Poesie personali


Scritta da: Fabio Privitera
in Poesie (Poesie personali)

Rimanimi qui

Rimanimi qui
nel buio trafitto dalla tua luce,
con cui rischiari gli attimi,
riempimi gli occhi
in cerca di stelle su questo soffitto
da migliaia di anni,
sfogliami della pelle
denudami l'anima
nulla deve restare che il tuo sguardo non veda
che il tuo cuore non avverta
di quest'uomo ormai in preda
alla più lucida follia
e per nulla preda all'erta e timorosa
che potrebbe scappar via
all'improvviso sparo della vita,
Rimango qui
coi miei sogni in compagnia dei tuoi
poggiati l'uno all'altro
sostegni l'uno dell'altro
finché uno per uno non li sfileremo
aprendoli come il libro
nel quale un giorno ne racconteremo.
Composta lunedì 9 febbraio 2015
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    Scritta da: Santi Cicardo
    in Poesie (Poesie personali)

    Arenili

    Di portare i desideri sugli arenili
    non ho più voglia
    resto piegato sulla tavola apparecchiata
    qualche mosca banchetta
    le più salaci
    ballano un tango sul mio naso arrossato
    dei vecchi pontili
    ho ancora qualche scheggia nei calcagni
    e l'umidore della nebbia
    che nutre d'acqua e sale le ossa
    ma non ho voglia
    di camminare sui legni molati dai cavalloni
    o dai passi ondivaghi di noi amanti
    i tramonti e le albe
    che spesso bevemmo in tazze di terracotta
    hanno sempre lo stesso sapore
    dei ricci appena pescati
    ma non ne ho più voglia
    perché a lungo ne ho sorbito l'umore
    fino allo sdegno
    di tutte le conchiglie e gli scogli
    che spiarono i nostri coiti
    non ho più voglia
    resto un po' a guardare
    la brace dei falò che si spegne
    un po' a scaldarmi
    prima che la luna gonfi
    la marea e le lacrime
    che d'intesa m'annegheranno.
    Composta domenica 23 agosto 2015
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      Scritta da: ENRICO DANNA
      in Poesie (Poesie personali)

      Amazing Bukwoski

      Sdraiato sul divano
      in modalità self service
      con le mosche aggrappate alla pelle
      a sorseggiare la calura opprimente
      ascolto
      rintocchi di morte
      sulle macerie d'un dardo assonnato
      e seni sdruccioli
      di attempate signore
      che adescano vecchi ricordi
      di vecchi eroi
      che han commesso atti impuri.

      Se spingo lo sguardo oltre
      posso sentire il vociare delle cicale
      o forse sono lingue work in progress
      che ridestano sensi
      o forse sono orgasmi last minute
      consumati in radure di fortuna
      su cofani d'auto in ebollizione
      che catturano flash di circostanza
      e selfie di visi schiacciati
      su finestrini sporchi
      mentre il ramo si fa tronco
      e la linfa scende
      goccia a goccia
      inesorabile
      tra cosce imbrattate di colore.

      Sei rintocchi di campana.
      È ora di andare alla messa.
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        Scritta da: Franco Paolucci
        in Poesie (Poesie personali)

        Mondo moribondo

        Vedo strisciare Arcangeli senz'ali;
        Universi al crepuscolo di stelle;
        Esseri informi, sofferenti in celle;
        Pianeti neri, spogli di animali.

        Quando un "Sistema" invita al disamore
        Se manca pure il senso del dovere
        Non c'è potere ch'abbia più potere:
        regna, falso, il denaro e il resto muore.

