Poesie personali


Scritta da: anja238
in Poesie (Poesie personali)

La foglia caduta

Una foglia ingiallita dal basso guardava,
il suo sguardo un po' triste sul suolo indugiava.
Sembrava al di fuori di tutto e di niente,
sol sperava di esser schivata dalla gente.
Il mio sguardo posato su lei si commuove
pensando al passato suo di foglie nuove,
Di quando dall'alto di un albero austero
che sfidava il mondo innalzandosi fiero
vedeva i monti ed anche il mare
tenendosi forte senza vacillare.
Il vento e la pioggia incalzavan
però lei salda restava senza dire no.
Al vento diceva rinfrescami ora,
alla pioggia parlava dissetami ancora
perché possa restare a lungo abbracciata
a quest'albero forte di vita vissuta.
Il tempo è passato, la forza non c'è,
l'autunno è arrivato e porta con sé
la vecchiaia triste di foglia ingiallita
che giace ora inerme al suolo caduta.
Ma non è finita, la vita è ancor,
accanto a lei cento e ancor foglie così.
Si danno la voce e stanno vicino
formando un mandala in quel giardino
di ricchi colori ambrati e dorati
che aprono il cuore agli occhi posati.
È un tripudio di ombre e colori sfumati,
energie ancora vive di tempi passati.
La vita non muore,
sol muta il suo manto e a primavera germoglia
e sarà un incanto.
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    Scritta da: anja238
    in Poesie (Poesie personali)

    Sotto il tavolo

    Da sotto il tavolo guardo la vita,
    sto riparata, sono fuggita.
    Da sotto il tavolo posso guardare
    senza esser vista, niente da fare.
    Da sotto il tavolo tutto è più grande,
    tutto più fermo, non devastante.
    Mi son rifugiata qua sotto un bel giorno
    mentre il mondo mi crollava intorno.
    Qui sono al sicuro, sono serena,
    posso guardare al di là della scena.
    Chissà se qualcuno mi sta cercando,
    se della mia fuga si stanno chiedendo.
    Non è una fuga, solo un riparo
    per prendere fiato dal mondo amaro.
    Starò qui sotto soltanto
    un po' a coccolarmi con i miei falsi no.
    Ma ora qualcuno mi sta cercando
    e piano piano si sta insinuando sotto al mio tavolo
    e mi prende il braccio.
    È la fiducia... no, non ho il coraggio.
    Ma lei sorride così invitante
    e la sua calma è disarmante.
    Mi lascio prendere, mi ha conquistata,
    rovescio il tavolo.
    Sono tornata!
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      Scritta da: anja238
      in Poesie (Poesie personali)

      La pozzanghera

      In una pozzanghera mi sono specchiata,
      limpida l'acqua dal sole baciata.
      Come son bella riflessa in sto specchio,
      quello che vedo è solo uno spicchio
      di me che cammino in questo sentiero.
      Quel che riflette è l'anima pura
      e più di tanto a parlar fa paura.
      Perché giammai riconosciam bellezza,
      perché noi mai guardiam con purezza.
      Ma una pozzanghera a sbarrare la via
      può far riconoscere questa magia.
      Ti guardi allo specchio ed è tutto diverso,
      lo sguardo più teso, l'occhio un po' perso
      in mille pensieri e preoccupazioni,
      ti vedi brutta, senza emozioni.
      E allora decido di far la pazzia
      niente più specchi
      pozzanghere e via.
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        Scritta da: Antonino Gatto
        in Poesie (Poesie personali)
        Talvolta ti chiedi
        se di fronte alla morte,
        il tuo istinto a resistergli,
        sia davvero più forte.
        Finché arriva il momento,
        e tutto incomincia a sfumare,
        e come polline al vento
        sfarfallando l'anima sale.
        Abbandonando zavorre
        e mani da accarezzare,
        danari, oggetti e ricordi,
        che non ti lasciano andare,
        per prepararsi al gran volo
        verso quel mondo lontano,
        che sembra privo di vita,
        invece brulica piano.
        Composta martedì 27 ottobre 2015
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          Scritta da: Lucia Giunta
          in Poesie (Poesie personali, Poesie d'amore)
          Io e te insieme
          parole senza significato
          quando sei lontano
          e la felicità non esiste
          senti la rabbia nel cuore
          ti senti morire.

          Io e te insieme
          non importa dove
          ciò che conta è essere insieme
          tenersi per mano
          guardarsi negli occhi, dirsi ti amo,

          Io e te insieme
          la mia vita è fredda e buia
          ma splende se sei con me
          perché con il tuo sorriso la illumini
          con le tue parole la scaldi
          con i tuoi baci mi accendi.

          Io e te insieme
          minuti preziosi passati con te
          felici uno nelle braccia dell'altro
          in silenzio, stanchi dopo l'amore
          ma felici per esserci appartenuti.

