da: Paolo Delladio
        in Poesie (Poesie personali)

        La tartaruga

        Timida, a sangue freddo
        me ne vò per la mia strada
        non frequento l'autostrada
        accada quel che accada
        brillo tra gocce di rugiada
        adagio ti narro una fiaba

        quanto mi è cara la pace

        il volo di 26.000 aerei al giorno
        oscurava il blu del cielo tempo fa
        60 litri al giorno il latte di una mucca
        raccolti in una stalla ancora tempo fa
        travolta da valanghe di chimici concimi
        la terra fu tradita e ferita mortalmente

        quanto mi è cara la pace

        io resto a casa e come sempre vado lenta
        aleggia nell'aria il profumo della menta
        il mondo è in pausa, gioco e son contenta
        la natura è rinata e la vita non si è spenta
        è giunto il tempo di un tempo che rallenta
        arrivo dalla preistoria e ciò non mi spaventa.
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          Scritta da: Lorenzo Brogi
          in Poesie (Poesie personali)

          La mia Città le nostre Città

          Scrivo di questa città svuotata,
          lasciata senz'anima,
          chiusa in casa dietro vetri traspiranti vita,
          delle sue storie, delle sue paure,
          delle sue tragedie.
          Scrivo dei nostri sogni infranti
          del saluto non dato, di quell'abbraccio promesso,
          di quell'addio sfumato, purtroppo per sempre.
          Ascolto lamenti lontani, sofferenze comuni, sogni mancati,
          sento un vuoto ripieno di affetto, una nuova identità,
          percepisco nel crepuscolo della sera un'immensa gioia,
          un altro giorno si accinge a scappare ed un giorno in meno ci attende per soffrire
          ma nello stesso crepuscolo un soffio di vita scompare ed un altro giorno così si è fatto criminale.
          Quante storie chiuse tra queste o quelle mura,
          quante vite che stavano scappando già da tempo,
          si ritrovano, smettono di negarsi,
          oppure continuano semplicemente ad ignorarsi o ad amarsi,
          quanti incubi ancora più tremendi di questo nemico invisibile,
          consumano la pelle, la lasciano livida,
          perché quelle mura ora diventano carcere senza ora d'aria.
          Quanti solisti della vita, attendono impassibili, impauriti, attempati,
          quanti soffrono la solitudine più profonda, la paura più oscura,
          di quante famiglie ancora dovrà essere udito il pianto
          perché un raggio di sole possa regalarci l'estate.
          Quanti angeli senza nome dovremmo ricordare,
          loro quelli della prima linea
          che non cedono un metro al nemico,
          loro che velati i loro sorrisi,
          ti irradiano di speranza,
          con loro il paese avrà un debito,
          l'unico debito da onorare realmente.

          Scrivo di questa città non più approdo,
          di banchine vuote e vie tacite,
          di giardini senza bimbi,
          di strade e piazze senza bimbi,
          di parchi e campi da calcio senza bimbi,
          scrivo di questa città e di tutte le altre
          che si fanno impiccare per non morire sperando che il boia sia clemente.
          Scrivo di questa Nazione stuprata nel suo orgoglio, violata ma ritrovata,
          della consapevolezza della grandezza di questa terra che è in ognuno di noi,
          che tutto sia monito, ricordiamoci per sempre che l'Italia ha risposto
          Presente.
          Composta martedì 31 marzo 2020
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            Scritta da: Daniela Cesta
            in Poesie (Poesie personali)

            Armonie

            Un'esplosione di verde smeraldo
            nei boschi, valli, monti,

            affascina mente e cuore
            emoziona nel profondo, cinguettii festosi,

            nell'aria e sulla terra il grillo frinisce
            il vento di primavera che, scuote ogni fronda

            come una melodiosa musica
            sembra arrivare dal cielo,

            un'eterna poesia evanescente
            scritta dagli alberi in festa

            risvegliatisi dal sonno freddo invernale
            la primavera non esprime ricordi,

            ma gioia di vivere il presente
            nella solennità gioiosa del verde.
            Composta mercoledì 13 maggio 2020
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              Scritta da: Elisa Gaiá
              in Poesie (Poesie personali)
              Ho incontrato una bambina
              che scriveva belle parole
              e una ragazza triste
              che piangeva per amore
              e poi una donna
              che cammina all'incontrario
              i fianchi stretti in una minigonna
              si guarda indietro con rimpianto
              ma nel domani
              di queste anime perse
              vedo una vecchia con molte rughe
              che ricorda com'era essere
              giovane e bella
              ma piena di paure.
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