Poesie personali


Scritta da: CINELLA MICCIANI
in Poesie (Poesie personali)

Strana la vita

Strana la vita.
Un momento
t'apre orizzonti
di bellezza infinita.
Una musica
celestiale
su note dolcissime
come corda
di violino
fa vibrare l'anima.
Ogni cosa
è melodia.
Strana la vita.
Passano i giorni
corrono gli anni,
la mente fantastica
in perenne ricerca
di cieli azzurri.
All'improvviso
s'apre un baratro.
Si spegne ogni luce.
Solo nuvole in cielo
e buio nell'anima.
Per un istante
l'angoscia ti divora.
Ti ascolti, ti parli,
ti ricordi chi sei.
Tu non t'arrendi mai.
Allora scacci la paura
riaccendi il tuo cuore
decidi di lottare.
Cancelli le lacrime
costruisci i sorrisi
ridai slancio ai sogni.
Il cuore vibra forte.
L'anima s'illumina.
Di nuovo torni
a vivere e a sperare.
Composta lunedì 21 novembre 2016
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    Scritta da: CINELLA MICCIANI
    in Poesie (Poesie personali)

    Se io rinascerò

    Se io rinascerò
    lo farò per te
    amore mio.
    Non sprecherò
    un istante
    in vane ricerche
    o facili amori.
    Ti cercherò
    ovunque
    mi porti il cuore.
    Non so dove
    né quando
    ma di sicuro
    ti ritroverò.
    Se non ce la farò,
    allora sarai tu
    a corrermi incontro.
    Ti sentirò arrivare,
    cingermi le spalle,
    stringermi forte a te
    mentre il cuore
    impazzito d'amore
    m'esploderà nel petto.
    Ti amo senza limiti.
    Vivo di questo amore.
    Se io rinascerò
    lo farò per te.
    Questo pensiero
    m'aiuta a vivere.
    Siamo due anime
    indissolubili.
    Respiriamo
    un solo anelito
    Cammineremo
    l'una verso l'altro
    in un'attesa
    spasmodica
    che blocca
    il respiro
    ma alimenta
    la certezza.
    Le nostre vite
    si ricongiungeranno.
    E sarà per l'eternità.
    Composta lunedì 21 novembre 2016
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      Scritta da: CINELLA MICCIANI
      in Poesie (Poesie personali)

      Lacrime amare

      Sto vicino al mare
      e osservo attenta
      cercando di capire.
      L'aria salmastra
      punge le narici
      penetra in gola.
      Guardo lontano.
      Una vecchia barca
      un pescatore
      una rete scucita.
      Il volto è scavato
      più dalla fatica
      che dagli anni.
      La rete è in mare
      Lui fuma e aspetta.
      Il tempo, il sole
      hanno segnato il viso
      un tempo forse bello.
      Sono andata
      e tornata più volte.
      Lui è sempre lì.
      Fuma ed aspetta.
      All'improvviso
      vedo movimenti
      frenetici, convulsi.
      Tira forte la rete.
      Un grido di dolore
      o forse di rabbia
      s'infrange sulla sponda.
      Arriva un canto triste
      una nenia alla deriva.
      Nella rete solo sogni
      e ciuffi d'alga.
      Lento rientra
      basso il capo
      spenti gli occhi
      inesistente il sorriso.
      Il tramonto accarezza
      l'ultimo gabbiano.
      Per lui solo lacrime.
      Ha perso tutto.
      Anche la luce
      del suo faro.
      Composta lunedì 21 novembre 2016
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        Scritta da: Salvatore Palma
        in Poesie (Poesie personali)

        Un nuovo giorno

        Un barlume di luce sulla mia esistenza.
        Il sentiero che ora percorro
        mi dà diverse direzioni.
        Le visioni che avevo lasciato dentro di me
        sono scomparse.
        Non ricordo più la tua voce.
        Le lacrime che hanno solcato il mio viso,
        ora non mi bagnano più.
        In casa non vi è la malinconia a farla da padrona.
        Le lenzuola in cui abbiamo dormito
        sono state soffiate via da un gelido vento d'autunno.
        Ora la tempesta è passata.
        Un nuovo giorno è appena iniziato.
        Composta lunedì 21 novembre 2016
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          Scritta da: Michela De Liquori
          in Poesie (Poesie personali)

