Poesie personali


Scritta da: nina.*
in Poesie (Poesie personali)

Lamento di un poeta

Io esisto, e piango nella mia solitudine...
di lacrime di sangue, perché
la gente e i miei amici sono scomparsi
ed io son qui viva.
Chi non fu ucciso dalla fame
fu massacrato dal fucile
ed sono qui, in questa terra lontana,
a vagare tra la gente gioiosa che dorme
su soffici letti e sorride ai giorni.
Io sono qui a vivere nell'abbondanza
e nella pace... è questa una grande
tragedia, a pochi preme assistere
a questo dramma.
Il peso dei giorni bui sui miei
occhi incavati. Al mio cuore piangente
e alla mia anima ferita.
Colui che condivide con la sua gente
il dolore e il tormento
riceverà il supremo conforto che solo
può dare il sacrificio della sofferenza.
Io sono viva, gente affamata e perseguitata,
verso il martirio.
Vivere all'ombra della serenità
e la gioia della pace.
Quale valore per loro può avere
il lamento di un poeta assente.
Impugnando la spada della verità
s'immortalerà a fianco della Verità
Eterna, perché la vita è più debole
della verità.
Cosa si può fare per coloro che
stanno morendo.
I nostri lamenti non appagheranno
la loro fame, e le nostre lacrime
non estingueranno la loro sete.
Composta nel settembre 1999
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    Scritta da: Tommaso Mazzoni
    in Poesie (Poesie personali)

    Ad una sveglia

    Tu, che scandisci gli istanti
    delle immagini che, nel corso della tua vita,
    si parano opposte e varie
    davanti alla tua faccia,
    perché non mi dai quelle immagini,
    cupe, o serene, o spiacevoli, o gaie,
    che vedesti quand'io, bambino, giocavo
    con i ninnoli semplici
    di quell'epoca semplice?

    E tu, mamma,
    che accudivi al focolare,
    mentre, ansiosa,
    aspettavi il ritorno di babbo
    dal suo duro e diuturno lavoro,
    non avvertivi un orecchio,
    non sentivi uno sguardo
    che osservava te,
    assorta nei tuoi folti pensieri
    di moglie e di madre?

    Della mia fanciullezza,
    o sveglia che seguisti
    ogni secondo di quel tempo,
    vorrei tu mi potessi raccontare.
    Ti supplicherei perfino, se non ragionassi,
    di parlare, di dirmi le cose che ignoro,
    o che non potrei ricordare.

    Ma tu, sveglia della mia casa,
    taci e mi guardi
    come se, quasi sorridendo,
    tu mi volessi dire:
    - Ma pazienta, non avere fretta:
    il tempo non esiste dopo la morte.
    Rivedrai allora quelle immagini
    che ora vorresti tue.

    Ed attendo così,
    senza scrutare fra quei numeri antichi,
    che mi si parino davanti
    tutti gli istanti passati,
    tutte le mie monellerie di bambino,
    e quei sorrisi dei miei genitori
    ancora rivolti dal Cielo verso di me,
    che non son più bambino.
    Composta venerdì 24 novembre 1967
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      Scritta da: Tommaso Mazzoni
      in Poesie (Poesie personali)

      Dunque, chi sono io?

      Dunque, chi sono io?

      Sono colui che ama Iddio, che Lo rispetta,
      che segue le Sue Leggi, che Lo prega,
      che ama le Sue creature, e si commuove
      al più piccolo atto d'amore...

      Sono colui che, quando passa
      davanti a una chiesa, a un camposanto,
      dice una preghiera, si fa il segno della croce;
      che fa una lacrima se gli passa davanti uno storpio...

      Sono colui che, quando guarda il cielo,
      gode dell'immensità della sua volta
      e pensa a tutto il creato e al suo Creatore,
      come pensa all'atomo, all'Infinito...

      o son piuttosto colui che critica il suo Dio
      quale grande creatore di inutili cose;
      che lo critica per le guerre, le zanzare,
      per la fame dei poveri, per l'abbondanza dei ricchi...

