Ricordi
Lo sguardo vuoto
davanti a una fotografia
del passato
un mondo dimenticato
affiora nella mente
una folla di pensieri,
di ricordi, di sensazioni
balla la danza
del tempo perduto.
Composta domenica 1 novembre 2015
Lo sguardo vuoto
davanti a una fotografia
del passato
un mondo dimenticato
affiora nella mente
una folla di pensieri,
di ricordi, di sensazioni
balla la danza
del tempo perduto.
La natura cambia d'abito,
si spoglia
ed i colori sgargianti,
abbaglianti riflessi di un mare caldo
nelle infinite giornate
abbandona.
E resta il ricordo
d'un sole vivace, grintoso.
Stanca
si prepara al lungo sonno.
Si veste d'abiti
dai caldi,
ma sobri colori
e, lasciandoci il suo materno ricordo
i suoi frutti
ci dona!
Adesso
che ascolto meglio
ogni tua nota,
il buio mi fa silenzio
ed afferro l'odore
del soffio leggiadro
delle nostre primavere
in fiore.
Il canto dell'aria
è mite
e ne gusto i suoni
e mi trafiggo l'anima
pur, di non lasciarti solo.
Dove hai riposto
il volo
questa notte?
Dove hai dimenticato
la chiave dei ricordi?
La nostalgia ci penetra
fin nelle vene
ed il dolore infiamma
ciò che ci appartiene.
Adesso
che respiro meglio
ogni tua sublime
armonia,
abbandono fuori
anche la più intrepida
follia
e prometto al cuore
di non lasciarti
anche questa notte,
andare via.
Soli,
avvolti in certi nostri pensieri,
che se li volessimo raccontare
non li riusciremmo forse neanche a spiegare,
che se li volessero ascoltare
non li riuscirebbero forse neanche a capire.
Soli,
perché non potrei osservare il mondo
attraverso i tuoi occhi,
né tu potresti farlo coi miei,
malgrado tutto l'amore,
non potremmo farlo.
Soli,
quando stai cercando dentro
ciò che tutti, soli, stanno cercando fuori.
Voglio toccare l'infinito cielo
e prendere una nuvola
per far sgorgare le lacrime degli angeli
sul mio viso triste,
e strappare un raggio di sole
per avvolgere il cuore dolente,
e una luminosa stella
per fermare la morte lenta.
Voglio che il vento soffi dolcemente,
che asciughi le lacrime,
e prendere in mano la mia amarezza
e nascondere sotto la polvere di stelle.
Voglio toccare l'infinito cielo,
lo desidero perdutamente,
e prendere una stella luminosa
a racchiudere nella mia anima sofferente,
e bagnarmi le labbra con la rugiada d'amore
per alleviare il dolore di mio cuore dolente.
C'era del feeling tra di noi o era solo una bugia?
C'era del feeling tra di noi o era pura fantasia?
Ma se penso, questa sera,
che quel po' di feeling c'era,
me lo dici, amore mio,
perché così male mi hai detto addio?
Cos'ha mai questa nuova realtà
che fa a pezzi l'umanità?
Chi mai sono quei vari visi pieni forse di falsi sorrisi
di amicizie taroccate
mai realmente esistite?
C'era feeling tra di noi,
o era solo una bugia?
C'era feeling tra di noi o era pura fantasia?
Di vedermi hai persino rifiutato,
in un attimo quel feeling è sfumato,
per una parola storta
tu hai oscurato quella porta
e io non ci entro più.
Ma tu?
Quel feeling hai scordato,
quel feeling hai seppellito?
Cos'ha mai questa nuova realtà
che fa a pezzi l'umanità?
Ridi, ridi, ridi,
ridi di un sorriso triste
che solo tu capisci le labbra
ti disegnano il volto ma ciò che hai dentro è distorto.
Ridi, ridi, ridi,
ridi è chiudi tutte le porte
ti siedi e aspetti l'amore
ma hai paura di farti male
di far battere quel cuore
che forse non vuol volare.
Ridi, ridi, ridi,
ridi l'amore ti cambia
la vita è racchiusa in un cofanetto
e la chiave sei tu e l'amore che porti dentro.
Gocce d'amore
incontratesi per caso
nel ventre delle madre.
Quante di te.
Hai vissuto tante gioie, tanti dispiaceri, tanti dolori.
Quante di te.
Ti sei fatta una corazza, a nessuno è permesso oltrepassare.
Quante di te.
Tutto quello che vivi, che ti circonda,
la vivi come se guardassi un film con la vita di altri.
Quante di te.
Distaccata, vivi come se ogni giorno fosse l'ultimo.
Quante di te.
Guardi questo film, e vorresti scrivere il finale.
Quante di te.
Vivi tra ansia, panico, e paure.
Quante di te.
Vivi la vita, è una grande partita.
Vivila intensamente.
Quante di te,
una sola ce né,
quella sei te,
vivi.
Un'ombra intona l'inno dell'ignoto
come vita avvolta dal velo dell'invisibile.
E l'illusione di ascoltare il mistero
diviene stupore e poi piacere.
Attraverso geometrie temporali,
l'impotenza sostiene l'incapacità,
mentre l'estasi d'una circostanza ammutolisce gli specchi.
Il fiore sboccia dal fiore
come essenza dell'apparenza.
L'inconscio asperge le consapevolezze dell'umana natura
e nel silenzio ne ricalca contorni.