Scritta da: Aurora Sisi
in Poesie (Poesie personali)
Un cielo dipinto d'azzurro,
rasserena i miei occhi,
e, un tiepido soffio di vento,
riporta un ricordo di primavera
nei miei pensieri.
Attimi di felicità...
Composta venerdì 7 dicembre 2018
Un cielo dipinto d'azzurro,
rasserena i miei occhi,
e, un tiepido soffio di vento,
riporta un ricordo di primavera
nei miei pensieri.
Attimi di felicità...
Non toccarmi!
Sono fragile, sono delicato, sono un fiore
sul tuo prato. Sono nato per amare ed
essere amato. Non toccarmi nemmeno
con un dito. Non usurpare il mio corpo, non infangare la mia anima,
ridammi la mia innocenza,
allontana la tua mente perversa.
Fammi vivere la mia favola,
ho bisogno di sentire gli uccellini cantare,
il sole sul viso scaldarmi, cantare canzoni d'amore
e sentire il mio corpo cambiare...
e non voglio vergognarmi perché tu hai osato violarmi.
Semi di poesia
ho sparso sui miei giorni
- per far fiorire il cuore.
Intermittente
- come un gioco di luci
lo scintillìo di sogni.
Il tempo non perdona.
Il tempo non consola.
Il tempo non dimentica.
È sempre tutto fermo a quel momento,
in quell'attimo, su quel frammento.
È come rivederlo in continuazione.
Dice che un giorno passerà, ma non si muove da là.
Occhi, bocca, cuore e mente, non sentono più niente.
Ed è il nulla. Ed è disperazione.
Non sogno più.
Io e te, te e io, noi.
Ed è lo scioglilingua della desolazione.
Labbra spente e inaridite.
Se dormo o sono sveglia, ormai non è diverso,
è sempre lo stesso.
Il dire che mi manchi e non ci sei,
è solo dolore scuro senza più colore.
Ho perso anche la mia immaginazione.
È tempo di tacere, si è già parlato troppo.
Mi alzo dal letto in lacrime,
mi sento sporca, colpevole.
Cammino dolorante verso il bagno
e accarezzo l'aria pesante che mi circonda.
Mi sento da fare schifo,
come una bambola spezzata
e contaminata da una bestia malata,
di un divertimento che non è mai stato per me.
Rivolgo lo sguardo verso la tavoletta del cesso
cercando una risposta
e trovo gocce di sangue,
rosse come il mio reggiseno.
Mi accorgo che sanguinano i capelli.
Vedo delle macchie nere sul mio viso.
Non è mascara.
Di cosa sia capace il cuore
forse ancora non lo sappiamo.
Diciamo basta e lui
è già pronto all'ancora.
Lo chiudiamo a chiave
e lui apre alla speranza.
Pensiamo che di più non possa
mentre lui sa già che
sopporterà ancora ed ancora.
Perché dove la ragione
mette i limiti
il cuore va oltre...
Ed ora ho bisogno
solo di silenzio.
Perché è lì
che ci incontreremo ancora,
perché è lì
che potrò ancora parlarti...
In silenzio...
In silenzio...
Ciao mamma...
Un pensiero al Natale
che tinge di bianco le punte del cielo
degli alberi soli
nel freddo dei muri una voce che tace
un albero vuoto... il silenzio
un frutto legato ad un filo
non ci son giochi
un bimbo ed un topo
un letto stracciato... il silenzio
un vaso di latta bucato
ho scritto al Natale
che porti il sorriso al mio babbo... che è molto malato
che porti sollievo alla gente
è triste il presepe e...
quanti che muoion di fame
Ho scritto al Natale
che porti le calze alla mamma... che ha i piedi gelati
che tolga dai muri la nebbia
un bacio alla gente che muore
ho scritto al Natale, di un bimbo caduto
di un giorno che piove lamenti
di tutte le guerre, di morti e feriti
di popoli schiavi e...
quanto il sangue versato
un pensiero al Natale
che porti un riparo alla pioggia
al mio letto bagnato.
Sta nei voli a planare
ed in lune introverse
l'impazienza di vivere.
E nella muta di piume
già scorre la linfa.