Poesie personali


Scritta da: geggio
in Poesie (Poesie personali)

Nulla di più

Quale può essere l'importanza
cosa possiamo essere
o
fare

questo è l'importante

prendere una sera e viaggiare via da qui

pensi che sia nulla

può essere tutto

tu dici non posso
non ho soldi non devo

ma prendi e vai

ho perso un occasione

voi non fatelo

prendete al volo quello che capita

il resto non conta

io sono stato come voi

un codardo
nulla di più
un codardo.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)

    Sotto quel balcone

    Quanto silenzio sotto quel balcone
    pieno di gerani rossi e bianchi
    accesi da un sorriso di fanciulla
    appena la mattina si affaccia.

    Il piccolo giardino è ancora muto
    quando il primo uccello lo saluta
    saltando da una rosa gialla oscura
    a una dalia con la sua farfalla.

    Sotto le foglie secche e umide
    si nascondono i sogni della notte
    mentre i sogni del giorno
    sono in agguato nella memoria.

    L'ultimo sguardo dietro i vetri
    saluta il giardino e i suoi colori
    portati negli occhi azzurri chiari
    di una fanciulla ancora in fiore.
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      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      III

      Vecchio sono e bianco sono di testa
      Ma devo ancora fare l'ultima corsa,
      pur la famiglia resta negl'occhi desta
      pensando qual sarà l'ultima morsa.

      Stanco sono, avanti son negl'anni,
      volenterose restano, però, le spalle
      a sopportar lo peso degl'affanni,
      esplorare la cima il piano e valle

      alla ricerca del dolce Sembiante.
      Certo ch'altrove l'avrò: nel Paradiso.
      Distrutto vo a scovarlo col sorriso
      Nella presunzione di cercatore fervente

      Poiché vogliolo,, pure qui, sopra la terra
      Con la passion di chi guerriero è in guerra.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        Il tentativo

        Dimodoché su carta venga fissa
        penso affidare incombenza a un'esperto;
        chi meglio di un prossimo se rimessa
        potrebbe di più foggiarla a mio concerto?

        Quando all'altezza del suo abituro
        facciomi scosto e lascio passare
        figura melensa dal vestito scuro
        che quatta su quell'uscio va a posare.

        Tosto la mente torna ai tempi andati,
        alle storture vicine, alle lontane,
        ai dispiaceri, agli anni amareggiati
        e folgorato son dell'azioni insane

        per quella melensa, perfida nobildonna
        ch'attizza il focolare del dissapore
        sol col riporto su cenciosa gonna.
        Di consanguinea che ne gust'odore

        Così non entro più nella dimora,
        mi resto, come sempre, nel di fuora.
        Lungi dall'astio, l'ira e la perfidia
        lascio squassare loro nell'invidia.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          Raccomando

          Il nome che port'io a te è imposto
          non per mia fama o glorietude avuta
          Perc'hio mai ebbi tal qualitadi riposto
          in nessun'azione o arte mia compiuta
          ma l'affetto, pens'io, che filiale cuor
          riserva a paterna, amabile figura
          e, dimostrazione dare più d'amor
          ché figlio opera paterna non censura.

          Giacché mai rivestii ruolo importante
          Non tributato fui in onoranza,
          la mia figura mai fu imponente
          e a nullo seppi dare mai speranza.
          Sper'io in cima giungi a scalinata
          onde conquisti appieno il dottorato
          ché il loco cui l'umanitade è sita
          necessita d'avere il titolato.

          Chi sudorato e stanco in vetta
          per volontade e sua fortuna è assiso
          mirare puote, privo d'ogni fretta,
          chi in basso resta spento nel sorriso.
          D'all'alto il rimirare è sempre appago
          e la miseria altrui non la si vive
          si pensa sol di fare di propria vita sfago
          e dell'altrui faticasi capir perché son prive.

          Ma, a fine che sarai di scalinata
          e l'ultimo gradino conquistato
          dei deboli, deh! Ti prego, fanne cordata:
          Conforto avranno; tu sarai appagato.
          A nulla servirotti fama e quant'altro
          se al bene e amore altrui non rivolto
          ché Cristo in grande fama, più d'ogn'altro,
          per gli altri non per Se ne è avvolto.

