Poesie personali


Scritta da: Santi Cicardo
in Poesie (Poesie personali)

Arenili

Di portare i desideri sugli arenili
non ho più voglia
resto piegato sulla tavola apparecchiata
qualche mosca banchetta
le più salaci
ballano un tango sul mio naso arrossato
dei vecchi pontili
ho ancora qualche scheggia nei calcagni
e l'umidore della nebbia
che nutre d'acqua e sale le ossa
ma non ho voglia
di camminare sui legni molati dai cavalloni
o dai passi ondivaghi di noi amanti
i tramonti e le albe
che spesso bevemmo in tazze di terracotta
hanno sempre lo stesso sapore
dei ricci appena pescati
ma non ne ho più voglia
perché a lungo ne ho sorbito l'umore
fino allo sdegno
di tutte le conchiglie e gli scogli
che spiarono i nostri coiti
non ho più voglia
resto un po' a guardare
la brace dei falò che si spegne
un po' a scaldarmi
prima che la luna gonfi
la marea e le lacrime
che d'intesa m'annegheranno.
Composta domenica 23 agosto 2015
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    Scritta da: ENRICO DANNA
    in Poesie (Poesie personali)

    Amazing Bukwoski

    Sdraiato sul divano
    in modalità self service
    con le mosche aggrappate alla pelle
    a sorseggiare la calura opprimente
    ascolto
    rintocchi di morte
    sulle macerie d'un dardo assonnato
    e seni sdruccioli
    di attempate signore
    che adescano vecchi ricordi
    di vecchi eroi
    che han commesso atti impuri.

    Se spingo lo sguardo oltre
    posso sentire il vociare delle cicale
    o forse sono lingue work in progress
    che ridestano sensi
    o forse sono orgasmi last minute
    consumati in radure di fortuna
    su cofani d'auto in ebollizione
    che catturano flash di circostanza
    e selfie di visi schiacciati
    su finestrini sporchi
    mentre il ramo si fa tronco
    e la linfa scende
    goccia a goccia
    inesorabile
    tra cosce imbrattate di colore.

    Sei rintocchi di campana.
    È ora di andare alla messa.
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      Scritta da: Franco Paolucci
      in Poesie (Poesie personali)

      Mondo moribondo

      Vedo strisciare Arcangeli senz'ali;
      Universi al crepuscolo di stelle;
      Esseri informi, sofferenti in celle;
      Pianeti neri, spogli di animali.

      Quando un "Sistema" invita al disamore
      Se manca pure il senso del dovere
      Non c'è potere ch'abbia più potere:
      regna, falso, il denaro e il resto muore.

      Son io che soffro di malinconia
      O "questo mondo" è in preda alla follia?
      Composta domenica 16 agosto 2015
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        Scritta da: James
        in Poesie (Poesie personali)

        Da dove

        Tetro percorso,
        colline che osservano
        dove il sole perisce alla notte.
        Unghiate d'orso sulle travi
        sognando dispersi.
        Il gelido vento fra cerchi di rose confuse
        in un confinato giardino dimenticato
        un dimenticato mondo.
        Paese la sera bruciato di giorno.
        Da dove arriverà la voce
        da dove il suono di sillaba
        contrasterà il canto del soffio che piega gli alberi.
        Da dove il mio io confuso dovrà dire: ci siamo persi.
        Persi per sempre.
        Dimenticati.
        Da dove quel suono urterà la galleria
        per disperdersi.
        Da dove proveniamo quando andiamo?
        La pioggia il divenire e il giorno
        il sublime costato sofferto di lancia,
        il tuono
        e la tua rassegnata consistenza.
        L'anima e il serpente
        la rosa tatuata, sul fondo dell'abisso
        dello stretto incunabolo in un night club,
        la gioia soppressa, da lacrime da sogno
        in una realtà odierna di fashion dove lo stesso sogno finisce,
        schiavo della brutalità e dell'invidia.
        Strane correnti ci deportano ai sottecchi
        di sogni mal condivisi in notti di insonnia prive di sesso.
        Il testamento spirituale di un senza testa.
        La voce che inseguivi da bambino per i corridoi fino al bagno,
        la stessa che sapevi avrebbe cambiato la tua vita per sempre.
        Strane correnti ci deportano ciechi.
        Sulla porta della stessa strada naturale,
        eravamo tutti coinvolti da strutture familiari
        per uscirne con le ossa contuse.
        Dita costrette da unghie corrose a una marcia corteccia.
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          Scritta da: James
          in Poesie (Poesie personali)

