Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Prigioniero di questa sera

Prigioniero di questa sera
distratte le vigili ombre
tiro le somme del giorno
stappato ad una vita infeconda.
Quanto ho perso, quanto ho guadagnato
quanto sudore di pena è grondato
da questa sterilità straripante!
Qui il corpo, fermo e pesante,
l'anima che all'alto aspira
bipede non si è staccata in volo:
la gravità si fa sentire
le esili ali sono fragili e deboli
per vincerne spinta e resistenza.
Si spoeta la vita tra stupori.
Mentre ne rileggo il peggio
una solitudine mi riabbraccia
nessun fumo di morgana
resta nella mano se tenta di afferrarlo
l'informe sostituisce ogni forma
che si delinei col suo contorno
i cristalli pure opacizzano
se incolumi superano urti mortali,
poco o nulla da franamenti e smottamenti
si recupera e resta utile
e sempre è raro che da'incidenti
sortiscano benefici venturi.
Se si svuota nel tempo
la cassaforte delle illusioni
la miseria si diffonde
e un'angoscia resta nel cuore.
La vita desiderata è appena
una finta proiezione di sogni.
Pusillanimi si sosta davanti alla porta
della verità senza mai entrarvi
sbirciando dalla toppa
vedi chiuse le finestre
del passato e del futuro
da qualche oblò forse appena giunge
un timido raggio di presente.
Non vi è salto che ci sbalzi nell'aldilà
alla deriva, in un mare di interrogativi,
tra maree di oscurità e sprazzi di luce
naufraghi galleggiamo inzuppati di paura.
Non c'è transumanza o traslazione
che ci adduca nei cambi di stagione
del cuore a prati di serenità e quiete interiore.
Composta domenica 2 ottobre 2011
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    Scritta da: Giulia Guglielmino
    in Poesie (Poesie personali)
    ... Derubata di parole che custodiva chiuse gli occhi.
    Nel buio dentro di sé ripercorse quegli attimi lunghissimi...
    l potere sfiorare così tanto calore senza farsi male.
    Il bisogno di cercare quell'atmosfera delicatamente rossa.
    ... Derubata di parole dalle sue labbra
    mise a tacere il suo cuore impazzito.
    Composta lunedì 3 ottobre 2011
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      Scritta da: Zarky
      in Poesie (Poesie personali)

      Il tuo Cuore

      Vita mia al sorgere del sole,
      albeggiano i miei occhi pieni d'amore,
      così tu inizi a riscaldar il mio cuore...

      Fiore sgargiante di aromi profumati
      gentile donzella di lucenti sorrisi,
      occhi splendenti dal cielo cullati
      in me i tuoi sguardi ormai sono incisi.

      Il mio amore puro e impetuoso
      come un fiume discreto e maestoso,
      sgorga sublime e incessante
      dalla preziosa e cristallina sorgente.

      Nella notte dall'alto sguardi incantati
      vedono il risuonar di baci sfavillanti,
      che echeggiano lontano canti d'innamorati,
      donando al cielo nuovi astri brillanti.

      Il tuo Cuore,
      un clamore
      di stelle e candore
      mi ha donato il vero Amore.

