Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE CASSANO
in Poesie (Poesie personali)

Lascia che sia

Sarà la luce della sera
a illuminare i tuoi occhi
splendidi diamanti dal riflesso di luna
stella, mia stella
andiamo
dammi la mano e andiamo
per una volta almeno
lascia che sia il nostro amore
libero
come un canto di grilli d'Agosto
come un onda che rompe lo scoglio
come un volo d'uccelli al ritorno
come un vento che piega le spighe
come rosa che sboccia tra i rovi
lascia che sia.
Composta venerdì 14 gennaio 2011
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    Scritta da: GIUSEPPE CASSANO
    in Poesie (Poesie personali)
    Vicoli accecati dal sole
    freddo è il vento sul viso
    il mare risacca lontano
    lontano
    rimestando ciotoli sparsi

    ti tenevo la mano
    per non scivolare
    sulle chianche bagnate
    sei morta a vent'anni
    e non t'avevo cercata
    l'ho chiesto
    all'impiegata delle tombe
    dove era perso il tuo marmo bianco
    mi ha guardato con i tuoi occhi
    lunghi e orientali
    come quelli delle donne nei paesi di mare
    che spiano dal buio delle porte socchiuse
    su vicoli e muri accecati dal sole
    dipinti di bianco
    freddo è il vento sul viso
    mentre andiamo su chianche bagnate
    ti stringi per non scivolare
    come un canto arabo una madre richiama il bambino
    quando il sole sparisce

    adesso dobbiamo andare.
    Composta domenica 12 dicembre 2010
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      Scritta da: Salvatore Coppola
      in Poesie (Poesie personali)

      Chiamami

      Ho bisogno di te,
      ho voglia di sentire
      il tuo respiro,
      il tuo profumo.
      Se potessi carezzare
      le tue mani è,
      portarle sul mio viso,
      toccherei il cielo
      con il cuore.
      Ti amo da morire
      ma non trovo le parole
      per dirtelo.
      Vorrei fermare il mio tempo
      accorciare la distanza
      fra me e il luogo dove tu ti trovi.
      Basterebbe un tuo cenno,
      un qualcosa, anche un timido sguardo,
      perché io possa capire,
      che anche tu mi ami.
      Ed io verrò a cercarti
      anche in capo al mondo.
      Chiamami! Ho bisogno di te!
      Chiamami!... Ti amo.
      Composta venerdì 14 gennaio 2011
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Abbiamo trafitto una foglia secca
        piena di vene ricche di tempo.
        Nelle pietre del nostro muro
        i fossili ci ricordano la storia.
        Ascoltiamo gridi di sciacalli
        nella notte antica d'una grotta
        scavata con mani tremanti
        da chi era nostro padre.
        L'ombra dei grandiosi DINOSAURI
        è racchiusa ancora sulla roccia.
        Le orme richiamano il mistero
        di un uomo maturato con le pietre.
        Oggi seduti su antichi scogli
        ascoltiamo respirare il mondo.
        Il serpente e la tartaruga
        li portiamo dentro
        simboli di una voce
        onnipresente.
        Abbiamo trafitto una foglia secca
        leggendo fossili di un tempo.
        Siamo ancora bimbi
        immaturi
        per rispondere a domande
        eterne.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)

          Sotto i pioppi

          Un disco rotto sulla riva del fiume,
          un frigorifero pieno di fango
          un cappello pieno di erba nuova
          tante margherite da guardare.

          Camminiamo sotto gli alti pioppi
          bagnati dalla luce pomeridiana.
          Il cane corre dietro falsi odori
          come la memoria che ci lascia.

          I ciotoli del fiume sono il tempo
          levigato da sudori umani:
          alcuni sono come la luna piena
          altri uova ancora da maturare.

          Lo sguardo naviga col fiume
          il cuore scorre verso l'orizzonte.
          Un passero si posa sull'albero,
          l'anima gioca a girotondo.

          Camminiamo sotto gli alti pioppi
          assaporando un futuro più umano.
          Il presente non pesa nel cuore:
          siamo rimasti soli a meditare.
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Mi acompagna il fiato del mio cane
            in questo sentiero di pietre antiche
            dove la luna saltella in pozzanchere
            insieme alla rana e al suo amico.

            Il cane rincorre l'ombra della notte
            nascosta in odori di angoli morti.
            Il mio sguardo si perde nei colori
            di un tramonto che bacia il giorno.

            Quanti fantasmi danzano negli occhi,
            quanti fiori sorridono al passo lento
            di un uomo che sogna un nuovo mondo
            fatto di filosofi e poeti attenti.

            Mi accompagna l'ombra di me stesso
            sul sentiero del ritorno a casa.
            L'ultimo passero si rifugia nel nido
            aspettando la luce che lo richiami.
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              Scritta da: angela300
              in Poesie (Poesie personali)

              Pensieri

              sono nata dall'amore, e cresco nell'odio!
              come possono due cuori generare dolore, tristezza e infelicità,
              amo la vita, amo i miei figli, amo il mio prossimo,
              mi sta uscendo una lacrima,
              dal mio cuore arido e secco e nata una speranza,
              forse anche dall'odio può nascere l'amore!
              Composta domenica 2 gennaio 2011
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                Il compleanno

                Questa sera un po' depresso
                Resto al bordo del mio letto,
                sono incerto sul da fare:
                Dormire o qualcosa ideare?
                Ora il pendolo s'è desto
                E rintocca mezzanotte.
                La mia sposa è già dormiente,
                io mi stendo lentamente.
                Poi mi alzo, pian pianino,
                per lasciar tranquillo il nido,
                al mio tavolo m'accosto
                e comincio con far lesto
                la stesura di quest'inno
                pel vegliardo novantenne.

                Zio Gustavo uomo retto
                Dal suo fare quasi perfetto
                Ha saputo col suo stile
                Superare il tempo ostile.
                Nel decorso di sua vita
                Ha sofferto e ha patito
                Ma ha saputo degnamente
                frenare cuore e mente.
                Tempo, oggi, dell'avvento
                Captato ha l'evento
                Radunando al suo cospetto
                Tutti quelli ch'à nel petto.

                E con stima e con amore
                Dal profondo d'ogni cuore
                Noi porgiamo l'augurio
                In questo giorno di tripudio.
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