Poesie personali


Scritta da: Foriero112
in Poesie (Poesie personali)

L'Amico!

Nel buio della notte
il sonno si consuma
e, con l'assenza del Sole
il freddo ci imprigiona;
l'inconscio,
perso nelle sue paure
non trova più il coraggio
di gioire.
Solo l'eccelso,
ci aiuta oltre quel tunnel
e dopo tanto buio
ci fa veder la luce:
questo, è l'Amico vero
che ci solleva il cuore;
è l'Amico
che ci prende per mano
e ci conduce
per evitarci il baratro
e darci nuova luce!
Composta giovedì 30 novembre 2006
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    Scritta da: Alplive
    in Poesie (Poesie personali)

    Se l'amore fosse...

    Se l'amore fosse un fiore vorrei essere una farfalla,
    per poggiarmi su di te.
    Se l'amore fosse l'acqua, tu saresti la mia fonte
    e io mi disseterei di te
    Se l'amore fosse il pane,
    io mi sazierei di te.
    Se l'amore fosse il mare,
    io dalle sue onde mi farei travolgere
    Se l'amore fosse la notte,
    vorrei essere una stella,
    e brillare solo per te.
    Se l'amore fosse il fuoco
    vorrei ardere fra le sue fiamme
    se se se...
    Se l'amore fosse anche la morte,
    io vorrei morire
    abbracciato a te.
    Composta martedì 18 gennaio 2011
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      Scritta da: Tiziano B.
      in Poesie (Poesie personali)

      Il Sogno e la Fantasia

      Ricordi quando giocavamo
      Insieme, come cuccioli
      E tua madre commossa
      Ci ammirava
      "Come siete bellini..."

      Ricordi le risate a cascata
      Senza un perché
      Fino alle lacrime
      Poi ti sollevavo di peso
      E la Lupa si ingelosiva

      Ricordi il bar a Viareggio
      Davanti a via Paolina
      Le battute sulla "Sinalco"
      Imbevibile bevanda scaduta da anni
      Reperto scoperto
      A mezzanotte passata

      Ricordi la discoteca
      Hop Frog, in passeggiata
      La musica giusta in terrazza
      Al fresco, con il mare
      Per sottofondo
      I tuoi occhi nei miei,
      Le mie labbra sulle tue...

      Ricordi i nostri anni felici
      Quando insieme eravamo Uno
      E cantavamo la nostra canzone
      Quando niente e nessuno
      Poteva separarci
      Perché eri tu il mio sogno
      Io la tua fantasia...

      Ora che l'abisso
      Ha squarciato il velo
      Il dolore mi afferra la gola,
      Di me non resta che un'ombra
      E questi occhi, che ti cercano...
      Composta giovedì 18 novembre 2010
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        Scritta da: Foriero112
        in Poesie (Poesie personali)

        La nostra Valle

        Quel profumo di erbe madide di rugiada
        che alla mattina si sente quando sorge il Sole
        muove l'attenzione dei sensi
        e l'eterno Amore per la nostra valle.

        All'alba, il respiro lungo e profondo
        del bosco sottostante, libra nell'aria tersa
        una leggera atmosfera carica di profumi
        e di silenzi irreali, prima che il nuovo dì
        consumi la dolce intesa tra la terra e il cielo.

        Pigri nel nido, gli augelli, s'apprestano a volare
        e dalle grondaie il giorno ad allietare.

        Piccole nubi evanescenti fan da contorno
        a questa atmosfera irreale mattutina
        e la sorgente gàrrula e profonda
        con il tintinnio dell'acqua trasparente
        rompe il silenzio nelle antiche sponde.

        La notte come d'incanto s'è involata:
        il Sole ha vinto l'ombra
        tutto è radioso: il villan sull'aia
        sta riducendo il legno diretto alla legnaia.

        Pieno di lena, forte nel suo ardire
        nel contempo intona una canzone
        a ringraziare il Mondo e il suo Creatore.