          Prendi d'Egli l'esempio e non far svolta,
          seguita quella Via che par distorta,
          fai in modo ch'entri in quell'angusta Porta
          così del cielo toccherai la volta.

          Questa la raccomando che ti fò:
          Giunto all'apice del potere umano
          essere nelle decisioni tue sovrano,
          rendere giustizia e grazia a chi non può
          genuflesso sempre al Dio possente
          che in ogn'occasione t'è presente,
          perché se in vita divenuto sei potente
          la gloria è tutta Sua, tu ne sei esente.
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            Scritta da: Alessandro Celato
            in Poesie (Poesie personali)

            Il mio fiore

            Nel sorgere del sole i raggi

            illuminano un piccolo fiore
            fui attratto dai
            suoi petali di velluto

            dallo stupore

            volli raccoglierli e portarli via

            adagiarli sul mio petto stingendoli con tenerezza
            annusare il dolce profumo

            annaffiarli con lacrime di gioia

            per non farli appassire
            nell'unica incantevole bellezza

            annebbiato nell'odorante profumo
            un improvviso dolore

            oscura il mio cuore

            un male incurabile portò via il mio fiore
            nulla potevo ero inerme a quell'orribile male
            un triste sguardo verso il cielo

            lasciandomi sul petto

            un vuoto profondo
            addio fiore mio.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              VITA

              Dei giorni dell'agosto passati di mia vita
              Solo uno ne ricordo raggiante e luminoso:
              Quello che fu d'Angelo il giorno della vita.
              Già all'alba, quel mattino, splendeva luminoso.

              Intorno era profumo di rose e di viole,
              i prati tutt'interi coperti eran di fiori.
              La terra era ammantata di luminoso sole
              E noi contenti, allegri, noi s'aspettava fuori.

              Di gioia e di sorrisi tutto quel giorno
              È intriso giacché dal Paradiso calava
              In veste bianche, in terra a far soggiorno,
              colui che tutt'intero nel cuor mi si poneva.

              In quel luogo nascosto, scaldato dal mio amore,
              fissa dimora ha posto e più non lo distacco.
              Se un giorno ne uscisse sanguinerebbe il cuore;
              verrebbe il mio cervello molto malato e stracco.

              Febbraio 1999 Nonno Nello al suo Angelo
              Con un abbraccio.
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                L'ultimo viaggio

                Quand'io, alla soglia della quarantina,
                lesto partisti, Padre, una mattina
                per la lustra via, verso il Ciel turchino
                perché ultimato avevi il tuo cammino.

                Precoce il viaggio fu, senza ritorno
                ed io d'allora mi riguardo intorno
                nella vacua speme di vederti un giorno
                seduto, nell'ampio e grigio soggiorno.

                Ma non udranno più mie orecchie il suono
                dei regali passi toccare il suolo
                che non più in terra, ma pel Cielo sono
                leggeri, al pari degl'uccelli volo.

                Nell'alto Loco, tutto dorme e tace,
                e solo è serenità, amore e pace.
                Qui cattiveria è d'uccello rapace;
                e mai la terra ha conosciuto pace.

                Resta, perciò, o Pà, in Casa del Signore
                donde lo puoi onorare a tutte l'ore.
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                  Scritta da: GIUSEPPE CASSANO
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Come sarebbe

                  Come sarebbe, Amore
                  se non ci fosse il mare
                  con il sole che cala in fondo
                  e le mani sfiorate
                  nei lunghi silenzi
                  dei nostri passi lenti
                  un incedere assorto
                  con lo sguardo perso
                  tra il cielo ed il blu
                  per sopportare
                  quando tutto ci è contro.

                  Come sarebbe, Amore
                  se ti vedessi ogni giorno
                  davanti alla gente
                  e baciarti alla sera prima di dormire
                  tra il profumo di fiori appena innaffiati
                  e la luna sull'acqua crea riflessi argentati
                  che drappeggiano i muri.

                  Come sarebbe, Amore
                  come sarebbe.
                  Composta sabato 15 gennaio 2011
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