Poesie personali


Scritta da: mromanetti57
in Poesie (Poesie personali)

Insonnia

Sogno, incubo,
poi insonnia feroce
mista ad un piacere strano
che invade le membra.
Il corpo agitato
giace là dove
è giusto che stia,
ma la mente vola via,
oltrepassa i confini
e giunge fino a lui,
che, inconsciamente,
la sta aspettando.
Non i corpi ma le anime
si uniscono in un abbraccio
folle e reale,
indissolubile e irreale.
E mentre cantano all'unisono,
attonite capiscono
che forse non si sono mai lasciate.
Composta lunedì 8 febbraio 2010
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    Scritta da: mromanetti57
    in Poesie (Poesie personali)

    Il bacio

    Era ormai nell'aria per entrambi,
    e battea le ali.
    Finché s'erse, s'impennò...
    e poi cadde con dolcezza.
    Quindi a lungo indugiò
    a suggellare quell'istante
    per un tempo interminabile.
    E i cuori in coro
    s'innalzarono eterei
    e volarono in alto
    fino nel firmamento
    dove diventarono
    eterne e inscindibili stelle.
    Composta sabato 22 maggio 2010
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      Scritta da: Simone Ficara
      in Poesie (Poesie personali)

      Desiderio e realtà...

      Alzando gli occhi al cielo stellato
      ricordo che un sogno si è appena avverato.
      Le stelle son tante ed anche brillanti
      ma come i suoi occhi neanche i diamanti.
      D'un tratto una stella lascia dietro una scia,
      sembra quasi mostrare alle altre una via,
      saranno schockate dalla celeste visione...
      Io le capisco è una cosa da pazzi,
      il cuore lui batte, ma noi siam pupazzi...
      La stella svanisce e non torna più
      ma il dolore rimane è a soffrirne sei tu.
      Nel cuore i rimpianti di una lunga giornata,
      il sogno oramai è una strada obbligata,
      ti rifugi scappando dalla realtà
      ma il cuore non mente e lei è anche là,
      e spunta d'un tratto il primo raggio di sole
      riscalda il tuo corpo ma non il tuo cuore,
      t'illumina il viso con una carezza
      la vista è sfocata non è una stranezza,
      credevi sia il sole coi suoi mille raggi
      ma una lacrima scende ricordando i tuoi sbagli...
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        Scritta da: Gattomatto
        in Poesie (Poesie personali)

        Passione

        Si è smarrito lo sguardo
        di luce abbacinato:
        la tua bellezza immensa
        mi ha trapassato l'anima
        di subito incendiata
        come fa all'alba il sole.
        Caro rimane il suono
        di parole agrodolci,
        foriere di emozioni
        nella tua voce d'uomo.
        Desiderata invano
        la tua bocca leggera
        a dispensar sorrisi
        come pioggia d'aprile.
        E carezze sognate
        ad arrossare il volto:
        desiderio e paura
        da togliere il respiro.
        Ogni spazio minuscolo
        tu hai rubato e invaso:
        reale o immaginario
        sei vivo nel ricordo.
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          Scritta da: Ciro Isaia
          in Poesie (Poesie personali)

          La voce del silenzio

          È proprio lei ed è inconfondibile, arriva lentamente
          per poi passare attraverso la tua mente.
          Man mano sale e raggiunge il tuo umore, si avvicina a te come note di canzoni che esaltano tristezza, gioia e amore.
          Ed è così che in ogni istante può diventare penetrante
          come quel vento che ci sfiora durante un tragitto importante.
          Può farsi sentire nel cuore
          e senza temerlo può generare un gran rumore.
          È la voce del silenzio che non è mai distante
          basta saperla ascoltare per poi trovarla in ogni istante.
          È quando sei solo che naturalmente
          si avvicina a te per farsi sentire chiaramente.
          Non importa se sia dolce, arrogante o dal tono brillante
          è una voce magica che nel tuo silenzio parla di te e di certo non mente.
          Composta domenica 20 novembre 2011
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            in Poesie (Poesie personali)

            Il vino benedetto

            Le guerre si sono riunite in un luogo segreto,
            cercano generali disposti a guidare le nuove sventure,
            il nuovo grande macello,
            sanno perfettamente che in troppi non aspettano altro.

            Un prete ormai dalle poche forze dice cose che forse è stanco di dire,
            si vocifera che crede e spiega ormai per abitudine ma del resto ognuno sente ed intende ciò che vuole,
            le mani giunte si sorreggono a vicenda e sorreggono i corpi di anziani fedeli,
            il cielo è sempre scuro,
            si è fermato all'inverno oppure è arrivato dai paesi del nord.

            Le chiese sono aperte per l'aperitivo serale,
            si raccomandano parole leggere ed un contegno civile,
            il vino ed i liquori sono fatti dai monaci bianchi,
            la birra è dei frati trappisti,
            la musica è organo rock,
            suonano i procol harum,
            a volume discreto,
            è tutto a libera offerta,
            il nero è gradito.
            I fedeli abituali hanno le mani giunte,
            sanno che è una messa cantata,
            molto affollata.
            Composta domenica 20 novembre 2011
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