          Come una rondine

          Ho aperto le mie finestre
          milioni di volte
          al vento che arrivava da est
          alla pioggia di settembre
          al freddo della notte
          e ho contato quante volte
          ho fatto entrare la speranza
          il letto era la mia casa
          libri... fiori... lettere mai iniziate
          ma recitate dentro
          medicine amare
          per curare il corpo
          ma il corpo era la mia vittima
          ed io il carnefice
          stando immobile
          ho viaggiato lontano
          volato più in alto
          l'anima cercava
          come una rondine
          di emigrare in posti più caldi
          la gabbia del corpo
          era troppo fredda.
          Composta lunedì 21 novembre 2016
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Abbiamo forse atteso inutilmente
            la vera rivoluzione della vita.
            Le parole sono viziate da discorsi
            di politici senza futuro:
            le loro promesse sono manifesti al vento.

            Dove sono i dogmi degli uomini,
            le certezze di futuri splendori?
            Il popolo solo lavora e paga
            sognando un domani senza dolori.

            Le strade dell'uomo sono piene di desideri
            senza umane dittature né troppe chimere:
            la fame del mondo sparirà con l'amore.
            Non vedete che sta per nascere un domani
            pieno di umane speranze e senza timore?
            Composta lunedì 30 novembre 2015
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Il ricordo nasce dal cuore nel silenzio della notte
              mentre la donna cammina su arene conosciute.
              Dove andare quando le bianche colombe beccano
              l'umidità nascosta sotto tegole rotte dalla luna?

              Rincorriamo la nostalgia che s'annida negli occhi
              frugando nell'amicizia che nascondiamo da anni
              in un angolo nascosto e velato da sospiri del cuore.
              Ricerchiamo insieme le voci degli amici di ieri.

              Il tempo scorre come l'acqua di un fiume in piena
              mentre noi sogniamo di rinchiudere i nostri ricordi
              in un baule nascosto nel soffitto dei nostri nonni
              quando bambini giocavamo con le nostre ombre.

              Non ci resta che scoprire una grande luce nascosta
              contando le stelle che danzano nel buio della notte.
              Ogni tanto è meglio metterci da soli in ginocchio
              aspettando il vagito di un mondo con nuovi occhi.
              Composta lunedì 30 novembre 2015
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                in Poesie (Poesie personali)
                Il tuo poeta oggi canta senza vederti
                durante la notte che non conosce buio.
                La tua bocca è come fiori di ginestra
                con profumo pieno di bellezza.

                Sento l'odore di frutti silvestri
                mentre la notte nasconde messaggi.
                I tuoi capelli sono ruscelli al vento
                sotto l'ombra di salici piangenti.

                Il tuo poeta oggi canta senza vederti
                durante il giorno affacciato al balcone.
                Scenderò nella strada per incontrarti
                quando appari sotto i raggi del sole.

                Oggi ti rivedo in questi versi senza rima;
                tu sei la fonte che sgorga fra le rocce
                tu sei il grido del bimbo che nasce
                tu sei il sole che illumina l'aurora.

                Il tuo poeta oggi canta senza vederti
                durante la notte che non conosce buio.
                Tu sei la luna che serve da cuna
                a un sorriso di bimba aperto al futuro.
                Composta mercoledì 28 gennaio 2015
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                  Scritta da: Sabrina
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Continuare a lottare

                  Sono inciampata
                  negli ostacoli
                  della vita.
                  Sono caduta,
                  proprio quando avevo bisogno di proseguire.

                  In ginocchio,
                  stringo i denti
                  per allontanare il dolore
                  e non sentire
                  l'amaro sapore
                  della delusione
                  ed il sale delle lacrime
                  che brucia la pelle.

                  Chiudo gli occhi:
                  come raggi di sole,
                  gli sguardi dei miei figli
                  sconfiggono la nebbia, il buio della notte
                  ed il gelido abbraccio
                  della solitudine;
                  sfiorandomi l'anima,
                  mi scaldano il cuore...

                  Come per magia,
                  la forza, che pensavo finita,
                  torna ad animare i pensieri,
                  le mie azioni e i desideri...
                  Mi rialzerò, per me, per loro,
                  per quell'amore
                  che ci unisce,
                  capace di trasformare
                  lacrime in sorrisi,
                  che dona la forza
                  per rialzarsi...
                  e continuare a lottare.
                  Composta lunedì 21 novembre 2016
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