Scritta da: Ilaria Sansò
in Poesie (Poesie personali)
Parlarsi
Parlarsi attraverso gli occhi.
Raccontarsi semplicemente
tra gli abbracci
che ti fanno mancare,
poi,
l'aria.
Composta martedì 18 dicembre 2018
Parlarsi attraverso gli occhi.
Raccontarsi semplicemente
tra gli abbracci
che ti fanno mancare,
poi,
l'aria.
Parole sparpagliate dentro:
parole confuse
parole racchiuse
parole che non escono
per mancanza di coraggio.
I miei vorrei
non li può portare
Babbo Natale
né li posso mettere
sotto l'albero.
I miei vorrei
non aspettano più
l'anno nuovo.
I miei vorrei
sono regali che
non potrò più scartare.
I miei vorrei
sono diventati statuine
di un presepio che vive
dentro il mio cuore
ed ognuna è vestita
di ricordi...
Scheletri di bambini
come libellule stecchite
giocati all'altalena -
pungiglione del mondo
che approfondisce l'area di dolore
mentre
gli strateghi
celati, dentro nidi di bisbigli
bordati da sentieri di sussurri
li buttano
da una paglia sminuzzata di cifre
scorie nella sodaglia.
È esposto
su una fetta di pane
il poeta morto.
Nei dislivelli dell'analisi
spasimano i versi:
su quale fuoco di esperienza
puntiamo noi l'occhio spirituale -
o siamo forse tesi
sopra la croce della fuga?
Sta il suo lettino
nella biblioteca reale -
all'inquilina di una sola stanza
trincea del sonno.
Ma l'opera s'inforna
nel colombario, l'archivio:
sepolcro della parola
che respira ancora!
Chi, goloso di fatti,
ha fame di metafore?
Carezze
dei tuoi silenzi.
Dolcezza
nei tuoi silenzi.
La vita sa dare
quando inizi
a viverla.
Le ali dell'inverno
avvolgono l'avvento,
sui rami trafitti
dal freddo
dove il cuore smagliato
dal senso terreno
sente l'eco nell'aria
del dono di Lui
che s'è fatto bambino
nascono pensieri
scintillanti
come aghi di ghiaccio.
Nelle stanze semplici
sgombre di baraonda
luccica l'attesa di un regalo,
una parola buona
che riempia di luce,
non deludiamo gli occhi
dov'è rimasto
uno spiraglio vuoto
perché sgorghi
il traguardo d'un sorriso.
Nella mente di un demente
non c'è posto per la gente,
che ti guarda in modo strano
e non ti porge mai la mano.
Il rispetto è un'altra cosa
non si usa per orgoglio
solo a chi ha il portafoglio.
Ma la razza di cui parlo
ha in testa un solo tarlo,
che eredita dalla casta
tutto ciò che è abbondanza.
Viene usato con orgoglio
sulla plebe del destino
con il senno di Caino.
Ma la vita ha un riservo
che è per tutti uguale,
si include dentro il tempo
che mai potrai fermare.
Ci pensate?
Il perdono, la pace,
l'amore è quel qualcosa che dura poco,
come quando si ha una vita breve
che da un momento all'altro si spegnerà.
Il perdono fino in fondo.
La pace, che vita è senza di essa!
E l'amore indispensabile su tutto
così sarà Natale con la pace nel cuore!
Una magica poesia empia di sfumature e trasparenze immaginifiche.
Una scenografia permanente che avvolge ogni respiro d'amore.