Poesie personali


Scritta da: Mariella Mulas
in Poesie (Poesie personali)
Cantava voce
il senso dell'amore,
sussurrava labbro
il senso della tenerezza,
e guardava il sorriso.
E s'innamorò...

Ma divenne donna
in un letto di celate spine,
e consegnò, ignara, il primo
suo sangue
e il suo primo stupore.

Passarono giorni e mesi e anni
e l'amore divenne dolore,
il canto pianto
e il sussurro terrore.
Ma ancora amò.

Si abituò agli occhi chini,
si abbandonò ai silenzi.
Urlava troppo la gelida gelosia
di quel compagno severo,
e senza spensieratezza.

Cercò parole, ricevette schiaffi,
cercò sguardi ma ostili
minacciarono la notte buia
e la mattina dei passi intimiditi
e obbligati alla solitudine.

Bussava il suo cuore,
voleva il suono del canto.
sognava la dolcezza,
supplicava la saggezza
di un vivere in libertà.

Trovò il coraggio
in un giorno di maggio
e confessò il suo disagio
e per lasciare quegli occhi duri
che bramavano senza amare.

E fu decisa la condanna
dalla mente possessiva.
- No, resterai perché sei mia
e sempre lo sarai... -
E così impugnò il furore

come sangue di dolore
per un amore che non era amore
ma solo logica malattia,
negazione di una gelosa follia
per una donna stanca che andava via.
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    Scritta da: Monica Cannatella
    in Poesie (Poesie personali)

    Vorrei

    Mi piacerebbe regalarti
    domani pieni di presenza.
    Nuvole soffici di certezze
    e un unico grande amore
    che conosca solo il lieto fine.
    Vorrei spianarti la strada,
    togliere via quei sassi su
    cui, tante volte, sei inciampata.
    E poi, poi vorrei cancellare
    i giorni "no" dal calendario
    del tuo cuore.
    Quelli per cui, ogni tanto,
    perdi i tuoi meravigliosi sorrisi.
    Composta martedì 25 ottobre 2016
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      in Poesie (Poesie personali)

      Donna oltraggiata

      Il tempo s'è fermato;
      ed io vivo respirando profondamente l'eterna Luce
      che mi proietta in un bel sogno,
      cara mamma.
      Il mondo qui è colorato
      dall'amor che scalda il cuore...
      Amore vero abbraccia il pensiero
      alimentando la mia nuova esistenza
      di fiori mai visti e di suoni meravigliosi...
      mai uditi prima.
      Sento vibrare nell'aria l'affetto e la dolcezza
      del buon Dio...
      che mi accompagna, mi accarezza,
      mi tiene fra le sue braccia poderose ed infinite;
      come infinito è il suo bene per noi.
      Adesso sono felice;
      nel regno dell'eterno splendore.
      Qui nessuno mai potrà più tormentare
      la mia fragile sensibilità.
      Nessuna lacrima verserò per il dolore provocato
      da chi amore non conobbe;
      da chi tanto m'ha odiata e che fin troppo io ho amato.
      Addio mamma mia dolce,
      non temere, sarò felice.
      Addio mamma adorata,
      vivrò nell'immensità del mare,
      nella spiaggia dorata,
      nel caldo tramonto,
      nel verde che abbaglia
      e che genera speranza:
      speranza per tutte le donne violate,
      oltraggiate, violentate.
      In te vivrò e mai t'abbandonerò.
      Composta venerdì 25 novembre 2016
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        Scritta da: Monica Cannatella
        in Poesie (Poesie personali)

        Ti porto con me

        Ti porto con me, oltre le colline di ciliegi
        e i campi di lillà.
        Indossa il tuo sorriso migliore
        e qualche goccia di felicità.
        Togli le scarpe ed i pensieri,
        lascia indietro quel che appartiene a ieri.
        Riempi le tasche di sogni e di stelle,
        indossa solo la tua pelle.
        Ti porto con me, in un mondo migliore,
        un mondo fatto solo d'amore.
        Composta lunedì 14 novembre 2016
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          Scritta da: Monica Cannatella
          in Poesie (Poesie personali)

          La voce dei ricordi

          E parlerai di me
          ma senza accorgerti
          che gli occhi tuoi
          brillano poco ormai.
          Ricorderai le sere
          dove c'eravamo solo noi,
          quando toccava a me
          risolvere i tuoi guai
          e piangerai.
          T'inventerei scuse
          un po' stupide
          e frasi timide come
          le lucciole.
          Sorriderai e
          prenderanno vita
          ancora gli occhi tuoi,
          quando ti perderai
          a pensare ai baci miei.
          Ma durerà solo un
          istante e sfiorirai
          e piangerai.
          Composta venerdì 25 novembre 2016
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            Scritta da: Monica Cannatella
            in Poesie (Poesie personali)

            La zagara

            Bella e profumata.
            Ancor sul nascere
            veniva già sporcata
            usata
            recisa.
            Come ogni bel fiore che
            si rispetti, qualcuno tentò
            di coglierla...
            Lei, che se ne stava ancora
            in posizione fetale.
            Lei, che veniva sorpresa dalla luna
            a dormire con i pugni chiusi
            di chi si culla nel dolce
            grembo materno.
            Innocente
            pulita
            fiduciosa.
            Fino a quando due mani
            non tentarono di sfiorarla.
            Non voglio lasciare la terra...
            il mio mondo di bimba...
            Non sono pronta!
            E con la forza di un gigante
            allontanò da se quelle luride mani
            che volevano violare il suo cielo d'estate.
            Qualcun altro provò a recidere
            la bella zagara.
            Ma lei, restò salda al suo
            giardino.
            Ma non profumò più!
            L'uomo, in qualche modo,
            l'aveva sporcata.
            Ecco perché prima di
            aprirsi, ha la forma di una lacrima.
            Per il dolore che le è stato
            inflitto.
            Composta mercoledì 23 novembre 2016
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              Scritta da: Luigi Berti
              in Poesie (Poesie personali)

              Il canto degli uccelli

              M'incamminai per stare in pace
              lungo una via di querce ombrose,
              in un vortice di foglie cadute
              il canto degli uccelli l'unica quiete.

              Distesa via senza meta
              dove vi partii alla cieca,
              le stelle sono ancora lassù
              la notte le accende di blu,

              Dominio di serenità
              cosparge la terra infetta,
              sul bordo di un precipizio
              sorge la via eretta.

              Ma sento ancora dentro
              il canto portato dal vento,
              uno stormo di uccelli in volo
              melodia di un soave coro.
              Composta mercoledì 23 novembre 2016
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