        Quanto calore! Quanta devozione!
        In quelle note semplici e gentili!
        L'animo sincero, il cuore innamorato
        di questa valle che abbiamo tanto Amato.
        Composta martedì 30 novembre 2004
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          Scritta da: Mr WildCard
          in Poesie (Poesie personali)

          Inno all'amore

          C'era un vecchio che urlava al passato
          distinto, confuso e molto adirato
          nessuno capiva perché piangesse
          lacrime amare tra le ciglia spesse
          con fare agitato e occhi da folle
          chiedeva indietro la donna che volle
          parlava alla morte constantemente
          chiedendo risposta inutilmente
          un dì un'ombra nera apparve nel vuoto
          e l'uomo impietrito chiese all'ignoto
          un sol desiderio da realizzare
          la sua fanciulla veder ritornare
          così l'oscuro gli tese la mano
          scese nell'ade come un fagiano
          e dentro la lava rossa e fumante
          vi era l'amata affascinante
          il cuore del vecchio sembrava bruciare
          il volto allagato come nel mare
          un bacio d'amore e forte dolore
          suggellò l'incontro con grande bagliore
          allora l'ignoto chiese uno scotto
          staccando i due amanti con un sol botto
          vita per vita amor per amor
          per uno l'uscita per l'altro il dolor
          appreso il patto il vecchio impietrì
          guardò la sua donna la quale capì
          che l'unica strada per restare insieme
          era morire e viver le pene
          che solo l'amor avrebbe sconfitto
          né penitenze né altro delitto
          l'ombra confusa allor'acconsentì
          e il sacrificio umano svanì
          l'amor tra la coppia era stato tale
          da chiamar a se la luce celestiale
          un'angelo bianco ornato di stelle
          colse nel manto le anime gemelle
          raccontò lor che li aveva salvati
          né la preghiera né abbracci spezzati
          solo l'amor e il suo vigore
          solo l'amor che regna nel core.
          Composta lunedì 17 gennaio 2011
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            Scritta da: Mr WildCard
            in Poesie (Poesie personali)

            Memorie d'amore

            Vedo qualcosa di speciale nell'immenso
            e il mio cuore batte di ardore intenso
            guardando il cielo e il sole rovente
            e nuotando nel mondo in controcorrente;

            Ho occhi velati dal triste rimpianto
            e gocce di pioggia nel volto di santo
            piango l'amore dimenticato
            volgendo uno sguardo al triste passato

            parlo alla notte e penso al destino
            scende una lacrima sopra il cuscino
            chiedo alla luna solo un perché
            e di risposta no non ce ne

            steso sul prato osservo le stelle
            penso a memorie e serate belle
            volti distorti amici del cuore
            sorrisi sbiaditi in un sol bagliore
            tornano in mente gioiosi ricordi
            che suonano chiari come gli accordi
            di questa musica dentro al mio cuore
            piena d'amore, si, solo d'amore.
            Composta domenica 16 gennaio 2011
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              in Poesie (Poesie personali)

              Figlie

              Siete entrate nella mia vita
              perché io l'ho scelto.
              Frutto
              di amore vero,
              siete qua
              a trasformare
              i miei sogni
              in felici realtà
              e consapevoli gioie.
              Siete qua...
              e il solo pensiero
              del vostro esistere
              annulla
              e i dolori della vita
              e le inevitabili
              inquietudini.
              Composta giovedì 3 febbraio 2011
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                Scritta da: Foriero112
                in Poesie (Poesie personali)

                Sospesi ora siamo

                Occhi lacrimanti guardano quest'atollo ingrato
                occhi senza più luce, spenti, in questo bel Creato
                argini possenti in valle eterna sorgono nell'Anima
                a limitare il fiume d'Amore che scorre copioso
                illuminato da raggi di luce radiosa di Sole.

                Ibridi destrieri, cavalcati su intricati sentieri sospesi
                nelle profonde cavità degli azzurri e vaporosi cieli
                guidati da Anime vezzose, ridenti, serene e capricciose
                con mani di vento, piedi di rubino, scarpe di pensieri.

                Dondolanti, fluttuanti, esposti ad ogni soffio di vento
                luccicanti scie di armoniche figure uscenti dall'oblio
                ancelle voluttuose, servili e premurose, adagiate
                su letti di sospiri: tenere illusioni del tempo giovanile.