          Io e te insieme
          perché tu mi ami
          perché io ti appartengo
          perché tu sei la mia felicità
          la mia gioia, il mio sorriso
          perché tu, solo tu
          sei il mio uomo.
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            Scritta da: Domi11393
            in Poesie (Poesie personali)

            Viaggio all'inizio del tramonto

            Rocce frastagliate feriscono i miei piedi,
            e tu, lontana, non mi senti, non mi vedi,
            visione distante, il tempo s'è fermato,
            io, da rocce fragili, cado.

            O dea, sei la strada al mattino,
            ed io vorrei esserti più vicino,
            stelle, qualcuna, all'orizzonte,
            e tu, luce di sole, t'avvicini.

            Presto, che possano incrociarsi i nostri sguardi
            ed insieme perderci nel firmamento,
            i nostri cuori sono uno solo, mia dea,
            e tu divieni reale da un'idea.

            Ti sento, sei qui,
            l'attesa è finita, ormai,
            tutto è luce; oro e argento la tua presenza,
            Stella Cometa, sei scesa, m'hai colto
            e mi hai portato via sulla strada del tramonto.
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              Scritta da: Domi11393
              in Poesie (Poesie personali)

              Vita d'estate

              Ferma, immobile, impassibile stai,
              cos'è questo strano crescendo?
              Tu sei sole che illumina
              ogni giorno di quest'estate
              e quando non ci sei, sublime fulgore,
              tutto, qui attorno, pian piano sfiorisce,
              è un eterno autunno, quando non ci sei.

              Ma, neanche un giorno di sole è bello, senza te
              che incedi, così leggera, a passo di danza
              nell'aria limpida, fra fili d'erba che ti sfiorano.
              Ogni giorno è notte d'inverno, senza te
              e nessuna lingua al mondo potrà descriverti.

              Allora, resto muto, fermo, immobile,
              alzando lo sguardo (verso precedente)
              e la bellezza di te riempie ogni cosa,
              il grigio è di nuovo colore, vive ogni singola rosa (verso precedente)

              Non sono io a parlare o il cuore a ragionare,
              perché tu sei verità evidente
              ed io solo un osservatore presente,
              qui, al privilegio della tua visione,
              a scaldarmi piano innanzi
              i raggi del sole della tua vita.
              Composta mercoledì 19 agosto 2015
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                Scritta da: Domi11393
                in Poesie (Poesie personali)

                Notte di stelle lontane

                Questa notte è uno specchio
                e di te si riflette un profilo di stelle,
                seguo la loro rotta e mi portano a te,
                mi perdo ma tu sei pura luce nella notte.

                Fronde d'alberi sfiorano il mio volto,
                delicate, vorrei fossero il tuo tocco
                e invece sei lontana, incorniciata fra le stelle
                ma questo cielo notturno non è nulla,
                al confronto di te.
                Tu, dolce dolore, m'affanno e non dormo
                alla folle rincorsa verso te.

                Queste stelle, lontane, sono luci che tremano,
                tu sei il sole in questa notte
                e senza te non c'è risposta.
                Composta martedì 18 agosto 2015
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                  Scritta da: fiocchidineve
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Giaccio triste, un po' confuso
                  pioggia fine sul mio corpo nudo,
                  noto con sguardo soffuso crisantemi giacenti,
                  in modo che io me ne penta
                  di scelte fatte in passato.
                  E adesso cosa vuoi che di te pensi?

                  Quando passai la sommità della porta,
                  dal fumo sul volto fui accolto.
                  Il pavimento cigolò.
                  Dagli occhi spostai il torbidume
                  e lo sguardo mio si posò nell'angolo del locale, seduta, il suo viso fatale,
                  mi avvicinai porgendogli un freddo boccale di birra, sedendomi
                  impacciata sorrise e
                  mentre lo afferrava
                  le nostre dita si toccarono, i nostri occhi si amarono.

                  Giaccio triste, un po' sorpreso
                  che il mio cuore non s'è arreso
                  a batter prova senza sangue
                  in modo che il ricordo non si estingue

                  a casa dal lavoro tornavo, col grembiule in dosso attendeva,
                  la valigia appoggiavo e in un mio bacio lei si perdeva.
                  A casa senza lavoro tornavo, la cravatta allentavo
                  e in ginocchio cadevo, cadere era facile
                  il mio viso tra i tuoi piedi e le calze di lacrime bagnavo
                  perché alla povertà non trovavo rimedi
                  sulla mia schiena il macigno del futuro porto
                  sulla mia schiena il macigno dei litigi nella coscienza porto
                  sulla mia schiena il macigno della violenza sulle mani porto.

                  Le mani lavai da cui brutti gesti allontanai
                  il cigolìo della porta alle mie spalle
                  pensai, è solo frutto della mia mente
                  ma nella realtà si apriva lentamente
                  una "benelli" mia moglie stringeva tra le mani
                  la libertà sfiorava con l'indice
                  un colpo sordo, un grido!
                  L'inferno nascermi dall'interno
                  giaccio triste, giustiziato perché è giusto,
                  perché è quel che ho meritato.
                  Composta domenica 25 ottobre 2015
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