Scritta da: etabeta
Un attimo, un brivido,
due ali invisibili
passate impercettibili,
sfiorano appena i sensi impalpabili.
Si posano piano,
si fermano immobili.
Ascolto in silenzio il respiro:
lento, monotono, regolare,
sulle ali leggere:
è la mia anima
che sul mare torna a cercare
quello che in un tramonto potrebbe ritrovare.
Mariagrazia Bianco
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    Scritta da: etabeta
    Hai visto quel raggio di sole fra le nuvole?
    Hai sentito quel fremito lungo la schiena?
    Hai ascoltato quel respiro lento e lontano?

    Ero io che ti cercavo!

    Com'era tenero quel gatto nero incontrato per caso...
    Com'era dolce quel caffè bevuto pensandoti...
    Com'era luminosa quella stella accesa nella notte...

    eri tu che mi guardavi!

    Quante corse contro il tempo!
    Quante urla contro il cielo!
    Quanto dolore dipinto sul cuore:

    siamo noi solo in cerca D'amore!
    Mariagrazia Bianco
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      Scritta da: etabeta

      Debolezze

      La incontro ogni giorno
      negli occhi di chi un tempo
      forse fu un bell'uomo
      e adesso è solo un corpo che occupa spazio.
      Si chiama solitudine.
      Ha i colori spenti dell'autunno
      anche quando è estate
      e il sole non muore mai.
      Sempre lì quei due occhi pieni di tristezza
      cui vorrei chiedere cos'hanno visto della guerra,
      quanto hanno pianto,
      se conoscono la gioia.
      Mi piacerebbe regalar loro un sorriso
      e un po' della mia allegria
      per fargli compagnia e dirgli che non è inutile
      ma "la gente guarda",
      e fingo indifferente
      continuando a camminare:
      ho i miei vent'anni da vivere
      e tenere rughe da dimenticare.
      Mariagrazia Bianco
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        Scritta da: etabeta

        L'dore dell'origano

        Ho sentito per strada
        come un ritorno al passato
        l'odore dell'origano
        in un campo tagliato.
        Era di giugno
        il grano biondo
        io con le ginocchia sbucciate:
        sfidavo il mondo,
        Giungeva il profumo del pane abbrustolito,
        del sugo fresco,
        l'odore dell'origano
        si confondeva sotto il pesco...
        Ho seguitoquell'odore
        per tornare al passato?
        Era solo una sensazione,
        l'avevo sognato?
        Mi è passato in un attimo
        come un lento cortometraggio:
        la mia infanzia, i mie nonni,
        i giochi: mia madre il suo coraggio...
        Ho pensato che forse, lontano,
        in un campo di grano
        dove non c'è buoi, né freddo,
        né pioggia, né dolore
        "lei"con i suoi occhi verdi
        sparge l'origano
        per ricordarmene l'odore...
        Mariagrazia Bianco
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          Scritta da: etabeta

          Rimmel

          Un volto su un quaderno
          disegno astratto e vuoto
          sogno disilluso di pagine bianche
          immagine uniforme di donns che sussurra.
          Rimmel cola giù dagli occhi
          misto a gocce di rugiada
          che paiono lacrime,
          no lacrime, no dolore,
          basta un aito di vento
          a ridare colore.
          Rosa nel tramonto
          l'azzurro tenue del cielo
          verde, l'orizzonte sconfinato dei prati,
          davanti a me: l'ignoto!
          Ignota la strada,
          estranea la gente,
          chiusa in me stessa
          col mio amore:
          né più bambole,
          né tazzine.
          È finita l'era delle bambine.
          E tono a fissare
          un volto su un quaderno,
          capelli al vento e sguardo che sussurra.
          Nero il fumo di una sigaretta
          acre il rimorso di un pianto mai fatto
          dolcezza incolore fra le rughe della fronte.
          Ma è solo uno schizzo su un foglio
          bagnato dal rimmel: non sa pensare.
          Mariagrazia Bianco
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