      Per tutte le malattie, che circondano
      la gente debole, inerme a combatterle;
      per l'ignoranza, la ristrettezza del cervello umano
      e l'ottusità che non permette spesso decisioni sagge

      Per non aver saputo infondere il sentimento
      dell'amore a tutte quante le sue creature;
      per non aver creato gente abile a difendersi
      dall'accanirsi del dolore che stronca le fibre più forti...

      Dunque chi sono io, mio Dio?
      Perché mi hai dotato di ragionamento, ma non mi permetti
      di capire fino in fondo chi sono, perché ci sono,
      e dove andranno i Tuoi figli, e i figli dell'uomo...?
      Composta domenica 22 luglio 1990
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        Scritta da: Alberto
        in Poesie (Poesie personali)
        Indosso il mantello d'ombra
        e m'avvolgo delle gesta di eroi passati

        esplodono in me i sogni
        e s'aggregano le meraviglie di mondi scomparsi,
        s'avvinghiano le anime di coloro che vollero essere
        e che ora sono ciò che rimane di quel pensiero.

        Tutto è mutevole,
        tutto è in subbuglio al di là del velo,
        è indescrivibile, metafisico

        sembra quasi di toccarlo,
        d'assumere una piccola parte di quel cosmo

        quando ecco...
        d'un tratto esplode e svanisce

        lasciando di sé il ricordo, amarezza,
        ma anche uno squarcio dal quale iniziare come osservatore,
        per poi sbucare al di là del limite impostoci
        e permettere ad altri di ripetere il percorso

        verso lo scrigno delle conoscenze e delle emozioni,
        del ciclo della morte e della vita
        e di ciò che ci riguarda nel profondo.
        Composta venerdì 17 luglio 2009
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          Scritta da: Jessica Simonetti
          in Poesie (Poesie personali)

          Leggera

          C'eri tu
          ma io ero sola
          parlavi ma non capivo
          Sentivo l'eco di noi,
          senttivo il mare,
          il freddo,
          il giorno
          la notizia di te
          e non sentivo piu niente,
          solo il profumo del sole
          e tu che non ci sei più
          e mi sentivo leggera, leggera
          Siamo caduti giù dalle nuvole,
          sospesa...
          Tu che non esisti più
          una luce spenta,
          il cielo si è offeso
          e piangevo, piangevo
          un rimpianto,
          piangevo su di te
          ma il cielo è stanco
          e ora capivo
          l'illusione di un allegria
          vuota...
          Cosi leggera, leggera
          ma che mi affondava
          il buio di uno sguardo
          morto...
          e tu non vivi più
          un ricordo lontano
          e una voce confusa...
          la notte fredda
          ma non ero pronta.
          Composta sabato 11 aprile 2009
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            Scritta da: Denni F.
            in Poesie (Poesie personali)

            Punto di vista

            Nel ciclone d'emozioni, passione, sentimenti,
            sotto il peso della verità di diverse ragioni,
            nel passare dei miei anni migliori,
            cerco me, persa tra le mie illusioni.

            Fuori del dilemma del giusto o sbagliato
            amo con un amore infinito a volte disperato,
            dal mio posto nella vita seguo un sogno in un vicolo cieco,
            lo custodisco, nutro con mio cuore, lo tengo ben nascosto.

            Con occhio interno o con il sesto senso,
            vivo questo mondo diverso, forse più bello,
            finche la realtà e la razione,
            non portino via la mia dolce visione.

            Mille domande per cui la logica
            pone risposte chiare, veleno per l'anima.
            Dolce visione o un mondo di sabbia
            sarà solo una questione di punto di vista.
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              Scritta da: Franco Mastroianni
              in Poesie (Poesie personali)

              Un buon riparo

              Inconsciamente
              forse era proprio lì
              che volevo andare

              dove quei lampi
              sembrava
              che il cielo
              volessero crepare

              volatili che fuggono
              alla mia opposta
              direzione

              il vento gioca
              vacillano lamiere
              nel giallo di un furione

              inutili tergicristalli
              le tre velocità
              veloce media lentamente
              qui non si vede niente

              spero soltanto
              che abbia trovato
              un buon riparo
              l'ultima... in coda a quello stormo

              sì... una rondine.

              Trovo dolcezza
              nel silenzio
              della grandine.
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