      Un romantico perso nei tempi.
      Composta sabato 1 ottobre 2011
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        Scritta da: Rosarita De Martino
        in Poesie (Poesie personali)
        Di mano in mano corrono
        ceste di uva profumata
        e s'intrecciano sorrisi.
        La vigna generosa
        regala grappoli maturi.
        Ferve il lavoro
        traboccano di uva
        i fusti colorati.
        Il sole di Sicilia accarezza
        i tralci.
        I pampini, rossicci, vividi,
        s'incendiano alla luce.
        Mi fermo, vedo i fratelli
        e "vendemmio" sazia
        il rosso fiore della gioia.
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          in Poesie (Poesie personali)
          Spegnendo la radio posso sentire la mia mente
          la mia anima ti sta chiamando così forte
          ed è il mio avviso
          è la gabbia per la mia anima
          è il mio filo che corre
          è la mia ombra che si condivide
          e che copre i miei occhi da ciò che ho conosciuto di diverso in te
          dai diversi paradisi che ho raggiunto
          e null'altro che ho lasciato è in tempo per me...
          Ragazze della rotonda
          è una specie di gioia di facciata
          è una sorta di rifugio per gli occhi
          così come sono un rifugiato in te
          ragazze della rotonda
          sembra che si muovano come scogliere
          sembra che preghino qualcuno in un modo speciale
          sembra siano sempre sole e scure di dentro
          posso leggerlo nei loro occhi
          nei tuoi occhi...
          Come le ragazze è la mia preghiera
          il mio desiderio di un trasferimento fisico in quel modo
          in una spettrale domenica al lavoro
          e schifando tutto ciò che toccherei invece che te...
          Come queste ragazze può essere la mia pazzia
          la mia solitudine nei miei cuori
          posso toccare molto di più di ciò che toccherei
          e distruggo me stesso nell'attesa
          in un'altra soluzione temporanea
          in un altro salvataggio dalla confusione
          in un matriarcale carico di delusione
          che posso toccare già solo toccandomi...
          E posso chiederti tutto ciò che vorrei...
          Nessuna risposta sarà chiara né chiarirà la mia mente di bombe
          così che io possa avere una corsa con i demoni della distanza
          così sarà ovvio aspettare ancora e ancora
          dalle montagne verso il mare per sentire più di ciò che posso vedere
          dagli altri fin proprio dentro me...
          Solo io dentro te come in uno specchio...
          Posso rimanere per molto tempo steso sotto di te
          posso costruire la mia casa
          posso autografarla e ridere per niente
          è giusto cenare per il senso di cercare di parlare
          con gli attori che possono venire attorno alla solitudine che sento
          proprio quando sto senza di te
          quando mi chiamo col tuo nome
          e così tanto parlare non può essere una soddisfazione
          non è una pura e semplice equazione
          non è una regolare considerazione
          che ti possa clonare nel mio cuore di distruzione
          temo che possa lasciare le mie lacrime andare in azione
          cercando di porre in esse un'altra ispezione
          verso la fulminea ombra di disperazione
          che mi chiama dentro
          ricordandomi la celebrazione d'ogni giorno
          e declinando verso il limbo ogni pensiero perso in cambiamenti
          non è giusto che io possa cambiare il senso di vivere
          non è vero che io non possa andare nell'oscurità spirituale per te...
          La posso trovare la vita del mio corpo
          posso ascoltare i tuoi sogni
          e i tuoi desideri di ritornare
          scontrarsi con l'apparenza del viaggio...
          Lascia i tuoi sensi liberi di fare...
          Fa' che non t'importi di ciò che dicono
          ascolta solo il tuo cuore...
          Il tuo doppio cuore per le tue maschere...
          Le tue doppie sensazioni in questi tempi...
          Un occhio per me può essere sufficiente
          proprio una ragazza della rotonda può allargare il suo occhio
          può lentamente parlare toccando la mia maschera
          posso lasciare che il suo viso tocchi la mia mente...
          Per la pace più importante.
          Composta venerdì 30 settembre 2011
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            in Poesie (Poesie personali)

            Acqua libera

            Odo nei timpani il fruscio della privazione
            negli occhi la polvere rossa
            nei capelli il vento polare
            nelle mie marce la voglia di prenderti.
            Come un cieco saresti per me tatto e memoria.
            Ho le mani aperte dal dolore.
            Non voglio più patire,
            se chiudo gli occhi vedo quello che vorrei.
            Non ci sei mai perché?
            È troppo tempo ormai che sento
            il calore suonare come la sirena del porto.
            Curami questa ulcera nello stomaco,
            Disseta questa bocca desiderosa,
            Calma questi atomi ribelli.
            Insultami, prendimi a calci, graffiami.
            Non sento più in sangue nelle braccia.
            Vedo l'ombra che mi perseguita,
            un velo nero mi lega i polsi.
            Uccidimi se puoi,
            voglio fisico trapasso
            anima come acqua libera.
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              Scritta da: Beppe Cantarella
              in Poesie (Poesie personali)

              Autunno

              Quelle madri dei marò
              che sul finir d'autunno
              dai banchetti dell'impavesata
              tornano a questi moli
              per raccontar di figli
              regalati tutti al mare

              solo danze consolanti
              di gallinelle e folaghe
              sotto nuvole settembrine
              appaion d'improvviso
              contro quest'afa
              che ci rallenta il tempo

              quando lo zefiro si cheta
              e immobilizza l'umido
              nel sale della darsena
              quasi a voler spiare
              i domenicali furti
              dei girovaghi turisti.
              Composta lunedì 8 novembre 2010
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