Scritta da: Francesco Bergamasco
in Poesie (Poesie personali)
Emozione
benché piagato
dall'Io!
dal Male!
dal Pianto!
Benché
Gremito di morte...
di vita ti Nutri!
Emozione
benché Sazio...
Mai!
d'Amore.
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Emozione
benché piagato
dall'Io!
dal Male!
dal Pianto!
Benché
Gremito di morte...
di vita ti Nutri!
Emozione
benché Sazio...
Mai!
d'Amore.
Suonano a morto per un uomo ancora vivo,
suonano a festa per un uomo appena morto,
suonano a messa per i peccatori,
ed io ascolto,
sento vedo prego e bestemmio,
non rido,
qualche volta mi commuovo,
piango la mia rabbia,
che sopravviverà a me,
ma in fondo sono solo campane,
fanno il loro mestiere.
Sono stato con te tutta la notte,
su una barca, in mezzo al mare.
E ho seguito la rotta
e mi sono perso dentro di te.
Sono stato con te tutta la notte,
affacciato alla finestra,
che mi scaldavi così, con un sorriso,
che mi portavi la luna a due palmi,
che ce l'avevi negli occhi.
Sono stato con te tutta la notte,
in riva al mare,
e il mondo respirava del tuo respiro
e a me mancava il fiato,
apnee inebrianti
di mai lucida passione.
Ho sognato di te tutta la notte,
perché i tuoi occhi verdi
sono fuggiti dal Giardino segreto,
e una Natura triste ancora ti cerca,
il suo fiore più bello allieterà altri lidi,
la sua vivida gioia
tormenterà gli insensibili alla malinconia.
Ti ho amato tutta la notte,
perché il profumo dei tuoi capelli
è quello che anima le cose
e le rende misteriose e magiche,
irripetibili.
Sono stato con te tutta la notte
aspettando che ti svegliassi,
vegliando la tua anima
per preservarla dai mostri,
sconosciuti pretendenti.
Meravigliosa, raggiante
nei sogni che ho sempre sognato,
ho sognato di te tutte le notti.
Qualche volta verrò a trovarti,
in groppa all'emozione che tu sai,
al pezzo che ancora devi ascoltare,
sulle rive di un destino che non c'è.
Qualche volta verrò a trovarti,
perché so che non mi aspetti,
e godrò della meraviglia che lambisce,
luccica e risplende i tuoi occhi nel buio.
Qualche volta verrò a trovarti,
perché già ora sono felice,
perché dall'alto di un monte
ho urlato il nome del mondo
e l'eco aveva il tuo profumo,
come di mille fiori in riva al mare,
come l'autunno e l'inverno,
con quel vento freddo che riscalda.
Qualche volta verrò a trovarti,
senza far rumore, mentre dormi.
Voglio vedere come si dorme,
voglio sapere com'è quel modo segreto
che porta l'uomo nei sogni,
e lo rende invulnerabile e forte.
Voglio vedere se è vero,
voglio sapere perché
riesco a ricrearti ogni volta
nelle forme più belle che io conosca,
e ti custodisca con infinita gelosia
negli angoli più remoti di un cuore
che so che c'è
da quando ci sei tu.
Non ha dormito
forse
quella notte
o forse
si è svegliato nel riflesso grigio
e sporco
di un'alba come tante,
come era certo
di non volerne
più
vedere.
Chissà se si è tolto
gli occhiali (quelli piccoli,
da poeta romantico, da eroe
malinconico)prima di
compiere il balzo
irrevocabile
insensato
verso l'unica meta che
per lui
avesse un senso...?
Balena alla mente
talvolta
un'immagine, che attraversa
gli anni
e la selva, sempre più
fitta, dei ricordi: dolce era
il suo sguardo
lì, in fondo al tavolo
del ristorante fra i pini
(festa di laurea, giornata
fredda di febbraio)...
... dolce era il suo sguardo
e già un po' perso, lontano...
Per così brevi istanti
ha incontrato il mio,
così salde e dolorose
radici
ha messo nella memoria.
Vorrei avere tante vite,
in questa vita
ogni vita vissuta,
senza togliere niente alle altre
vorrei nascere in molti villaggi,
ricordare molti odori,
imparare da molti maestri,
pregare in molte lingue
vorrei raccontare mille storie, l'avventura e la paura,
il coraggio e la passione, le partenze e i ritorni
vorrei sfruttare tutte le occasioni,
indossare molti abiti,
interpretare ruoli,
vivere diverse città
vorrei essere me stesso, in tanti contesti, approfittando degli stimoli e dell'istinto,
portando nella memoria ogni esperienza, ogni sguardo, ogni ferita
vorrei avere tante vite,
in questa vita.
T'amo di rose rosse.
T'amo di piccole carezze dolci.
T'amo di parole nascoste dietro alle orecchie.
T'amo di attimi rubati alle ore.
T'amo di baci stirati e spazi angusti.
T'amo di lenzuola di lino bianche.
T'amo di scarpe gialle e tacchi alti.
T'amo di salite orizzontali.
T'amo di perle lungo il collo.
T'amo di intensi pizzi bianchi.
T'amo di sudore e profumi inebrianti.
T'amo di gocce lungo il petto.
T'amo di sospiri senza fine.
T'amo di sguardi sfuggenti.
T'amo di messaggi che si rincorrono.
T'amo di saluti definitivi.
T'amo di amore inutile,
perché il tuo amore è sempre lo stesso,
sempre, per tutti.
E fummo soli,
sbarcati a forza dai resti di una nave da guerra persa,
attaccati al nulla
e ciò che prima era speranza diventò terrore,
ed arrivò lo schiaffo enorme,
forte di una vita,
e fu paura di esser soli insieme,
alla catena come cani o schiavi,
la frusta dal rumor di vento faceva il suo lavoro veloce sulla pelle,
ad ogni fischio un urlo e poi un'altro e un'altro.
Quando chiedemmo d'esser rivestiti avemmo due scelte,
il vestito fatto dei fallimenti o quello delle verità,
e per l'inverno scegliemmo entrambi quello delle verità,
ci trovammo con pochi panni addosso,
e per l'estate vedemmo la nostra veste,
pesante come un'armatura,
tante erano le nostre bugie.
Oltre l'Orizzonte
"Lascia ch'io meriti il Tuo dono"
Tu che mi hai donato la vita
lascia ch'io la meriti!
Ti chiedo solo un po' del Tuo tempo...
nel mio!
Lascia ch'io sospinga lo sguardo
dove il peccato
l'Amor Tuo ha già vinto!
Dove l'umano dono
senza timor d'appello
può ricongiungersi
al Tuo eterno.
Rumore di tacchi,
passo veloce,
la fretta nel primissimo mattino.
Ha lasciato una scia di buon profumo,
scelto bene,
adatto a lei.
L'aspetta il lavoro?
Ha lasciato il letto di un amante?
Indossa la sua storia, abita la sua vita.
Chissà se vuole la mia,
per quanto può valere è gratis,
fortuna sarebbe darla a lei piuttosto che al cassonetto che ho dietro di me,
potrebbe farne ciò che vuole,
basta che non me la allunghi,
ma intanto è già scomparsa,
io mi ero già voltato,
e davanti ho ancora il cassonetto a bocca spalancata.