                Amore nell'Anima, un abbraccio caldo sul cuore
                le pene della Vita sono finite, portate all'oblio;
                rimane un sogno fluttuante, leggero, in questa Valle
                vibrante con artigli forti conficcati sul sentiero:
                il sogno che ci ha lasciato un Uomo unico e sincero.

                un sogno di Pace, di Perdono, un sogno di Comunione
                di Giustizia e Uguaglianza per i popoli della Terra
                vivendo delle nostre pene, calmando il nostro dolore
                portando a noi, Peccatori, la luce del Signore;
                "guidaci ancora durante il cammino, Uomo Divino! -

                -Le Genti tutte Ti amavano, ti chiedevano la Libertà.
                Tu, insegnavi ai Popoli in Guerra, Fratellanza e Verità!
                Sospesi ora siamo, su ali consunte e doloranti
                in questo Mondo carico d'Odio e di Dolore
                senza più il tuo carisma che ci dà serenità.

                Prestaci un ultima volta il Tuo sorriso;
                con il volto immerso nella luce Divina
                bacia la nostra mano laboriosa e contadina
                e porta la speranza di una Vita nuova
                in chi l'eterno abbraccia, e nel buio riposa".

                Silvano Montanari.
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                  Scritta da: Armando
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Carrette del mare

                  Le mie speranze io l'affido al mare,
                  la stessa acqua unisce le due sponde
                  sembra a nuoto si possa attraversare
                  quando placide riposano le onde.

                  Ma le visioni che offre la natura,
                  si impattano con la nuda realtà
                  stipati al sole e al vento è cosa dura,
                  come saziar la fame non si sa.

                  La fiducia sempre ci accompagna
                  il sol tramonta e rolla la paranza
                  il tanfo sale, attorno a noi ristagna.

                  Ci aiutano le luci in lontananza
                  l'onda solleva l'acqua tutti bagna
                  s'avanza al buio, vince la speranza.
                  Composta venerdì 14 gennaio 2011
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                    Scritta da: Nello Maruca
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Al mio maestro peppino

                    Cinquanta d'anni ne son già trascorsi
                    e sentieri impervi tanti ne ho percorsi
                    così come puranco, assai di rado,
                    varcato, serenamente, ho qualche guado.

                    Ma sia che tempesta o bonaccia fosse
                    giammai lo pensier mio da te si mosse
                    e, per i ricordi del tuo grande affetto
                    t'hò, piacevolmente, tenuto nel mio petto.

                    Rivedo il lungo, dolce viso sorridente
                    in quell'amabile fare accattivante;
                    ricordo quel primo assai felice incontro
                    che ai timori miei non fu riscontro.

                    Avvenne il quinto giorno di lezione
                    che perdemmo con "Turuzzo" la ragione;
                    ci accapigliammo come due leoni
                    per la macchia d'inchiostro sui calzoni.

                    Mettesti me sulla coscia destra
                    "Turuzzo" lo ponesti sulla sinistra
                    e facesti che morisse quel rancore
                    donandoci il sorriso del tuo amore.

                    Stretti ci trovammo in un abbraccio
                    mentre le lacrime solcavano le facce.
                    Una carezza ancora, un bacio in fronte
                    e fummo alla lavagna a far la conta.

                    Questo il primo insegnamento che mi desti,
                    tant'altri mano a mano ne seguisti
                    e lo facesti con la nobile arte
                    che dello spirito tuo faceva parte.

                    Il senso di Dio nascere mi facesti.
                    di Colui che dal nulla creò i Corpi celesti;
                    di Chi tutto sa, tutto conosce e vede
                    e dona vita eterna a chi Gli crede.

                    Nacque, così, nell'alma mia la volontà
                    di pregarlo e venerarlo in umiltà.
                    Questo il buon seme che mi regalasti
                    dacché con pazienza e amore mi seguisti.

                    Presto il seme maturò buon frutto
                    tanto che ad esso da allora devo tutto.
                    Infondendo con la bontà l'amore in petto
                    dell'essere mio facesti un uomo retto.

                    Oprare potevi solo tu questo prodigio
                    col dire e il fare nel contegno ligio.
                    Grazie, caro maestro mio, Grande maestro;
                    per tutto questo, grazie mio caro Maestro.
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