Poesie personali


Scritta da: virtuoso
in Poesie (Poesie personali)

Surrealismo enpatico

Un'ombra intona l'inno dell'ignoto
come vita avvolta dal velo dell'invisibile.
E l'illusione di ascoltare il mistero
diviene stupore e poi piacere.
Attraverso geometrie temporali,
l'impotenza sostiene l'incapacità,
mentre l'estasi d'una circostanza ammutolisce gli specchi.
Il fiore sboccia dal fiore
come essenza dell'apparenza.
L'inconscio asperge le consapevolezze dell'umana natura
e nel silenzio ne ricalca contorni.
Composta giovedì 10 ottobre 2013
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    in Poesie (Poesie personali)

    Casa dolce casa

    Casa dolce casa è un rifugio
    nell'immenso,
    è un tetto sotto l'infinito
    e dentro le vecchie mura
    c'è il calore del focolare.
    E c'è la finestra dalla quale affacciarsi al mondo
    e una tavola profumata di pane e di vino,
    e l'acqua pura nella boccia,
    un letto morbido dove distendere e chiudere gli occhi
    mentre la luna con la sua magia
    incanta il sonno
    e le stelle illuminano argentea il volo libero
    della fantasia.
    Composta giovedì 29 ottobre 2015
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      Scritta da: Daniela Cesta
      in Poesie (Poesie personali)

      Tempo straordinario

      L'autunno è qualcosa di straordinario
      sbalorditivo, strabiliante, prodigioso, fenomenale, inaudito,
      lo spettacolo delle foreste è inimitabile, il colore del tempo che cambia,
      prodigiose sono le sensazioni che regala, a chi osserva la natura colorata.
      Osservare le foglie che cadono, nell'acqua di un piccolo ruscello,
      o il vento che strapazza gli alberi, dona pace e saggezza,
      l'autunno parla a tutti, fa riflettere, fa meditare, esce in noi
      assennatezza, buonsenso, raziocinio, discernimento, prudenza,
      che l'estate aveva nascosto nel nostro profondo,
      in autunno esce da ogni spirito la sofferenza, desideri, aspettative,
      tutta la nostra fragilità, dell'autunno della nostra vita,
      dobbiamo armarci di coraggio per affrontare, a testa alta,
      le nostre fatiche, dispiaceri, incomprensioni quotidiane,
      camminiamo nei boschi, in piccoli sentieri, respiriamo purezza,
      nell'intimità di noi stessi e dell'amore della natura,
      nel nostro piccolo mondo, in una stagione della nostra realtà.
      Composta giovedì 29 ottobre 2015
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        Scritta da: francescob
        in Poesie (Poesie personali)

        Ischia

        C'è un posto, un'isola
        dove il profumo del mare cristallino
        si fonde con l'aroma
        della pineta e delle numerose piante e fiori
        che con i loro colori
        tingono d'allegria le giornate.
        Le spiagge ti rilassano con la melodia
        delle onde del mare che si tuffano
        dolcemente sulla riva.
        Il vento fresco ti accarezza la pelle
        come una mamma accarezza il proprio bimbo.
        I delfini ti salutano con i loro grazianti tuffi e
        i maestosi, con la loro chioma verde
        creano un paesaggio unico, insieme
        all cinguettio degli uccellini.
        Questo posto non è frutto di
        immaginazione di uno scrittore o di un poeta
        esiste si chiama Ischia.
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          Scritta da: francescob
          in Poesie (Poesie personali)

          Quando osservo il cielo azzurro

          Quando osservo il cielo azzurro
          unirsi con l'immenso mare blu
          e il sole che brilla sul mare
          mi viene in mente il tuo smisurato sorriso.
          Ma ora che non ci sei più
          il mio dolore è immenso come
          il mare blu
          come le lacrime che ho versato per la tua morte.
          Oh chiara tu quando te ne sei andata
          nell'immensità blu
          hai distrutto il mio cuore
          come un fulmine distrugge
          il silenzio di una notte calma.
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            Scritta da: francescob
            in Poesie (Poesie personali)

