Poesie personali


Scritta da: Marisa Marimare
in Poesie (Poesie personali)

Stella sognante

I miei sogni maestosi han voglia ti te!
Fantasticano scene di lenzuola di seta
di mani delicate, di baci soffici, di respiri sentiti...
estasiata e amata divento argilla nella tua pelle
è inebriante il tuo odore quasi soffocante
ti muovi ondeggiando con insistenza e prepotenza
scorrono i minuti non si perde tempo
tempo da recuperare da riscattare
mi sazio con ingordigia di te...
mi guardi con forte desiderio di ricominciare
a sognare i nostri corpi inebriati di piacere
vorrei averti con me, ma tu non ci sarai
la tua anima è già stata donata
mi rimane il nome che tu mi hai regalato
una stella sognante e niente più!
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    Scritta da: Gaetano Toffali
    in Poesie (Poesie personali)

    Ho detto t'amo

    Ho detto "t'amo" troppe volte
    Nel bruciore della notte
    Poi a non credere al futuro
    Ho imparato nel dolore.
    Quella stanza vuota invano
    a girarmi nella schiena
    Strascicandomi nei sogni
    Ho creduto fosse vita.
    Destino d'amore
    Che è meglio scordare
    Ti amo davvero...
    è più sabbia che mare
    Per cosa allora ancora
    Ci casco dentro il dado
    Di un lancio fortunato
    La dove vince il banco?
    Di quanti ancora addio
    Dovrò riempire il cuore
    Per smettere le rime
    Dolore con amore?
    Inesausta turbolenza
    Che cerca corre chiama
    Vorace inappetenza
    Di un figlio di puttana
    Che in briglia caracolla
    Di azzurro il suo destriero
    Non smette di sperare
    Cercare ancora un lume
    Di dare mani al sogno
    Nel petto dentro te
    Di scombinarsi dentro
    Finché un domani è in me.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Buonanotte

      Circa 2000 anni fa
      ho fatto un viaggio in una terra lontana,
      sono partito per seguire il sedere,
      di una bellissima nana,
      e mi sono imbattuto in uno sciamano ciccione,
      che mi ha fatto guardare le cose da una diversa posizione,
      mi ha spiegato come trovare, una soluzione ad ogni cosa,
      ma non come far sopravvivere al Dio tempo,
      una bianca rosa...
      Abbiamo mangiato foglie d'ortica
      delle bacche un po' strane,
      e dopo grosse risate,
      abbiamo iniziato a fantasticare,
      volevamo ridisegnare il mondo,
      abbiamo deciso di farlo quadrato,
      questa idea comune che fosse rotondo,
      sui poli, un po' schiacciato, non ci piaceva.

      Il mio nuovo amico, dopo un'intera bottiglia di idromele,
      ha iniziato a sostenere,
      che se la figura che rappresenta il globo, fosse circolare,
      ogni mattina in un posto diverso, ti saresti potuto trovare,
      la quadratica e ottusa visione della vita che vi hanno imposto,
      lega tutti i civilizzati a quel posto,
      che chiamano casa,
      ma se eliminassimo il concetto di proprietà?
      E se il mondo intero fosse la nostra casa?
      Io stranito, gli risposi:
      ma vecchio ciccione, telo stai fumando tutto, il nostro cannone,
      spari troppe cazzate,
      bisogna crearsi un futuro,
      è facile per te fare il duro, tu vivi nel nulla,
      e non possiedi niente.

      Si alzò in piedi e mi guardò con aria gioiosa,
      e fece rinascere, davanti ai miei occhi, una bianca rosa,
      sbalordito e stupefatto,
      gli chiesi come diavolo, avesse fatto,
      e lui mi disse con un sorriso beffardo,
      gran parte è merito delle bacche e del cannone,
      ma ciò che crea la magia, è la fede infinita nella ragione,
      con la felicità negli occhi, mi guardò e mi disse:
      io ho una famiglia e adoro i miei bambini,
      ma, non so nemmeno che forma abbiano i tuoi quattrini,
      vivo sereno e amo la mia dolce metà,
      e non ho bisogno di nessun tipo di vanità,
      nel tuo mondo mio caro Simone,
      non conta la forza di un sorriso,
      e l'importanza della ragione,
      l'apparire sovrasta l'essere,
      e credo che questo sia uno dei motivi di tanto malessere,
      butta i tuoi calzari,
      e vieni a vivere qui, dove siamo tutti pari.

