Poesie personali


Scritta da: Michela
in Poesie (Poesie personali)

Sillabe nude

Posseggo sillabe nude, scivolano tra le dita sporche di inchiostro e sale.
Annuso questo figlio bianco, ricettacolo di passioni e segreti, di menzogne e sospiri.
Intrise le righe di imperfetto sentore, tra antichi merletti scivolo.
Assillo i pensieri grattandoli piano, mi osservi muto e io ti vedo.
I tuoi occhi mi leccano la schiena.
Si rifugiano sui morbidi seni.
Ripieghi le parole tra le ombre oscure di quella notte.
Nessun bacio d'addio che sigilli il peccato.
Mi sarei data guardandomi dentro.
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    Scritta da: L. Orlandi
    in Poesie (Poesie personali)

    Deserto

    Sole cocente sulla mia testa
    occhi salati, bocca arida
    cuore brama mente d'amore.

    Quale secchezza nell'anima
    prova a dissetarsi.

    Quesiti, rifugi verdi
    nell'oceano di sabbia,
    ristoro di viandanti solitari
    che portano risposte
    all'ombra di foglie palmate.

    Deserto, arido e vitale
    stai invadendo ogni mia cellula
    nell'attesa di sbocciare
    oasi fiorite e rigogliose.
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      Scritta da: L. Orlandi
      in Poesie (Poesie personali)

      Il sogno è del mondo

      Il sogno è di tutti,
      il sogno è del mondo.

      Il sogno non ha lingua,
      non ha religione, non ha razza,
      il sogno è la lingua universale
      di tutti i popoli.

      Se non avessi la lingua
      potrei parlare attraverso il sogno
      e tutti capirebbero.

      Il sogno vola libero
      il sogno è un bambino
      e parla con altri sogni
      senza radici che lo tengano
      al terreno,
      il sogno è la vera libertà.
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        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)

        Infinito

        E le stelle osservano noi,
        dall'alto del firmamento,
        noi piccoli puntini
        nell'universo, dove Dio
        ci ha deposto...
        la terra è per noi...
        Dio l'ha messa a nostra
        disposizione, con gli alberi
        gli animali, le acque,
        e tutto ciò che contiene.
        Ma l'universo non è per l'uomo,
        l'infinito è suo e per
        i suoi angeli.
        Solo loro riescono a vagare tra
        le infinite e misteriose galassie.
        Composta giovedì 16 febbraio 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          Attimi di miseria

          Prima che si offuschi lo splendore dagli occhi...

          Vado per smarrite strade.
          Non riesco neppure a parlare con me,
          ho miseria di quel respiro
          che culla il mio abbattuto, bisogno di compagnia.

          Senza di lui sarebbe vivere senza memoria:
          Perché io ricordo solo di rivederlo.
          Le parole troppo spesso deludono
          e le persone si illudono.

          Qulcuno sta tornando accasa
          mentre io corro nel deserto,
          dubbi carnivori mi rincorrono,
          è tutta colpa dell'inverno che non vuole morire.

          Prima che si offuschi lo splendore dagli occhi...

          Voglio solo bendarmi gli occhi
          ho dei giorni da salvare,
          notti da colorare,
          parole che hanno paura di dire.
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            Scritta da: Daniela Cesta
            in Poesie (Poesie personali)

            Basta

            Io voglio la primavera...
            desidero ascoltare
            il cinguettio degli uccelli
            la mattina luccicante di sole,
            nell'aria che frizza,
            di splendido calore...
            tra le gemme degli alberi
            che rinascono a nuova vita...
            il profumo del bosco,
            che avvolge me con amore,
            il cielo azzurro che
            accompagna i miei passi.
            Voglio la primavera e
            il mio interminabile
            vagabondare tra i boschi.
            Basta neve.
            Composta giovedì 16 febbraio 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Il pittore il saggio e lo scultore

              Ci son voluti in due
              per renderti perfetta
              uno t'ha disegnato il viso
              pensando a una madonna,
              l'altro ti ha fatto il corpo
              scolpito nel marmo caldo.

              Chi ti ha scolpito il corpo era un gran peccatore,
              t'ha fatta non con la sua arte
              ma con la sua voglia.

              E mentre ti scolpiva era come se ti avesse.

              Fu ritrovato morto a fine del lavoro,
              steso ai tuoi piedi,
              finito dal piacere.

              Vedeva invece gli angeli
              chi ti ha disegnato il viso,
              e così ti fa fatta
              dolce,
              perfetta,
              un angelo che incanta.

              L'unico un po' distratto è stato il saggio,
              incaricato di darti testa e cuore,
              nel darti l'intelletto si è scordato di metterci bontà,
              e come cuore ha scelto fra i peggiori.
              Composta mercoledì 15 febbraio 2012
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                in Poesie (Poesie personali)

                Chi tocca muore

                Anche l'ennesimo ministro del ministero inesistente
                passerà alla storia per non aver cambiato niente.
                Qualcuno ci ha provato
                gliene diamo atto.
                Qualcun altro se n'è fregato,
                poi anche lui è andato.

                Nessuno ci riesce
                nessuno gli scalfisce
                nessuno gli colpisce.

                C'è chi li ossequia
                e chi invece li detesta,
                forse ognuno con le sue buone ragioni.

                Quelli che non si toccano
                fanno il lavoro a loro modo e con i loro tempi
                senza vedere cosa succede intorno.

                E per il resto porta chiusa in faccia a tutto e tutti.
                Sono sempre in sella
                i vincitori a vita,
                in tribuna d'onore
                ad osservare gli altri
                giocarsi la partita,
                intanto molto in basso
                quelli che han perso tutto
                vedono lo sconquasso.
                Composta mercoledì 15 febbraio 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Ripartiti dai partiti

                  Finiti lì senza saper perché
                  stanchi del loro non far niente.
                  Del loro star nascosti,
                  sorvegliati a vista da chi fa da padrone
                  senza nessuna dignità per farlo.
                  Tristi per esser spesso usati
                  per manovre oscure e corruzione,
                  stufi di diventare case palazzi e feste,
                  o stare al sole in paradisi tropicali.
                  hanno deciso tutti insieme di tentar la fuga
                  da chi li tiene ostaggio,
                  e finalmente tornare fuori
                  e con la complicità del vento volare
                  in piazze e strade,
                  e farsi raccattare da mani veramente bisognose,
                  innocenti e degne,
                  piccoli cuccioli fatti di carta
                  e non di carne e pelle.

                  Un primo gruppo è già uscito allo scoperto,
                  con la complicità di un "tesoriere per se stesso".

                  I soldi dei partiti
                  son diventati i soldi che son partiti
                  tutti gli accoglieremo a braccia aperte
                  se poi diventeranno
                  i "soldi che son tornati".
                  Composta mercoledì 15 febbraio 2012
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