          Nero

          Immensa e nera notte,
          pregna del sapore argenteo di sopraffatta luna
          che svetta ad occhio di lupo,
          sulle cortine di cipressi e guglie.
          Rumori ottusi da gelide spire
          e vociare indistinto,
          gracchiare di neri becchi
          e corvini piumaggi,
          allontanarsi incerto di passi
          nella gelida nera notte senza fine.
          Barlumi come lampi
          dissuadono il passeggio
          incutono timore,
          quasi fossero roghi dell'orco
          o riesumati spettri
          sibilanti fra impietosi marmi gelidi,
          immobili.
          Insensibili alla dolce paura.
          Composta martedì 4 agosto 2015
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            Scritta da: Laila Ken
            in Poesie (Poesie personali)

            È la vita

            È la vita.
            La vita in un sogno dolce e meraviglioso,
            un sogno senza tempo e senza limiti,
            un sogno aggrappato ad un filo di speranza,
            un sogno sospeso in un baratro di solitudine.
            Chiudi gli occhi e osservalo.
            Vedi mille ombre oscure e belle in un vuoto
            immenso ed eterno da farti fremere di paura.

            È la vita.
            La vita in un sogno splendido e radioso,
            un sogno che non puoi sognare ad occhi aperti,
            un sogno impossibile da capire e ancor meno da spiegare.
            Chiudi gli occhi e osservalo.
            Vedi mille luci colorate e splendenti in un vortice senza fine e così profondo da farti fremere di impazienza.

            È la vita.
            La vita in un sogno che si consuma lentamente silenzioso,
            ti passa accanto e tu non hai il coraggio di afferrarlo.
            Lui se ne va e tu l'aspetti invano
            questo sogno indefinibile e strabiliante
            che ti porta verso la morte.
            Composta mercoledì 12 agosto 2015
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              Scritta da: dantino
              in Poesie (Poesie personali)
              Non ho le parole che vorresti
              i fiori, i sorrisi
              ho posato da tempo le inquietudini
              e ancorato la barca con forza alle cime d'ormeggio
              non c'è più vento che possa o pioggia che riesca a bagnarmi
              coricati sopra il mio cuore
              per ascoltare la gioia dei bimbi diventare pianto
              funziona così
              ch'io senta più avanti, un treno che parte
              nella stazione umida della notte.
              Composta domenica 9 agosto 2015
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                Scritta da: Neferdisirio
                in Poesie (Poesie personali)
                Figlio, Figlia, amori grandi,

                madre, di oro puro, amore immenso,

                nel mio cuore nel mio stomaco
                scorri nelle mie vene insieme al sangue,
                aria dei miei polmoni.

                Madre, torni alla Dea, torni al Cosmico,

                la porta si apre e attraverso la paura ti avvii.

                I miei pensieri Madre, sono perle di sale, per te,
                come quell'ultima tua lacrima insieme alle mie
                mentre ci guardavamo negli occhi
                e ci dicevamo un addio forzato, mai voluto,
                per il nostro centro sacro staccato ma indistruttibile,
                chissà forse non si staccherà mai!

                Ti bramo Madre mia,
                nel sole nella luna nelle stelle
                nel canto degli uccellini
                nel volo delle farfalle
                negli abbracci di una lupa dolce
                nel vento che mi accarezza e mi riporta il respiro,
                nel ricordo del tuo compagno,
                unico amore, nostro padre.

                Sei Tu il mio respiro Madre mia
                mi manchi
                nel petto che si scuote
                nel ricordo terribile di un petto che si affanna...

                I tuoi occhi meravigliosi Mamma
                mi perdo nell'immenso amore
                e nuoto con te nell'oceano della vita
                qui e oltre, nel sogno, nel sole, nella notte.

                Le tue ali saranno sempre sui tuoi gioielli,
                la luce che emani ci indicherà la strada,
                l'amore tuo immenso mamma
                ci accompagna sempre.

                Immenso Amore,
                sei con me.
                Composta venerdì 25 giugno 2004
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