Poesie personali


Scritta da: Rolla Gabriele
in Poesie (Poesie personali)

L'Amicizia

Sentimento sublime
Arde nel cuor
La cui fiamma divampa
Alimentata
Dalla più raffinata forma d'amor

Mille le specie
in cui divien concreta
donando un appiglio
all'animo di chi
silenzioso
chiede una mano
per superar
forse sfinito
ma mai finito
quell'ostacolo
che attanaglia i suoi giorni
impedendo
al suo animo
di spiegar le ali
per volar alto nel cielo

Amicizia
Quel vento
Debole ma costante
Che dona sollievo
Nei giorni in cui
La vita s'accende
Di fatica e dolor
Nei giorni in cui
Si fatica persino a camminar
Negli infiniti attimi
In cui a volte si vorrebbe persin sparir

Amicizia
un dolce pensiero,
un coraggioso gesto
un umile aiuto,
una silenziosa preghiera
un disinteressato favore
una dolce poesia,
un dono della vita
fin ad arrivar a volte
a trasformar la vita in un dono
per chi
gioioso
con animo forte
rimarrà
e d'ogni suo giorno ora godrà
Amicizia
Amplificatrice
Dell'animo felice
Che eleva al ciel
La sua melodia
Divenendo
Autor
D'una musica
Soave
Infiniti
Accordi
Congiungeranno
I giorni
D'ogni uomo
Che tenderà
L'orecchio del suo cuor
Per ascoltar
Il motivo
Di cui diverrà
Membro d'un coro
D'umani angeli
Che uniti
Intoneranno
La più bella opera
Mai composta
Il cui titolo è: "Vita!"
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    Scritta da: Guido Vicentini
    in Poesie (Poesie personali)

    Sogno

    Finalmente evado.
    Ora affogo nei meandri
    dell'inesplorato inconscio,
    posso fare viaggi e esperienze
    che l'esistenza con le sue dure leggi
    m'impedirebbe.

    Che strani mondi, bizzarri viaggi;
    quante emozioni invadono il cuore;
    eppure so, eppur mi vedo e mi sento!
    Riesco, di nuovo,
    ad assaporare l'esperienza.

    Che strani mondi, bizzarri viaggi;
    quante emozioni invadono il cuore;
    eppure so, eppur mi vedo e mi sento!
    Apro gli occhi e...
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      Scritta da: Gerlando Cacciatore
      in Poesie (Poesie personali)

      L'Italia

      La vita.
      Cos'è la vita?
      Si potrebbe raccontare
      in brevi secondi,
      oppure, non si potrebbe
      raccontare affatto.
      Ma una cosa è certa.
      In questo sporco mondo,
      si deve soffrire.
      La vita si deve saper prendere,
      per non soffrire,
      dicono i borghesi.
      Cosa ne sanno loro!
      Sono nati, in un letto di piume;
      mentre noi siamo nati,
      in un letto di angustie.
      La vita, si è data a loro.
      Mentre noi,
      dobbiamo conquistarla,
      come si conquista una donna
      bella e perversa.
      Errano i borghesi!
      La vita, non si deve saper prendere,
      ma è la vita che deve prendere noi.
      Ma queste parole,
      possono sembrare eresie,
      ai borghesi.
      Perché loro, sono nati,
      in un letto di piume.
      Perché loro, sono nati,
      con il sole che gli sorride.
      Mentre noi, siamo nati,
      in un letto di angustie.
      Senza il sole che ci sorride.
      I figli dei nostri figli,
      confermeranno queste parole.
      Composta domenica 30 novembre 1975
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        Scritta da: dax
        in Poesie (Poesie personali)

        Io Sono

        Io Sono!
        Il braccio sollevato

        Io Sono!
        E sarò sempre
        la rondine che vola lontana
        la foglia, il fiore teso verso il sole

        Io Sono!
        Il fiume virile
        che abbraccia lentamente
        la pianura boscosa

        Io Sono!
        Il ruggito che s'agita
        nella savana

        Io Sono!
        L'onda che sferza
        la roccia maestosa

        Io Sono! Il grano vivo
        che santifica la terra
        le mense dei popoli

