Poesie personali


Scritta da: manu1976
in Poesie (Poesie personali)

Ripensami

In un sogno incantato.
Sognami.
In una giornata di sole o di pioggia.
Ricordami.
Tenendoci la mano.
Guardandoci negli occhi.
Sorridere dei pochi attimi.
Di felicità.
Passati assieme.
Di quei piccoli istanti.
che sono state eterne.
Per me...
Ripensami e anch'io lo farò.
Lasciando da parte l'orgoglio.
Posto in un angolo.
Dei nostri cuori.
Facendo riaffiorare.
L'amore che è dentro di noi.
Composta mercoledì 28 settembre 2011
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    in Poesie (Poesie personali)

    Un uomo e una donna la storia continua...

    Un uomo e una donna,
    due vite diverse,
    vissute ogni giorno,
    routine parallele,
    i figli, il lavoro,
    la moglie modello e
    marito perfetto,
    l'incontro casuale
    voluto e sperato
    si spettina tutto e
    di colpo una frase
    e poi una domanda:
    avresti pensato
    che da questa storia
    nascesse un legame
    forte e leale
    fra un uomo e una donna?
    la storia continua...
    Composta mercoledì 28 settembre 2011
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      Scritta da: M. Spagna
      in Poesie (Poesie personali)

      E ti lascio

      L'amore gira a guardarci insolenti
      E lo sento
      Ma ora non lo ricordo più
      E rispondevo
      Ai miei nervi tesi e spesi per te

      Penso a come tutti siamo ciechi
      Ubriacati da amori incolore
      E spezzati
      Nel contorno di un fiore
      E scocciati
      Perché scacciati per pronta carità di una storiella

      Tradimenti
      Piccoli, fuori mano, truffaldini e caldi
      L'amore guardava
      L'amore scieglieva
      Quante ossessioni vedevo sui volti
      Delle passioni insuperabili e impastate

      Il passo di un tempo andato
      Fa il giro del mondo
      Ed io che pensavo di essere il primo degli ultimi
      "Mi sbagliavo anche questa volta!"

      Ora l'amore è ferito
      Mi sento nudo della mia anima
      A prendere ogni pezzo di pena
      Allo scoperto
      Mi sento una piccola palma
      Sventagliata e struccata dal sale
      Mi sento un bambino
      Perduto e strappato dalle mani di una madre
      E lascio
      A te, quel che ho patito di me che tanto sai

      Credo in un amico che viene da fuori
      E non da dentro
      La soglia dei consigli nella quale doveva apparire
      La persona fedele che si steccava una sigaretta in compagnia
      Senza indirizzo
      Ad accorgersi del cuore accanto
      Senza indirizzo
      Senza una strada a sfera
      Presa più velocemente di quel che era...
      UN DESOLATO "FANCULO" DI CERA

      Mi lascio incompleto
      In un scialbo soffitto e una credenza disordinata
      E lascio
      A te, quel che ho patito di me che tanto sai

      L'amore è ferito
      Forse un lieve accenno di rimprovero
      Chissà se ritroverò ancora l'emisfero?
      Di quel qualcosa cerebrale e in più del rivoluzionario battito in picchiata

      Forse quel giorno
      Ricomincerò a capire tutto questo e quello che l'ultimo dei primi insegna
      "Resisti, esisti, tu sei ogni passione e nulla potrà reprimerti!"
      Composta domenica 25 settembre 2011
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        in Poesie (Poesie personali)

        Ho scelto per te

        Ho scelto per te
        un caldo giorno d'estate.
        Te ne stavi aggrappato
        al mio cuore
        ma il dolore
        non voleva lasciarti
        e così
        ho fatto in modo
        che tu lasciassi lui
        quaggiù
        con noi
        su questa terra.
        Per questo
        ho scelto io per te.
        In un soffio
        hai avuto le ali
        e hai ripreso a volare
        senza meta
        né tempo
        mentre ancora calpesto
        schegge
        di vita lontana
        nel ricordo di te.
        Ho scelto per te
        quel giorno.
        Tenevo
        la tua piccola vita
        tra le mani
        e sapevo
        che non avresti più fatto ritorno.
        Composta sabato 7 agosto 2010
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          Scritta da: Salvatore Coppola
          in Poesie (Poesie personali)

          Giusto il tempo

          Avrei voluto piangere.
          Si! Piangere di gioia, e poi,
          sorridere,
          sorridere così forte
          al tal punto, da sentirmi male.
          Avrei voluto baciarti
          per sentire
          il sapore delle tue labbra;
          è poi,
          sentirmi abbracciare
          da una forte emozione.
          Avrei voluto ardire,
          stringere la tua mano,
          per sentire,
          tutto quel calore,
          che come un fiume con il mare,
          arrivasse fino in fondo al cuore.
          Avrei voluto guardare
          la tua immagine
          riflessa nello specchio,
          è il mio cuore,
          sarebbe rimbalzato fuori dal petto,
          giusto il tempo
          per dirti, che sei tutta la mia vita.
          Composta lunedì 26 settembre 2011
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            Scritta da: Vincenza Molvetti
            in Poesie (Poesie personali)

            Cuore pazzo

            Rivederti per un attimo e raccontarti del bene che ti voglio,
            leggendo nel profondo dei tuoi occhi...
            Non esiste scampo quando la mente, astuta e fredda,
            cerca di far finta di niente e mette a posto i soliti cassetti,
            sistema i ricordi come foto in un album.
            No. È già troppo tardi...
            Il cuore è ormai impazzito...
            eccolo che parte, sfreccia via, non ascolta più nessuno,
            è egoista ascolta solo sé stesso.
            -Cuore mio che ardi come il fuoco io so bene quanto soffri
            e non so asciugar le tue lacrime di sangue! -
            Ed ora ti stringi in una morsa di battiti inferociti che si incamminano velocemente nei ricordi,
            nascondendosi perfino in quelli più sbiaditi.
            Cuore mio, cuore pazzo
            ahimè quanto dolore ti avvolge,
            la mente hai ormai sconfitto e giaci lì solo,
            solo e schiavo di un amore dalla solitudine trafitto.
            Composta domenica 25 settembre 2011
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              Scritta da: Renzo Mazzetti
              in Poesie (Poesie personali)

              Povertà

              Eccola che cammina
              e nell'illusione vive
              da quando ormai nacque.
              Tutto lo splendido contorno
              non vale più niente
              e rimane il centro
              di quello che l'occhio vede
              ed il cuore ancora sente
              percepisce e piange.
              Povertà nell'animo spoglio!
              Povertà nell'anello d'oro!
              Povertà nel lindo vestito!
              Fuggiamo da questo noi stesso
              e con le scimitarre
              facciamo a pezzetti il cielo
              e gettiamoci dentro i missili
              evadendo da questo mondo.
              Le radici però rimangono
              e abbarbicate nell'oscurità della terra
              ancora trovano un po' di nutrimento.

              Illusione che vive
              e già cammina
              da quando ormai nacque
              e cercando solo la morte
              attanaglia coi denti sporchi
              putride carni animali.
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                Scritta da: Mauro Albani
                in Poesie (Poesie personali)
                Gli occhi sono velati, un alito di vento li ha appannati  la vita li ha ingialliti
                Un fuoco dentro il petto sembra un'inferno di dolore
                Il corpo si increspa sembra il mare ma senza il suo colore
                Il cammino sembra lungo ma è breve come il canto d'una cicala d'estate
                Un canto lontano ti attrae mentre una luce bellissima ti avvolge e gioca con il tuo corpo e ti solleva e ti porta lontano dalla tua vita che non esiste più.
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