Poesie personali


Scritta da: Salvatore Coppola
in Poesie (Poesie personali)

Le mie emozioni

Sto vivendo
una magia,
la mia magia.
Nata
negli alti vertici
del mio immaginario
dove il tempo
si ferma,
gli occhi
si leggono,
è la tua mano
con la mia
si stringono.
Perché tu sei
il mio giovane amore,
o forse;
sei più di tutto questo.
Sei più
delle mie speranze.
Sei più
dei miei pensieri.
Sei tu
la mia evoluzione,
sei la magia
che accende in me
fiamme di passione.
Tu sei quel sole
che oggi da calore
al mio disordinato cuore
rendendolo ricco di emozioni.
Composta giovedì 29 settembre 2011
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    in Poesie (Poesie personali)

    A Te

    Sta piovendo fuori sono alla finestra
    le gocce di pioggia le mie lacrime
    per te che sei lontano solo il mio cuore
    ti raggiunge in questa notte uggiosa
    esco da queste mura che mi tengono chiusa
    esco sotto queste gocce di lacrime solitarie
    cielo senza stelle mi nascondi nella tua oscurità
    tra le gocce volteggio sognandoti tra le lacrime
    solitarie e indifese vorrei i tuoi occhi per vedere
    le stelle quella luce sola malinconica e magica
    per questo grande amore notte senza luce e sogni
    che non raggiungo vorrei che tu fossi qui per stringerti
    e dire sono viva e ti amerò per sempre
    resto fuori questa notte di lacrime immaginandoti
    accanto a me.
    Composta domenica 16 ottobre 2011
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      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      Per te

      Se potessi fermarti un attimo,
      bloccare la tua corsa,
      la tua inquietudine,
      il tuo nervosismo,
      lo farei,
      inventandomi un mucchio di parole,
      cercando quelle giuste per te,
      per farti pensare,
      parole un po' sensate,
      un po' pazze,
      un po' artiste,
      parole strane,
      per farti riflettere;
      se potessi farti scendere giù,
      dal tuo mondo chiuso,
      dalla luna, in cui ti rifugi
      a volte,
      e non vuoi tornare sulla terra,
      se potessi farti scendere,
      lo farei,
      cercando per te,
      parole d'amore,
      col cuore in mano,
      parole semplici,
      di quello che sento,
      che provo;
      se potessi farti capire me stesso,
      e il bene che ti voglio,
      lo farei,
      per restare,
      per non essere dimenticato,
      da te;
      per te,
      per te,
      farei mille cose,
      lo sforzo
      di dire sì,
      per fare posto a te.
      Composta domenica 16 ottobre 2011
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        Scritta da: Salvatore Coppola
        in Poesie (Poesie personali)

        Uno strano senso

        Cosa è rimasto
        dunque...
        di me, di te, di noi.
        Se non questa notte nera,
        spenta, è senza luna.
        Cosa è rimasto
        dunque...
        di un canto d'amore,
        privato delle note
        manoscritte dal cuore.
        Cosa è rimasto
        di noi, dunque.
        Se non lo spettro
        di un cancello,
        rugginoso e chiuso.
        Se non la fine
        di un progetto.
        La visione astratta
        di una casa,
        di un fiorito giardino,
        del desiderio
        di metter su famiglia.
        Cosa è rimasto dunque,
        niente, è rimasto.
        Solo lo spettro
        di un cancello chiuso,
        la fine...
        di un progetto d'amore,
        di un amore ormai stanco.
        del sonno di due cuori sfibrati
        del decadimento
        di due corpi...
        miseramente stremati.
        Niente dunque è rimasto,
        di te, di me, di noi.
        Niente...! Niente... dunque;
        solo una gran voglia di evasione,
        da questo strano senso di solitudine.
        Composta sabato 15 ottobre 2011
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          in Poesie (Poesie personali)

