Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Le tue parole

Le tue parole sono la corrente
di un fiume che trascina i desideri.
Ora sono ridotto alle tue acque.
Navigare
mi conduce all'isola dei sogni.
Se potessi afferrarli con le mani
forse risplenderebbero col sole,
se parole potessero parlare
con la voce del cuore
forse potrei dirti col silenzio
tutto ciò che vorrei...
Ma il vento non dirotta
nuvole di pensieri in una pioggia
che lavi questo cielo di soprusi
del tempo contro il cuore,
e la poesia carica di versi
l'ha rapita l'inverno
fino al punto di farla congelare.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Muta il tuo viso

    Languide pupille
    infiammate da
    verità desolante,
    occhio che pensa
    occhio che pena
    trafitto da mille
    incertezze!
    Vita che sfugge
    nei flussi
    del tempo
    ricchi di pianto
    avari di sonno,
    dimmi amor mio
    cosa mi hai fatto
    oggi non sono
    l'uomo di ieri
    oggi io sono
    quello che speri!
    Dimmi amor mio
    come hai potuto
    sgualcire il mio cuore
    con vane parole,
    la tua delizia che io
    adoravo e trasmigrata
    in posti remoti,
    quella ragazza
    che io conobbi
    bella solare
    che io
    amai
    muta il suo viso
    di ghiaccio invernale!
    Composta sabato 18 febbraio 2017
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      Scritta da: Antonino Taverniti
      in Poesie (Poesie personali)

      Un mondo tutto in rosa

      A te che semini
      sulla strada che cammino
      gli anni migliori della tua vita,
      a te che affronti il mio destino
      tra sentieri impervi e scoscesi,
      bussola che non sbaglia tra le dita,
      a te che trasformi
      tutti i mie difetti in pregi
      con il tuo essere donna,
      compensi ogni mia lacuna
      rimediando ai miei sbagli fatti,
      a te ed alle tue lacrime,
      che scendono sul tuo viso silenziose
      dagli stessi occhi con cui mi sorridi
      sono luce, nel mio mondo, sempre accesa,
      a te custode del segreto
      sacro della sacra vita,
      venerata per tre quarti di un anno
      nella nicchia del tuo grembo,
      la gioia di ogni uomo nell'essere padre
      covata nel tuo ventre di donna madre,
      a te che non ti scomponi
      sotto il peso di ogni avversità,
      ingoi bocconi amari
      dietro maschere di felicità,
      a te, donna fondamenta e mura
      del successo di ogni uomo,
      non basta un ramo di mimosa,
      nemmeno un giorno da dedicare
      poco è un secolo di anni,
      neanche questi versi scritti in prosa
      sapranno mai dare un giusto merito,
      perché non esiste un metro di misura
      per dare valore al senso dell'amore,
      del tuo essere donna, madre, amica,
      valicheresti ogni confine
      sopra la nostra misera vita.
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        Scritta da: Tiziana Scuderi
        in Poesie (Poesie personali)

        Nei dettagli...

        Nel museo della vita
        quadri d'autore toccano i sensi
        e scorci di paesaggi rivelano
        animi e malinconie...

        Tocchi tenui regalano sbocchi
        e note per leggersi dentro,
        il particolare si veste di grande nell'avere il suo nesso.

        Cieli e venti inaspettati
        spazzano via verità acquisite,
        ai confini di spazi leggiadri
        sulla tela di voli perfetti,
        in cui gli attimi
        divengono infinito...

        E non esiste il mai...
        e il poi non c'è più,
        nei dettagli solo istanti
        che regalano certezze ai ricordi!
        Composta martedì 7 marzo 2017
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          Scritta da: Tiziana Scuderi
          in Poesie (Poesie personali)

          Fiero cavaliere

          Fiero cavaliere
          sul destriero del "niente",
          continua a cavalcare l'onda
          del suo "avercela col mondo"...

          Scrutando diffidente
          anche le ombre...
          come minacce
          in grado di spegnere,
          con il loro fiato,
          la sua fioca fiammella!

          Fiero cavaliere,
          sul destriero del vittimismo,
          che continua
          a leccarsi le ferite
          che mai, così, diverranno cicatrici...

          Fiero cavaliere
          delle lotte col cuscino,
          su cui versare lacrime
          quando nessuno lo vede...

          Nessun fregio...
          in fregio alle battaglie
          contro il suo riflesso appannato,
          sullo specchio del rancore
          che si porta dentro

          Fiero cavaliere orgoglioso,
          che non perdona,
          che non fa dell'umiltà
          la sua padrona...

          Ma di cosa essere fiero?
          Di nascondersi dietro
          un'armatura?

          Fiero cavaliere del nulla...
          in una vita che, senza amore, resterà scura!
          Composta lunedì 25 novembre 2013
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            Scritta da: Tiziana Scuderi
            in Poesie (Poesie personali)

            Mi fanno ridere

            Mi fanno ridere
            le promesse e buoni propositi
            non mantenuti,
            i "mai più"... e i "non sarà",

            le prese di posizione:
            "questo è giusto" e "quello non lo è".

            Mi fanno ridere
            i predicatori che razzolano male,
            che dicono "a me questo non capiterà"!

            Che sembrano
            convinti e fermi nelle loro posizioni,
            ma che un alito di vento
            può spostare come fossero bandiere.

            Mi fanno ridere
            i complimenti volti ad ottenere,
            mentre si additano gli altri giudicando,
            l'incoerenza e l'incapacità di perdonare e di chiedere perdono.

            Mi fanno ridere
            i "so tutto io",
            i "te l'avevo detto",
            i "poi vedi",
            i "peggio per te".

            Mi fanno ridere
            quelli troppo convinti,
            gli infallibili,
            i "navigatori" navigati
            e i salvatori dell'umanità!

            Mi fanno ridere...
            l'orgoglio e la permalosità!
            Composta giovedì 6 marzo 2014
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Vidi un albero cadere nel mattino
              abbracciando la terra con dolcezza.
              Nell'ultimo giorno della sua vita
              la volle ringraziare con tenerezza.

              Cadde con lui anche il mio cuore
              in un angolo azzurro dei miei pensieri.
              Il vento aveva scritto da anni una canzone
              su quel vecchio tronco di quercia amica.

              Cercai di penetrare fino alle sue radici
              per leggere le pagine della sua storia:
              trovai solo il bianco candore delle nevi,
              il cantare degli uccelli e sorrisi della gente.

              Ridiscesi la mia montagna lentamente
              tra pietre, foglie e fiori di ciclamini.
              Fissavo gli alberi ben stretti alla terra
              guardando il cielo in attesa delle stelle.
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