Si parla dell'amicizia Come un bisogno di calore Come l'esigenza dell'affetto più puro Come la necessità di sorrisi sinceri Molto più grande dell'amore Molto più completo dell'amore Molto più difficile dell'amore Nella diversità dei significati e Nella completezza di questa parola Dico grazie a te Che sei e sarai sempre Il mio dolce amico del sorriso.
Il mio cuore ha conosciuto il dolore Ha conosciuto le lacrime dell'incomprensione Ha conosciuto il dispiacere e l'amarezza Si è lacerato per la delusione Ed è stato devastato dal tradimento Ma in un giorno della mia vita Il mio cuore ha conosciuto la voglia di vivere il desiderio di esserci e di essere e l'esigenza di donare e di ricevere un dolce sorriso in quel giorno il mio cuore ha deciso che la vita è un grande dono e tu il grande dono della mia vita.
Ho fatto un sogno per davvero strano, dove volavo perch'ero un gabbiano. Cercavo un posto dove star tranquillo;. Non inquinato e senza l'assillo di guerre tra la gente, tra i viventi, tra chi lavora e classi dirigenti; un posto, in questa Terra, dove ognuno per sopravviver non mangi nessuno; una foresta, un bosco, un orticello dove convivi il Falco col Fringuello; dove qualsiasi essere vivente, consumi solo quel ch'è marcescente! Senza l'ipocrisia del perbenismo, che crea quel ch'è "esimo" e "ismo"; Con questo sogno in testa, sorvolo una foresta; scrutando attentamente, sorpasso un continente: giro per lungo e largo... Mi desto dal letargo! Ritrovo un mondo in "ia": rima con utopia!
Le noti tristi di una canzone, ti trascinano lontano! Tra i fumi di una sigaretta e di un bicchier di vino, ti senti dentro l'anima un fuoco di ribellione. E si canta! E cantiamo alla miseria, che ormai ci vergogniamo di avere! Cantiamo le disgrazie. Cantiamo i mali, vecchi come il male di uno Stato che ancora non c'è!
La mia vita è un caos con momenti di pathos tanti misteri irreali discorsi virtuali i dubbi son tanti le verità non son distanti una sola certezza amo solo te e la tua tenerezza.
Passo, ad un passo da una scogliera, l'aurora non viene o non esiste. Il tempo è un'acqua senza meta, perpetua il suo moto incessante, la luce da un presagio di uno scatto di immagine. Nell'incerto mio quadro, mio mondo davanti, plano, cerco l'assoluto nel mio mare opaco, segno i confini mobili che mai saranno invasi, afferro la montagna per parlare, per ore, per anni, di quei discorsi spenti ormai dismessi, cercando la risposta tra le onde.
Siamo inganni, metamorfosi di immagini intagliate nei ricordi, ferite non chiuse di un amore oscurato dall'autunno, chiodi in un muro maestro, orologi privati di un giro di ago, fermi immagine del sempre continuo incessante sperare, l'ingresso vietato per chi non sa desinare vizi e virtù di una vita scomposta in tasselli, bloccati dal vento nelle eclissi di ogni promessa sfumata.
Non ho paura. Non ho paura del buio... farà giorno non ho paura dell'uomo nero... è soltanto nella mia mente non ho paura di perdermi... ritroverò la strada non ho paura di cadere... mi rialzerò non ho paura di partire... ritornerò di una cosa soltanto ho paura... di perderti.
Siamo gocce della stessa pioggia, siamo raggi dello stesso sole, siamo atomi della stessa molecola... siamo io e te: indivisibili, eterni, angelici... siamo la stessa anima divisa in due corpi, io te, tu me...
Seduta sulla sabbia che fresca e umida mi cinge, ti guardo, ti immagino vicino, sento il vento e sono polvere, mossa da te, in balìa della tua volontà che mi controlla seppur io non voglia, mi spoglia l'animo e mi riempie di te... ti sento dentro, fuori... sei ovunque... scaldami... proteggimi da me stessa.