        Che sacralizza gli altari
        delle antiche cattedrali
        che rigenera la vita eternamente.
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          Scritta da: dax
          in Poesie (Poesie personali)

          Il Re

          Baciammo le Tue
          Sante Piaghe

          Fissammo i Tuoi occhi
          morti eppure viventi

          Onorammo il Tuo Corpo
          sacrificato, il sangue salvifico
          bagnò la terra riarsa

          Aspettammo sulla soglia
          di quella tomba vivente
          il terremoto che né scardinò
          la massiccia pietra

          Vedemmo la Gloria dell'Onnipotente
          occupare la volta del cielo

          Ecco: il Signore torna
          già s'odono le trombe del giudizio
          suonare in lontananza

          La creazione tutta gioisce
          sentendo vicina la liberazione

          Mentre i potenti uomini non avvertono
          la Brezza Viva che sferza i loro volti insensibili
          non odono gli angeli suonare
          nell'aria la benedizione degli innocenti

          Vieni Signore Gesù i bambini t'aspettano
          il desco è imbandito di tutti i frutti
          e le vendemmie della terra

          Il pane e il vino
          attendono la Tua Benedizione

          I piccoli gli animali tutti
          gridano Osanna! Osanna!
          Nel più alto dei cieli
          il nostro Re è tornato
          mai più i violentatori
          ruberanno i nostri cuori

          Il banchetto comincia
          la veste bianca è indossata
          i cagnolini mangiano il pane
          caduto dalla mensa del Signore

          Fuori nel buio tra pianto
          e stridor di denti
          i violentatori della terra.
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            Scritta da: Anna D'Urso
            in Poesie (Poesie personali)

            Una stella nel cuore

            Bella donna che hai stregato il suo cuore,
            ne hai fatto quel che volevi, ma senza amore,
            le tue parole suadenti lo hanno portato in
            paradiso
            ma poi dritte all'inferno, senza sorriso.

            Le vostre anime hanno consumato
            tutto l'amore che avevate nel fiato,
            mesi di speranza messi in discussione,
            gelosie che celavano un falso amore.

            Le voci della notte portavano il sereno
            là dove c'era il buio nel tuo cielo,
            ma quando il destino decise di cambiare,
            vi ha visti assai vicini e mai più tornare.

            Un tuffo nel passato ti fa perdere la testa,
            il cuore batte ancora, ma lei ha detto basta,
            gli sguardi di quel giorno sono rimasti nel vento
            e dopo tanti anni lei è ancora il tuo tormento...

            Illudersi di amare chi non ti ama davvero
            è come camminare sui binari mentre arriva il
            treno.
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              in Poesie (Poesie personali)

              Eroi

              Ma chi sono gli eroi, antichi o ultimi déi,
              sovrani di un regno eterno
              che impugnano scettro per meno di un giorno,
              che si onoran di medaglia,
              che si impongon sulle genti come lapida.
              Idoli di un mondo pitturato che difendon chi non può
              senza mai tradire occhi che si sciolgono in lacrima.
              Geni che portan l'udito fino all'anima,
              che allungano mano toccandoci il cuore.
              Sono gli eroi che veston di gloria,
              sfoggian fierezza in divisa grazie ad eroi che offron la vita.
              Eroi i perduti che non hanno saputo di esserlo diventato
              o quelli che gonfian le fedi che son mistero di esistenza.
              Corone di denari sulle teste di eroi sconosciuti
              che lascian la sorte di fama a pupazzi sbranati e riciclati
              a imbottire pance di altri eroi.
              Veri eroi che infilan parole da annodare la lingua,
              che trovan del vero teoria,
              che velan di dubbio certezza,
              che danno spinta a questa giostra,
              che conducono mandria a contrappeso di bilancia.
              Eroi senza causa che celebran fama a suon di moneta,
              battaglie finite, drammi consumati senza eroi.
              Eroi che stringono i denti attendendo domani, i martiri, gli avi,
              eroi son bambini che ridon miseria,
              sono i campi di croci di vite falciate.
              Leggende di eroi tramandate con nome venuto dall'ignoto,
              eroi che portavano un nome che poi si è perduto.
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