Poesie personali


Scritta da: L. Orlandi
in Poesie (Poesie personali)

Dialogo ai defunti

I giorni dedicati ai nostri cari, supermercati
di fiori e profumi, parcheggio completo
ed entrata affollata.

Davanti ad ogni abito marmoreo, chiacchiere
di sguardi e scambi di saluti.

Mi accerto che siano sempre lì, dove li ho lasciati
l'anno scorso, e che fiori freschi lascino, almeno
per due giorni, un ricordo del mio venire.

Cari e sconosciuti, il dialogo è nel cuore,
nel passaggio rispettoso, nel silenzio dei giorni
imprevisti e deserti, nei gesti imparati con amore,
nelle parole ripetute a distanza, nella nostalgia
dei ricordi, nello scoprire sui vostri sorrisi
un accenno alla mia anima.
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    Scritta da: L. Orlandi
    in Poesie (Poesie personali)

    Cosa c'è al termine della rabbia?

    Dopo l'ira, la furia, lo sfogo acceso
    c'è il pianto, la resa,
    l'ascolto di braccia sciolte e fragili,

    faccio, aggiusto e sistemo,
    ricomincio da qui in modo migliore,
    sono cresciuta e sono un esempio,

    imparo dai miei errori,
    una nuova carica dalla quale partire,
    sento il bisogno di fare pace.

    Assaporo il meglio dopo la rabbia
    e vado oltre.

    Cosa c'è all'inizio della calma?
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      Scritta da: L. Orlandi
      in Poesie (Poesie personali)

      In carrozza

      Mi sono ritrovata, e non
      accadeva ormai da tempo,
      su di una carrozza assai affollata.

      Sguardi assonnati,
      ombrelli gocciolanti,
      e una signora che, parlando
      con un'altra, attira su di sé
      l'attenzione di tutti.

      Prima sorrisi, poi risate
      e il mio viaggio si trasforma
      in un piacevole incontro di anime
      alleggerite dai consueti
      rituali quotidiani,
      distratte da un tono diverso
      e bisognose di
      contatto umano.

      Quel buongiorno...
      un sorriso alla mia anima.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Notte d'amore

        È Domenica.
        Si rileva nell'aria su di noi testarda
        l'irrequieta malattia ci rende estranei
        quando io le chiedo...

        "Mi aspettavo di sentire questo da te.
        Sapevo che me lo avresti chiesto,
        Giampiero!... con voce dolce... mi cerchi
        Mah!
        tu non Lo sai, di quanto io ne ho voglia
        per offrirti con i sospiri le mie carezze,
        coccole di una donna innamorata di te.
        Per amare ancora del barbi amore
        anche in questo momento brutale
        ch'annoia amaro, in noi,
        barbaramente agro d'eventi
        di più ancor nel mio cuore.
        Il nostro frutto è un dolce di more
        per rinnovare l'amore per vivere
        al meglio la serenità interiore
        quella cancrena, l'amarena della vita."

        Mi disse Rita...

        "Aspettavo di poterti dire quello
        che provo io... Lo sai, non è affatto
        semplice neppure per me e, sono tanto
        disperata per quello che ti sta succedendo!"

        Il tuo corso fai malattia ma, non dire mai che tra
        una goccia che cade e sale di continuo per un'altra
        in me tutto muore... distruggendo dentro qui stai
        deponi odio per grattare rabbia in me che voglio vivere.

        "Parkinson da me, tu stai in usufrutto!"

        Il corpo mente in questua l'anima non c'è testa
        anche se in un botto si soffre in un gogò di emozioni
        l'allegria nella quiete infesta l'aria aleatoria invano della festa
        traveggola l'erba in terra trapezia la poesia s'arma nel cuore del poeta.

        Tutto finisce d'incanto nella sera quella notte d'amore che va via
        ed, io per la vita amando idee resto a sugare la malattia che è solo mia.
        Composta venerdì 10 febbraio 2012
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          Scritta da: F. Tornabene
          in Poesie (Poesie personali)

          Una madre

          Ho visto una madre
          Mi ha insegnato a sorridere,
          Parlava un dialetto strano
          Difficile da capire
          Sembrava arrabbiata
          Mentre con le mani raccontava una storia.
          Non riuscivo a capire
          Cosa ci fosse da ridere.
          La gioia di un'amica,
          Occhi soddisfatti...
          Quasi offesa mi chiede: "hai capito...?"
          Col mio senso di colpa
          A fior di pelle
          Rispondo ingenuamente "no"
          Ma una madre sa sempre come fare
          E senza nemmeno riprender fiato:
          "guardami negli occhi e ascolta con il cuore..."
          Il resto è solo una storia
          Ma ora mi fa sorridere...
          Composta venerdì 10 febbraio 2012
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            Scritta da: Antonio Pellegrino
            in Poesie (Poesie personali)

            Inverno

            Oggi giorno freddoso, poco nuvoloso
            ogni tanto un raggio di sole accecante
            si posa di sopra

            Ma il debole vento gelido lo copre all'istante
            e fa il buio grigiastro che porta malinconia
            diventando più grigio a sfumare per l'alto
            si vede più nero di prima [grigiastro]

            Man mano si sente il fruscio del vento
            in un momento
            si percepisce
            la debole e sottile pioggia
            che tic tic crea una melodia

            È l'Inverno che suona la sua triste
            e malinconica melodia.
            Composta giovedì 9 febbraio 2012
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              Scritta da: Rossella Porro
              in Poesie (Poesie personali)
              C'è una scritta sul muro
              che indica la via
              ma lei vuole essere sicura
              perché talvolta le parole hanno due significati
              perché talvolta i nostri pensieri
              non sono chiari
              e lei è in cerca
              di chiarezza
              ma la strada è buia e silenziosa
              c'è una sensazione che prova
              quando guarda indietro
              e s'alza un grido che le dice di andarsene
              nei suoi pensieri ha visto
              le mura crollare sotto il peso del gelo
              e ora guarda avanti
              e si sussurra piano che presto
              se allungherà il passo
              quella tenue luce che le pare di vedere
              la condurrà alla ragione
              e nascerà un nuovo giorno
              perché è da tanto che aspetta
              e gli occhi abituati alla notte
              forse avranno da ridere
              ma ora ci sono più strade
              e a dispetto di ciò che le hanno ripetuto
              sa che c'è sempre un modo per tornare indietro
              ed ora non ha più paura di sbagliare
              e il silenzio nella testa
              ha finito di far rumore
              ora sente il fischio del vento
              che le dice di andare.
              Composta mercoledì 8 febbraio 2012
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