            Vorrei tornare fanciullo spensierato

            Vorrei tornare fanciullo spensierato
            e non crescere più,
            vorrei tornare agli anni
            in cui nessun pensiero avevo,
            non mi importava quello che facevo
            e i genitori sempre mi perdonavano
            vorrei tornare agli anni
            quando la vita era un gioco,
            e il mio mondo
            era piccolo e libero.
            Vorrei tornar ai giorni
            che giocavo nella mia stanzetta
            senza pensar niente
            vorrei tornar alle elementari
            quando la scuola era un gioco
            e imparar era un piacer
            vorrei avere quegli anni
            dove l'otto era il massimo
            e il cinque il minimo
            vorrei tornar in quei anni
            quando viaggiar di fantasia
            era un volo di lusso
            in quei anni quando
            ero un fanciullo senza pensieri
            ne problemi
            un fanciullo tranquillo
            un bimbo che aspettava Babbo Natale
            e nell'attesa della befana.
            Sotto le coperte si nascondeva
            un fanciullo in cui i suoi giochi
            erano i suoi amici e l'orsacchiotto
            il suo miglior amico.
            Vorrei tornar fanciullo spensierato
            e non crescere più.
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              Scritta da: Daniela Cesta
              in Poesie (Poesie personali)

              Il tramonto per ogni cosa

              Silenzio assordante nel crepuscolo autunnale,
              smorta l'aria, nel cielo pieno di nubi, con qualche piccolo sprazzo di azzurro,
              l'erba si inumidisce presto, un falco vola in cielo, sembra inesistente
              per il suo silenzio assordante, le sue ali tacite carezzano l'aria.

              Prende lo spirito l'emozione del momento, come attimo struggente
              tra poco irrimediabilmente perduto, come le foglie che dolcemente
              cadono sull'erba, colorate, eteree, delicate, cullate dal vento,
              come una ultima carezza d'amore.

              La goccia di rugiada fa brillare le povere foglie avvizzite,
              rende il loro colore lucente come un rosso corallo,
              anche noi siamo come le foglie, diventiamo avvizzite
              con il decorrere del tempo

              è il ciclo della vita che si occupa di noi, il mattino nasciamo
              poi siamo adulti nel sole alto, il tramonto è la nostra vecchiaia,
              la notte è la morte, ma la luce di Dio ricompare al mattino
              per dirci che l'eternità aspetta ognuno di noi.

              Quella sarà la nostra vera vita, il nostro giorno luminoso
              dove la sera e la notte non arriverà mai.
              Composta mercoledì 28 ottobre 2015
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                Scritta da: Daniela Cesta
                in Poesie (Poesie personali)

                Tempo d'autunno

                L'autunno mi parla e la luce fugge veloce,
                le ombre della sera, carezzano gli alberi colorati,
                malinconica gioia di un nuovo tempo

                umido, grigio, silenzioso, bello e odioso l'autunno,
                ma noi apparteniamo alle stagioni, orologio della nostra vita,
                la nebbia crea il mistero e l'ispirazione per i poeti,

                ogni foglia che cade, può raccontare una gloriosa realtà,
                noi siamo le foglie, di questo universo,
                abbiamo ognuno storie diverse, ma tutte fantastiche,

                formiamo il cuore di questa galassia che pulsa per tutto il firmamento
                brilliamo come tutte le stelle, la nebbia si dirada leggermente,
                ed ecco la luna appare, come un segno di luce d'amore,

                sopra gli alberi, nel buio di una sera d'autunno,
                il vento sussurra alle mie orecchie:
                ama questo immensità, il tempo scivola via,

                non sprecare il tuo tempo a piangere,
                ama e sorridi, perché Dio ti ama.
                Composta mercoledì 28 ottobre 2015
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