Poesie personali


Scritta da: Marco Giannetti
in Poesie (Poesie personali)

Palpebre

Raccolgo negli occhi ciò che ora non vedo e, anche a voler aprire il cuore, resto da solo con il niente.
Suffragio di palpebre intrise di pioggia, sanno di sale, sanno dolore, non fanno male ma fanno soffrire.
Io non apro il cuore, forse lo farò, mi aprirò al nuovo sole, quel sole che mai brucia e che saprà scaldare il mio gelido cuore.
Si, forse lo farò.
Composta lunedì 29 giugno 2009
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)

    Il Bibi di Majawa (un saggio amico anziano di un gruppo etnico di Mozambico)

    Era un grido nato nel tempo
    un vagito di un giorno nuovo
    un velo bianco di luna piena
    un rifugio nella tormenta.

    Seduto sotto l'albero antico
    ascoltava il soffiare del vento
    il silenzio maturo della notte
    le voci ancestrali della terra.

    Era vecchio dai capelli bianchi
    una pipa accesa nella bocca
    gli occhi aperti al tramonto
    con l'orizzonte nell'altra mano.

    Le voci venivano dalla caverna
    d'una epoca chiusa nelle pietre
    il buio era luce nei suoi occhi
    quando decifrava il mistero.

    Era una voce aperta alla storia
    era una favola aperta alla vita
    era la coscienza di un popolo
    attento a non uccidere la vita.
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)

      L'ora del crepuscolo

      Il lampione si accende lentamente
      in quest'ora opaca del crepuscolo.
      Un rumoroso bisbiglio d'uccelli
      riempe un vecchio albero di vita.

      L'interminabile canzone della notte
      inizia a suonare appesa a una stella.
      La luna si affaccia alla mia finestra
      frugando l'ombra che porto dentro.

      Si accendono anche pensieri ardenti
      galoppando tra boschi di desideri.
      Sotto le foglie maturano i ricordi
      avanzando con la luna rotonda.

      Pietre del passato lavate dalla pioggia
      costruiscono un cammino senza ritorno.
      Il lampione si accende lentamente
      illuminando fiori nascosti nella mente.
      Composta martedì 30 giugno 2009
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        Scritta da: dax
        in Poesie (Poesie personali)

        Le campane

        Suonano le campane
        annunciando la speranza,
        rintoccano nei cieli vuotati dalla vita.

        Cacciate le rondini, distrutte le api,
        dimenticati gli angeli, abbattuti gli aquiloni,
        solo aerei anonimi tracciano
        l'aria di scie misteriose.

        Suonano le innocenti campane inascoltate
        sulle città inasprite dalla violenza,
        sulle campagne inquinate da veleni
        nelle vallate disboscate, bruciate.

        Rintoccano sui fiumi, sui mari ridotti
        a cloache infette di veleni e morte.

        Suonano le campane
        annunciando la speranza,
        l'arrivo d'una nuova percezione di vita,
        d'un nuovo rinascimento,
        d'una nuova disarmante innocenza,
        d'un nuovo ritorno alle nostre antiche
        radici: radici di eterna vita, d'immortalità.
        Composta nel giugno 2009
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          Scritta da: etabeta
          in Poesie (Poesie personali)
          Com'è grande la rabbia del vedere offuscate dalle nuvole
          il mio splendido cielo azzurro.
          Quell'ombra diafana
          che copre anche per breve l'arancio del sole
          come tulipani piegati su se stessi che nascondono il colore.
          Quel brivido appena accennato
          del calore non giunto
          in un attimo di distrazione e perso nel vuoto.
          Si possono confondere nella scia spumosa
          di una barca nel mare le mie lacrime...
          ... sempre ingoiate...
          a volte celate da un sorriso forzato...
          La realtà...
          amaro svegliarsi da un sogno impossibile!
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            Scritta da: etabeta
            in Poesie (Poesie personali)
            Ho ascoltato per un attimo
            il tintinnio della pioggia
            sul margine irregolare
            del mio pensare...
            ha scavato profondi solchi
            in cui scorrono rigoli che portano via
            grani di sabbia
            caduti da una clessidra
            rotta per incanto
            a fermare il tempo:
            illusione assurda,
            il tempo non si può fermare!
            Composta lunedì 20 aprile 2009
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              in Poesie (Poesie personali)
              Da una finestra.

              Sempre mi affaccio come da una finestra per osservare e meditare ciò che c'è intorno a me.

              Elevo al cielo domande come aquiloni
              quel cielo, ormai pieno, ne avrà di milioni.
              Cerco nell'erba ciò che ho perso
              ma poi mi giro e cambio verso.
              La mia luna a volte è dritta o storta
              e la mia pazienza diventa più corta.
              Da una finestra mi vedo meglio
              ma da più finestre io veglio.
              Sento il ronzio di chi è contro me
              ma io gli dico: "Fai tutto te!"
              Poi da dietro una mano sulla spalla
              di chi mi dice che il mondo è una palla
              che gira uguale e ti vuole fare male;
              questa è una voce amica che parla
              vorrei continuamente sentirla.
              Da una finestra vedo gente che porta lo specchio,
              gente che ha paura di diventare vecchio,
              c'è gente che si ricorda tutto
              per rinfacciarti ciò che hai detto e fatto,
              c'è gente che fa gare
              perché vuole essere il migliore
              e tutta questa competizione
              nasce da una vecchia delusione.
              Conosco amici che mi han tradito
              che ho allontanato,
              che mi han invidiato
              e che ho perdonato.
              Ed ora vivo su pensieri,
              vivo con i miei misteri.
              I miei pensieri si fissano
              le mie idee non cambiano
              ed io son qui da una finestra a guardare
              senza agire e senza parlare.
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                in Poesie (Poesie personali)

                Camminando

                Camminando, rubo uno sguardo al cielo
                che mi regala un sorriso e una speranza in più.
                Camminando, registro le voci e il viso della gente.
                Mi soffermo, quante volte, a guardare una parte piccola di città
                ed ad accorgermi che muta in continuazione,
                e noi non ne siamo consapevoli nel modo giusto.
                Il freddo di città rimane sempre.
                Il verde dei prati, con fiori nati e spezzati, ora si è spento.
                Camminando, il vento mi accarezza i capelli
                ed io mi accorgo che è un vento nuovo; mi sta indicando l'orizzonte.
                Ora, camminando qualcosa si è acceso dentro me.
                Ora continuerò a camminare...
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Paesaggio di vita

                  Ricordo che la tristezza ti annebbia la vita.
                  La rabbia ti fa il viso più nero.
                  L'invidia ti sporca la faccia, ti calpesterà.
                  Allontano i pensieri e su monti e colline sogno il mio paesaggio di vita,
                  vedo nuvole bianche disegnate su tela blu.
                  Allaccio forte ad un braccio la mia vita per farsì che non mi scivoli più.
                  Chiedo al sole l'arcobaleno, di nuovo il sereno, che accenderà
                  le mie giornate un po' di più.
                  E chiedo un paio d'ali per volare ancora...
                  ... dove c'è solo natura e poesia.
                  Ora vedo che anche nella pioggia non c'è più malinconia
                  e quel sapore amaro dalla bocca se ne andrà via.
                  E il dolore guarirà e piano piano tutto si sistemerà...
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