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Scritta da: Andrea De Candia
È esposto
su una fetta di pane
il poeta morto.

Nei dislivelli dell'analisi
spasimano i versi:
su quale fuoco di esperienza
puntiamo noi l'occhio spirituale -
o siamo forse tesi

sopra la croce della fuga?

Sta il suo lettino
nella biblioteca reale -
all'inquilina di una sola stanza
trincea del sonno.
Ma l'opera s'inforna
nel colombario, l'archivio:
sepolcro della parola
che respira ancora!

Chi, goloso di fatti,
ha fame di metafore?
Christine Koschel
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    Scritta da: Andrea De Candia

    Diseredato

    Quello che accade
    lo inquina a morte il flusso di notizie.
    Si è toccato il più alto livello di menzogna.
    Ci inondano il campo visivo fatti
    di menzogna e impostura;
    tutti alla fine diventano ciechi.

    Accada quel che accada,
    è una trappola la bocca dei potenti;
    i loro portavoce
    irretiscono il gregge
    con parole di dissimulazione.

    Accada quel che accada,
    in questo tempo della povertà
    i suoi poeti hanno veste di acrobati
    e il loro Grande Numero
    è la Spoesia.
    Christine Koschel
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      Scritta da: Andrea De Candia

      Urgenza della luce

      A chi rimbomba il tamburo del teschio
      tra rovinii di parole
      - quale di esse può risorgere
      per afferrare un sorso di respiro
      per dondolarsi nella cuna della bocca
      per ferrigna recarsi
      nell'arengo della parola? -
      colui sfida di colpo l'incendio,
      Dolore della luce
      che lo costringe al verso oscuro -
      crisi di astenia
      della lingua, lo dicono.
      Christine Koschel
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