Parlami... parlami ancora Di un abito bianco, di capelli al vento, Del suono di un organo in chiesa. Parlami... parlami ancora Del primo vagito, del primo sorriso Degli occhi più dolci e più belli. Parlami... parlami ancora Di Venezia e del tramonto in laguna Di Atene e del mare più azzurro. Parlami... parlami ancora Di occhi di bimba, di piccole tenere mani Di sorrisi appena accennati, momenti di gioia. Parlami... parlami ancora Di una possibilità, di un momento Di un abbraccio voluto, di vera poesia. Parlami... parlami ancora Parlami amore mio Parlami della morte.
Strappiamoci le vesti dinanzi alla morta giustizia dinanzi a muti cadaveri che la terra maternamente abbraccia
Terra! Terra! Che accogli i tuoi figli e generi Grano Vivo
Terra! Terra! Misericordiosa che assorbi il sangue degli innocenti da Abele il giusto fino all'ultima vittima della violenza dell'arroganza il cui nome sconosciuto si rinnova ogni minuto di questo mondo corrotto ed inumano
Terra! Terra! Fino a quando sopporterai il peso di questa umanità dissennata fino a quando gemerai ferita ed agonizzante fino a quando vedrai sradicare la gioia dai cuori degli innocenti
Terra! Terra! Antica che sfamasti i profeti ed il Cristo
Terra! Terra! Madre creata dal potente dito di Dio stringi al Tuo Petto noi piccoli spaventati anima-li noi piante avvizzite noi bambini piangenti sbaraglia chi uccide corrompe i nostri figli
Terra! Terra! Amata Madre il cui multiforme nome s'adegua al pensiero dei tempi
Grazie, grazie per esserti soffermato e avermi dedicato un po' di tempo
Grazie, perché con il tuo impeto e la voglia di fare mi hai saputo affascinare, a ogni tuo cambiamento appariva il mio tormento si trasformava in dubbio e patimento.
Grazie a te ho imparato che la vita è movimento e ora di nuovo sento un grande turbamento, sicuro non sarà l'ultimo ma grazie a te sono diventata forte e affronterò ciò che mi riserverà la sorte.
Nel caos della mia stanza dove l'affanno mio è evidente riesco a trovar pace e intorno a me più niente e mentre creo le logica di un ordine d'ambiente fuggo con la mia anima e pur con la mia mente mi trovo in luoghi ameni a passeggiar tra i monti con gli occhi su nei cieli a rimirar tramonti viaggio tra le nuvole verso mete fuori mano cavalco brezze e venti per arrivar lontano sorvolo oceani interi che sono i miei pensieri nel caos della mia stanza penso al mio amor lontano raccolgo la mia lacrima e guardo la mia mano vedo il tuo dolce viso sorridermi di più rialzo gli occhi al cielo e corro ancor lassù.
Non alzo mai recinti per tener chiuse le parole le lascio brucare libere nel loro pascolare e non posso farci niente se a volte tu le fai entrare e poi ti lamenti perché il tuo prato verde son venute a rovinare.
Che strana ferrovia binari di parole schiacciate da lingue metalliche devi sempre tirare dritto... mai andare storto ma... qual è il vero binario morto?