Poesie personali


Scritta da: Sir Jo Black
in Poesie (Poesie personali)

... è dolore!

Dentro la pazzia è dolore:
uccido
noi...
in un volo, sangue.

Perché sei voluta andare?

Fuori la pazzia è dolore:
cammino
io...
in uno spazio, vuoto.

Perché sei dovuta andare?

Dentro la pazzia è rosso,
malsani pensieri
costruiti.
Dolore.

E tu sei via!

Fuori la pazzia è grigio,
antichi sogni
infranti.
Dolore.

E tu sei via!
Composta venerdì 11 marzo 2011
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    Scritta da: geggio
    in Poesie (Poesie personali)
    Tante volte non si ha il tempo
    e si vuole fare tutto

    tante volte si ha il tempo
    e non si vuole fare un cazzo

    tante volte

    sei tu a decidere

    fottitene del tempo
    fottitene del resto

    entra nella tua mente

    vivi come è meglio vivere per te
    vivi non per gli altri

    così facendo
    troverai la strada

    liberati.
    Composta martedì 29 marzo 2011
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      Scritta da: Rossella Porro
      in Poesie (Poesie personali)

      Mai arriverà...

      Mai arriverà la pioggia
      a placare la sete
      e continuare tra stanche
      dune
      l'eterno viaggio
      senza meta
      seguire
      l'ultima stella della notte
      che arde
      prosciugando
      quelle calde
      goccie di lacrime
      di laghi ormai
      esausti
      chiusi nel profondo
      abisso di un niente
      che nasconde
      inaccessibili mondi
      e vagare
      senza più voglia alcuna
      di cercare...
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        Scritta da: Jen
        in Poesie (Poesie personali)

        Catarsi dell'Angelo

        Guardai negli occhi un Angelo e vi vidi
        una lacrima densa di dolore.

        Racchiuso nel tormento di un'anima umana,
        sentii il battito del suo dolce cuore divenire
        lacerante sotto l'oppressione
        dell'unama esistenza.

        Caduto era quest'Angelo nel vortice
        dell'amara solitudine che trascinava
        il suo spirito sotto l'incommensurabile
        peso delle realtà della vita.

        Candide piume tinte di sangue e gocce
        di vita si posavano sull'inospitale suolo
        in cui, tu Angelo, in ginocchio, attonito fissavi
        il Cielo e mentre il leggiadro Etere
        accarezzava il tuo volto, un fascio di luce
        avvolgeva il tuo essere e un sorriso di
        gratitudine illuminava il tuo viso.
        Composta venerdì 11 marzo 2011
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          Scritta da: SAVERIO FERRARA
          in Poesie (Poesie personali)

          Mani

          Ti tendevo le mani
          per aiutarti ad alzare.
          Ti tendevo le mani
          per insegnarti a camminare.

          Ti davo sicurezza
          nei piccoli passi.
          Mi restituivi la gioia
          correndo tra i sassi.

          ... Le fragili gambe
          sono vigorose ed energiche,
          mentre le mie
          sono deboli e stanche.

          Dammi una mano,
          ho bisogno di aiuto.

          Mi dai una mano?

          Grazie figliolo,
          adesso va meglio...
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            Scritta da: Francesca Zangrandi
            in Poesie (Poesie personali)
            Cosa siete dunque voi?
            Non siete più nulla.
            Non sapete più cosa sia l'amore.
            Quel tipo di amore che scava qui, nella pancia, dove fa male.
            Quell'amore che ti spoglia e giunge dove non ci sono più barriere.
            Questo amore conosce tutti i segreti, non quelli detti, ma quelli silenziosi.
            Conosce il suono che emanano.
            Conosce il rumore, il boato più profondo dell'altra persona.
            La fragilità, essere esposti e lasciarsi curare.
            Sentire la stessa nudità nell'altro.
            Ma questo può accadere solo se prima hai scavato in te, se prima hai guardato e accettato il tuo essere, se sei stata sola e comunque riuscivi a vivere.
            Sai cosa vedo in voi?
            Vedo due individui che stanno insieme nella loro merda.
            Vedo lui che non può aiutare te perché non sa nemmeno come fare ad aiutare se stesso e vedo te che crolli perché non sai aiutare lui e nemmeno te stessa.
            Sento il vostro silenzio, non quello superficiale, quello intimo, profondo.
            Non vi dite più chi siete forse perché nemmeno voi riuscite più a vedervi.
            Siete soli...
            Composta venerdì 11 marzo 2011
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              Scritta da: simojlbne
              in Poesie (Poesie personali)

              Lina

              Il pianto sferro
              all'immenso dolore
              che il pensier cagiona
              se improvviso invade
              il tuo bel viso la memoria
              a pugnalar violento il petto,
              e sgorga forte,
              in salati fiotti
              e scuote le membra
              e brucia il cuor
              che a lungo stento ritrovar riposo.
              Allor m'avvio all'arida zana
              dove secco e sodo è il terreno fenduto
              e mai nessuno appare che
              nulla attrae di simil luogo,
              avverso e remoto,
              le grintose genti,
              e sol'io la polvere impronto
              di friabili orme.
              Qui vengo a trovar sanità
              dai grevi pensieri
              e le ferite curar
              giù lento calando
              per la buia cuna di siepi e spine protetta,
              dove sempre rampolla novella speranza
              a inondar sù
              la secolare zolla.
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