      Felice e soddisfatto l'ho salutato,
      con la promessa che un giorno sarei tornato,
      gli promisi che una volta trovata la mia Perla,
      avrei ricercato quella lontana terra,
      e con lei al mio fianco, mi sarei sentito finalmente completo,
      e avrei eliminato ogni tipo di divieto...
      Mi feci un tatuaggio per commemorare l'evento,
      e mi scrissi sulla pelle, in una lingua antica e regale,
      Vieni con me, lasciati portare
      dove nulla ha un senso.
      Composta lunedì 13 luglio 2009
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        Scritta da: Andrea Manfrè
        in Poesie (Poesie personali)

        Come un veliero

        Come un veliero
        colto all'improvviso
        da una tempesta,
        da una tempesta di sensazioni ed emozioni,
        indeciso
        indeciso se ritornare al vicino porto,
        conosciuto e sicuro
        o di tentare la sorte,
        percorrendo miglia e miglia
        tra pioggia, fulmini e saette,
        mare mosso ed avversità,
        alla ricerca di quell'isola felice
        chiamata Amore.

        Esattamente così mi sento,
        come un veliero,
        nel mare in tempesta,
        in balia delle onde,
        incapace di prendere una decisione,
        quella decisione che potrebbe finalmente
        dare una svolta alla mia vita,
        alla vita che mi illudevo fosse mia,
        ma che è semplicemente succube,
        succube di tutto e di tutti,
        ma non dell'Amore,
        di questo Amore
        così
        dannatamente
        complicato.
        Composta lunedì 22 giugno 2009
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          Scritta da: Andrea Manfrè
          in Poesie (Poesie personali)

          Musica

          Note leggiadre
          risuonano nella stanza.

          Quasi magicamente
          una dopo l'altra
          si susseguono,
          si intrecciano,
          si uniscono,
          catturando la mente
          di chi ascolta,
          accompagnandolo,
          come per mano,
          in questo viaggio mistico.

          Sublimi note
          trasportano la nostra anima
          in un viaggio poetico,
          lasciando il nostro corpo
          immobile, come incantato,
          succube di questa
          meravigliosa melodia.
          Composta lunedì 22 giugno 2009
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            Scritta da: Andrea Manfrè
            in Poesie (Poesie personali)

            Farfalla

            Tu che voli leggiadra
            sbattendo le tue variopinte ali
            donando colore all'ambiente circostante
            e ti posi brevemente
            per rendere ancora più splendida la natura

            Tu che voli spensierata
            quasi fuggendo dal passato non tuo
            splendidamente accarezzi l'aria
            mostrando ancora una volta
            le bellezze di questa terra

            Vola, vola ancora
            dimostrando agli altri la tua libertà
            ma ricordati di loro nel tuo cuore
            che sussulterà ancora
            di volo in volo e per sempre.
            Composta lunedì 14 luglio 2008
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              Scritta da: Andrea Manfrè
              in Poesie (Poesie personali)

              Vola

              Vola, vola, vola via
              questo non è posto per te,
              non per un angelo
              quindi vola, vola via angelo mio.

              Il mondo è troppo malvagio per te
              ma il cielo, il cielo è tutto per te
              perché voglio solo la tua felicità.

              Resisterò qui, non preoccuparti
              mi basterà alzare lo sguardo
              e vederti, mentre voli nel tuo paradiso
              libera, felice e contenta.

              Nella notte sarai
              la mia stella polare, angelo mio
              quindi vola, vola via, tu che puoi
              e vivi sapendo che ti penserò per sempre.
              Composta lunedì 22 giugno 2009
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                Scritta da: Antonietta
                in Poesie (Poesie personali)

                Gli occhi di un bambino

                Quanto soave è il tuo sguardo
                si perde nei miei pensieri
                porto nell'anima mia il tuo candore, la tua innocenza
                se penso alla mia infanzia rivedo il mio stupore,
                quanto è delizioso alzare lo sguardo verso una madre, capire la sua dolcezza,
                entrare nel suo cuore per fonderlo a quello della propria creatura.
                Un bambino dona il suo sguardo innocente e puro.
                Penso a chi non potrà assaporare più la carezza di una madre, leggere nel suo viso, l'amore infinito
                che è pronta a donare, la scia che lascia ogni suo piccolo gesto d'amore.
                Penso ai miei occhi, non sono mai invecchiati perché in essi vedo
                la vita, il mondo, l'infinito che porto dentro di me.
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                  in Poesie (Poesie personali)
                  Amore;
                  emozione così intensa da renderci uguali;
                  la grande onda, capace di sgretolare
                  i nostri piccoli scogli...

                  Utopia...

                  La favola raccontata da nostra nonna,
                  la sua calda voce, i suoi grandi occhi,
                  l'odore delle susine appena raccolte,
                  il tenero vento accompagna per mano il sole,
                  i suoi raggi, lunghe ed accoglienti mani che ti sfiorano
                  e tu, calda di piacere, riposi...
                  nelle bianche lenzuola di una stagione mai tornata...
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