        Son io che soffro di malinconia
        O "questo mondo" è in preda alla follia?
        Composta domenica 16 agosto 2015
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          Scritta da: James
          in Poesie (Poesie personali)

          Da dove

          Tetro percorso,
          colline che osservano
          dove il sole perisce alla notte.
          Unghiate d'orso sulle travi
          sognando dispersi.
          Il gelido vento fra cerchi di rose confuse
          in un confinato giardino dimenticato
          un dimenticato mondo.
          Paese la sera bruciato di giorno.
          Da dove arriverà la voce
          da dove il suono di sillaba
          contrasterà il canto del soffio che piega gli alberi.
          Da dove il mio io confuso dovrà dire: ci siamo persi.
          Persi per sempre.
          Dimenticati.
          Da dove quel suono urterà la galleria
          per disperdersi.
          Da dove proveniamo quando andiamo?
          La pioggia il divenire e il giorno
          il sublime costato sofferto di lancia,
          il tuono
          e la tua rassegnata consistenza.
          L'anima e il serpente
          la rosa tatuata, sul fondo dell'abisso
          dello stretto incunabolo in un night club,
          la gioia soppressa, da lacrime da sogno
          in una realtà odierna di fashion dove lo stesso sogno finisce,
          schiavo della brutalità e dell'invidia.
          Strane correnti ci deportano ai sottecchi
          di sogni mal condivisi in notti di insonnia prive di sesso.
          Il testamento spirituale di un senza testa.
          La voce che inseguivi da bambino per i corridoi fino al bagno,
          la stessa che sapevi avrebbe cambiato la tua vita per sempre.
          Strane correnti ci deportano ciechi.
          Sulla porta della stessa strada naturale,
          eravamo tutti coinvolti da strutture familiari
          per uscirne con le ossa contuse.
          Dita costrette da unghie corrose a una marcia corteccia.
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            Scritta da: James
            in Poesie (Poesie personali)

            Nero

            Immensa e nera notte,
            pregna del sapore argenteo di sopraffatta luna
            che svetta ad occhio di lupo,
            sulle cortine di cipressi e guglie.
            Rumori ottusi da gelide spire
            e vociare indistinto,
            gracchiare di neri becchi
            e corvini piumaggi,
            allontanarsi incerto di passi
            nella gelida nera notte senza fine.
            Barlumi come lampi
            dissuadono il passeggio
            incutono timore,
            quasi fossero roghi dell'orco
            o riesumati spettri
            sibilanti fra impietosi marmi gelidi,
            immobili.
            Insensibili alla dolce paura.
            Composta martedì 4 agosto 2015
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              Scritta da: Laila Ken
              in Poesie (Poesie personali)

              È la vita

              È la vita.
              La vita in un sogno dolce e meraviglioso,
              un sogno senza tempo e senza limiti,
              un sogno aggrappato ad un filo di speranza,
              un sogno sospeso in un baratro di solitudine.
              Chiudi gli occhi e osservalo.
              Vedi mille ombre oscure e belle in un vuoto
              immenso ed eterno da farti fremere di paura.

              È la vita.
              La vita in un sogno splendido e radioso,
              un sogno che non puoi sognare ad occhi aperti,
              un sogno impossibile da capire e ancor meno da spiegare.
              Chiudi gli occhi e osservalo.
              Vedi mille luci colorate e splendenti in un vortice senza fine e così profondo da farti fremere di impazienza.

              È la vita.
              La vita in un sogno che si consuma lentamente silenzioso,
              ti passa accanto e tu non hai il coraggio di afferrarlo.
              Lui se ne va e tu l'aspetti invano
              questo sogno indefinibile e strabiliante
              che ti porta verso la morte.
              Composta mercoledì 12 agosto 2015
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                Scritta da: dantino
                in Poesie (Poesie personali)
                Non ho le parole che vorresti
                i fiori, i sorrisi
                ho posato da tempo le inquietudini
                e ancorato la barca con forza alle cime d'ormeggio
                non c'è più vento che possa o pioggia che riesca a bagnarmi
                coricati sopra il mio cuore
                per ascoltare la gioia dei bimbi diventare pianto
                funziona così
                ch'io senta più avanti, un treno che parte
                nella stazione umida della notte.
                Composta domenica 9 agosto 2015
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