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Scritta da: etabeta

Lembi di lampi

Come un gatto acquattato
nell'ombra
aspetto con pazienza
che scorra la nota sequenza:
un insieme di colori
e sapori,
un dolce ricordo, forse un rimpianto,
ma poche certezze,
non danno domani:
illudono il giorno,
leniscno le notti,
svaniscono all'alba come il sogno più bello
mai realizzato...
a volte solcano il cuore,
un lampo nel cielo non può essere temporale d'estate
breve e dimenticato
se il sole non torna
a scaldare la pelle.
Nel cielo una stella
freddo lungo la schiena.
Mariagrazia Bianco
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    Scritta da: etabeta
    Com'è grande la rabbia del vedere offuscate dalle nuvole
    il mio splendido cielo azzurro.
    Quell'ombra diafana
    che copre anche per breve l'arancio del sole
    come tulipani piegati su se stessi che nascondono il colore.
    Quel brivido appena accennato
    del calore non giunto
    in un attimo di distrazione e perso nel vuoto.
    Si possono confondere nella scia spumosa
    di una barca nel mare le mie lacrime...
    ... sempre ingoiate...
    a volte celate da un sorriso forzato...
    La realtà...
    amaro svegliarsi da un sogno impossibile!
    Mariagrazia Bianco
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      Scritta da: etabeta
      Ho ascoltato per un attimo
      il tintinnio della pioggia
      sul margine irregolare
      del mio pensare...
      ha scavato profondi solchi
      in cui scorrono rigoli che portano via
      grani di sabbia
      caduti da una clessidra
      rotta per incanto
      a fermare il tempo:
      illusione assurda,
      il tempo non si può fermare!
      Mariagrazia Bianco
      Composta lunedì 20 aprile 2009
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        Scritta da: etabeta

        Fragilità

        Quant'è instabile l'equilibrio umano...
        pare un sottile filo teso fra due ipotetici pilastri incrollabili
        e poi...
        un soffio di vento,
        il passaggio di una farfalla,
        la distrazione di un attimo,
        un rumore in lontananza...
        e ti accorgi di non essere forte abbastanza!
        Cerchi un sostegno più solido,
        una mano più forte, un appiglio sicuro, un pensiero più dolce...
        t'accorgi in un baleno
        dell'invisibile vuoto sotto il rasoio su cui cammini,
        del nero che lambisce la mente...
        del taglio profondo scolpito nell'anima...
        del niente.
        Com'è facile scivolare nell'incoscio,
        perdersi nel buio,
        poi...
        guardi due occhi e ti tuffi,
        trovi due braccia e le stringi,
        senti che ami ancora e... piangi.
        Mariagrazia Bianco
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          Scritta da: etabeta
          Un attimo, un brivido,
          due ali invisibili
          passate impercettibili,
          sfiorano appena i sensi impalpabili.
          Si posano piano,
          si fermano immobili.
          Ascolto in silenzio il respiro:
          lento, monotono, regolare,
          sulle ali leggere:
          è la mia anima
          che sul mare torna a cercare
          quello che in un tramonto potrebbe ritrovare.
          Mariagrazia Bianco
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            Scritta da: etabeta
            Hai visto quel raggio di sole fra le nuvole?
            Hai sentito quel fremito lungo la schiena?
            Hai ascoltato quel respiro lento e lontano?

            Ero io che ti cercavo!

            Com'era tenero quel gatto nero incontrato per caso...
            Com'era dolce quel caffè bevuto pensandoti...
            Com'era luminosa quella stella accesa nella notte...

            eri tu che mi guardavi!

            Quante corse contro il tempo!
            Quante urla contro il cielo!
            Quanto dolore dipinto sul cuore:

            siamo noi solo in cerca D'amore!
            Mariagrazia Bianco
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              Scritta da: etabeta

              Debolezze

              La incontro ogni giorno
              negli occhi di chi un tempo
              forse fu un bell'uomo
              e adesso è solo un corpo che occupa spazio.
              Si chiama solitudine.
              Ha i colori spenti dell'autunno
              anche quando è estate
              e il sole non muore mai.
              Sempre lì quei due occhi pieni di tristezza
              cui vorrei chiedere cos'hanno visto della guerra,
              quanto hanno pianto,
              se conoscono la gioia.
              Mi piacerebbe regalar loro un sorriso
              e un po' della mia allegria
              per fargli compagnia e dirgli che non è inutile
              ma "la gente guarda",
              e fingo indifferente
              continuando a camminare:
              ho i miei vent'anni da vivere
              e tenere rughe da dimenticare.
              Mariagrazia Bianco
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                Scritta da: etabeta

                L'dore dell'origano

                Ho sentito per strada
                come un ritorno al passato
                l'odore dell'origano
                in un campo tagliato.
                Era di giugno
                il grano biondo
                io con le ginocchia sbucciate:
                sfidavo il mondo,
                Giungeva il profumo del pane abbrustolito,
                del sugo fresco,
                l'odore dell'origano
                si confondeva sotto il pesco...
                Ho seguitoquell'odore
                per tornare al passato?
                Era solo una sensazione,
                l'avevo sognato?
                Mi è passato in un attimo
                come un lento cortometraggio:
                la mia infanzia, i mie nonni,
                i giochi: mia madre il suo coraggio...
                Ho pensato che forse, lontano,
                in un campo di grano
                dove non c'è buoi, né freddo,
                né pioggia, né dolore
                "lei"con i suoi occhi verdi
                sparge l'origano
                per ricordarmene l'odore...
                Mariagrazia Bianco
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                  Scritta da: etabeta

                  Rimmel

                  Un volto su un quaderno
                  disegno astratto e vuoto
                  sogno disilluso di pagine bianche
                  immagine uniforme di donns che sussurra.
                  Rimmel cola giù dagli occhi
                  misto a gocce di rugiada
                  che paiono lacrime,
                  no lacrime, no dolore,
                  basta un aito di vento
                  a ridare colore.
                  Rosa nel tramonto
                  l'azzurro tenue del cielo
                  verde, l'orizzonte sconfinato dei prati,
                  davanti a me: l'ignoto!
                  Ignota la strada,
                  estranea la gente,
                  chiusa in me stessa
                  col mio amore:
                  né più bambole,
                  né tazzine.
                  È finita l'era delle bambine.
                  E tono a fissare
                  un volto su un quaderno,
                  capelli al vento e sguardo che sussurra.
                  Nero il fumo di una sigaretta
                  acre il rimorso di un pianto mai fatto
                  dolcezza incolore fra le rughe della fronte.
                  Ma è solo uno schizzo su un foglio
                  bagnato dal rimmel: non sa pensare.
                  Mariagrazia Bianco
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