          Sentori autunnali

          All'esordio di un primo tempo autunnale
          ancor tiepidi da flottiglia di nubi
          trapelano indeboliti raggi di sole
          rutili fronde perseguita un vento
          scorazzando tra viottoli avvinati e fumosi.
          Ogni pigna è già mosto; pronti ad essere colti
          brillano melograni prunosi
          scoppiettano le prime caldarroste odorose
          inizierà a breve il giro dei frantoi.
          Si dipana ancora il filo che corre
          tra l'ieri l'oggi e il domani:
          cambia modo e tempo la vita
          si avvicendano scenari di natura.
          Tutto si aggiorna e muta, nel cuore
          qualcosa si perde, qualcosa si aggiunge
          segue imperterrito il tempo Il suo istinto
          che innato e maligno, senza posa,
          demolisce spiuma e polverizza.
          Nell'oltre vuoto o nel supervuoto
          ci saranno cambi di stagione?
          Chissà come stanno le cose:
          non deve esserci molta differenza
          per chi neppure impenetrabili ombre
          di accadimenti vede passare.
          È nell'annuncio che nasce un fremito
          poi in più nulla ci si attuffa, dopo la vampa
          vissuto l'acceco tutto rattrappisce
          come in ogni vita ignota e impallidita.
          Composta mercoledì 5 ottobre 2011
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            Scritta da: Beppe Cantarella
            in Poesie (Poesie personali)

            Cerchi nel grano

            Connessioni in rete
            di fantasmi bracconieri
            e stercorari in volo
            come falchi pellegrini
            sulle mulattiere al sole

            interruzioni d'energia
            nello stridore di mille
            marranzani eolici
            come rivoluzionar di pale
            d'altari e ficodindia

            assemblaggi di memorie
            negli acquazzoni estivi
            su cerchi di grano
            come segnali forieri
            d'un alieno futurismo.
            Composta sabato 1 maggio 2010
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              in Poesie (Poesie personali)

              L'amore che salva

              Il mio bisogno di te,
              come petali che coprono il viso
              da triste malinconia.
              Se mi dici che mi ami
              Sento il mio cuore schiudersi all'amore
              Sei pregiato diamante
              Latte materno che nutre negli occhi.
              Il volto del Salvatore nell'alta marea.
              L'alba dopo il notturno patimento.
              Giorno di riposo
              Per le braccia deboli,
              le gambe deboli.
              il dormiveglia della coperta
              aspettando che arrivi
              la dolcezza di due mani che si baciano.
              aspettando che arrivi
              l'amore che salva,
              brutti pensieri,
              giorni da cancellare,
              immagini da schiarire.
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                Scritta da: mcfreud
                in Poesie (Poesie personali)
                ho perso una poesia stanotte, con essa i miei versi, quelli più cari, c'era il mio animo più intimo con i miei colori più rumorosi, ma non ho perso il tuo corpo, che i miei occhi vede in tutti gli orizzonti, non han parole le mie pupille che la focosa voce della tua bocca, non ho lucentezza nello sguardo se non lo specchio della tua anima, non ha vista il mio uomo senza una parte infinità della tua donna.
                Composta mercoledì 5 ottobre 2011
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                  Scritta da: Fosca
                  in Poesie (Poesie personali)

                  L'ingenua amante

                  La vita la rapiva
                  I vizi la governavano
                  Le voglie non la saziavano

                  I dolci occhi ingannati da
                  brevi momenti di superficiale felicità
                  l'escludevano ogni via d'uscita.

                  Il dolore l'era amico
                  La tristezza madre
                  L'odio padre

                  Una tumultuosa tempesta
                  annuvolava la verità

                  Rumurosi tuoni
                  opprimevano le grida pietose

                  Il ghiccio sotto le giunture
                  diventava sempre più sottile

                  La primavera sbocciò
                  lasciando stupore e vergogna
                  negli amari ricordi di un solitario
                  Amore
                  che Amore non fu.

                  Ma l'ingenutà l'abbandonò
                  lasciando posto ad un giudizio
                  Severo, portatore di chiarezza
                  durante il vicino inverno.

                  Questa è la storia dell'ingenua amante
                  Vittima di se stessa,
                  suo miglior nemico.
                  Composta domenica 11 settembre 2011
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