Poesie personali


Scritta da: Kagib
in Poesie (Poesie personali)

Fuoco nel fuoco

Ancora una volta strappo pagine della mia anima
e le riconsegno al fuoco dal quale erano scaturite
cosicché nel loro inizio trovino compimento.
Parole, gesti, sospiri e respiri soffocati,
sguardi che di parole non avevano bisogno...
tutto in quel fuoco, perché purifichi il "peccato".
Eppure non c'è differenza nel sentimento,
che sia esso libero o assolutamente vietato
non cambia l'amore che dirige i suoi passi.
Ma chi non ti conosce, amore, non può capire,
e non possiamo pretendere ciò che non si può
solo perché tu sei cieco ed io un folle.
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    Scritta da: Nello Maruca
    in Poesie (Poesie personali)

    Il grande

    Se vuolsi propalar d'animo eccelso
    produrre non convien ch'à scarna mente
    ché da tal labirinto sarebbe insulso
    lo districar mancando lo previdente.

    Qui m'appropinquo a dir di galantuomo
    sfrontato qual son'io, senza ritegno,
    lungi da foggia di forzuto uomo
    così, dell'Insigne che scrivo, non son degno.

    Lo cor ch'è d'alto rango, in gentilezza,
    spinge la mente reietta a darsi vanto
    che bassa non è ma di mezzano razza;
    scuotesi, indi, e al cor pretende conto.

    Poscia la mente corre al prim'incontro,
    rivive i prim'attimi e al ricordo
    s'affaccia del viso al sorriso pronto,
    alla dolcezza del sincero guardo.

    Accline alla bisogna, protettivo,
    negazione mai proferisce verbo
    ché per altrui l'amor che porta è vivo;
    nel dir di sentimento nutre riserbo.

    Convive le tre virtù teologali:
    la Fede, la Speranza, la Carità.
    gli uomini, per lui, siam tutti uguali,
    e l'alma ha pregna di magna bontà.

    Parmi aver già scritto ch'è galantuomo
    Sconvenevole tacer ch'è anco gentiluomo.
    Composta giovedì 4 febbraio 2010
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      Scritta da: Nello Maruca
      in Poesie (Poesie personali)

      XCV

      Avendo maggior quiete l'alma toccato
      Per dell'anno lo primo ciclo di studio,
      per sua determinazione e grazia di Dio,
      degnamente masticato e superato,

      di ritorno a casa, un poco affaticato
      e ancor turbato per continuo rodio
      da fort'ansia che nutrice nutre nell'io,
      pel grave presentimento palesato

      affretta il passo ad accorciar la via,
      per porsi accosto all'affettuosa
      donna di languido seno, in nostomania.

      All'apparire della campagna erbosa
      Chetasi l'esagitato, nobile core
      Scevro di colpa, colmo di calore.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        XCIV

        Se vero è che chi semina raccoglie
        Diversamente non può, quindi, porsi
        Avere i pomi e giammai i torsi
        Chi del dovere le fatiche sceglie.

        Se, poi, del bene l'indirizzo coglie
        l'intimo non è tocco di rimorsi
        è pensieri la mente nutre inversi
        Che se ribelli, annulla e scioglie.

        L'unità di misura è certo colma
        e, lo contenitore non è raso
        Se a fatica si dona corpo e alma.

        Indi temere non avere il colmo
        Lo può lo portoghese d'ozio invaso,
        non chi di pregio grande quanto l'olmo.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          XC

          Se di Machiavelli e Tasso hai tanto
          Detto scarsa mi pare la descrizione
          Dell'Ariosto, gradirei più spiegazione
          Perché, pur'egli, di grand'uomo ha vanto.

          Nella foga del dire, poi, di cotanto
          Senno m'è svanita dissertazione
          Ma ora ne fo ampia ricostruzione
          Pure declamando d'Orlando qualche Canto.

          Fu capitano della rocca di Canossa
          E s'innamora d'Alessandra Benucci
          Già sposa del mercante Tito Strozzi;

          Diviene poco dopo sposo d'essa.
          Di Satire due dirette ai Malaguzzi,
          nell'altre di curie dice fatti e pasticci.
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            LXXXIX

            L'ansia è una iattura tante volte
            Strana che l'umanità tutta pervade
            E inesorabilmente sull'essere ricade
            Dando all'esistenza perverse svolte.

            Come dal ciel le nubi il vento ha sciolte
            Così l'ansia dal cuore ai piedi cade
            E l'animo qual miracolo l'evade
            E mente repentemente idee ha colte.

            Indi, lo giovane serioso e mesto
            Ove ha segato introduce innesto
            E dice di Tasso, Machiavelli e Ariosto.

            Del cinquecento, dei Grandi, linee traccia
            Spingendosi più avanti del richiesto
            E di disquisizione impronta lascia.
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              Scritta da: Nello Maruca
              in Poesie (Poesie personali)

              LXXXVIII

              Non ti crucciare senz'alcun motivo
              E i pensieri cattivi scaccia da mente
              Ch'essi sono tignola invadente
              ad attristo di qualsivoglia viso vivo.
              Ogni casato possiede un distintivo
              Il nostro, nel mezzo, evidenzia niente
              E ancora peggio lo vedi, specialmente
              Se lacrima lo cuore ed è emotivo.

              Immane è la nostra disgrazia
              Ma è pur vero che nella sfortuna
              Dio ci ha omaggiato pure qualche grazia.

              Dalla vita prendiamo quel ch'è meglio,
              scacciamo le miserie una a una
              e teniamo lo spirito alto e sveglio.
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                LXXXVII

                Avendo sciorinato esperta dottrina
                Pago e lesto s'accinge a rincasare
                Che di buona nuova vuole spalmare
                Colei ch'arrabatta tra campo e cucina:

                Per tranquillità vuol dir come cammina
                E non cantare di se e se vantare
                E manco per pettegolezzo raccontare
                Ma solo serenare di casa sua regina.

                Sicura, figlio, del tuo buono andare,
                forte serpeggiami un presentimento
                che dire vorrei ma non so spiegare.

                È come se in fondo a dritta via
                Calasse un improvviso oscuramento
                E ti smarrissi nell'oscura via.
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