Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Nocciole di primavera

Con il cuore in mano ti scrive la cara anima...
Caro Dio con nostalgia ti tocca i tuoi puntini sulle "i"
per capire dei perché sulla vita mia.
Sai! Qui, ella è un po' scarsa... fa la vitella con i malori
è un'eterna equazione matematica dei dolori
poi, da amministrare drammatica con la morte.
È come un paesaggio in prospettiva che prende, quando
per altri per quanto rei senza carichi pendenti e,
senza difficoltà l'hai data bella da vivere alla ennesima potenza...
Troppo! effettivamente lunga.
Penosa con breve vita per me com'è?
Il sistema per altri con più fortuna è gradita!
Per questo ti scrivo questa prosa d'emozioni
Mah dov'è il tuo senso di giustizia umana dell'anima
in questo cuore mio cotto di poesia.
Il sangue come arteria estorta ossigeno per sopravvivere
organizzato e incazzato ateo scorre nel giro della droga
con le palle di natale gira e rigirati s'arriva alla pasqua.
I sentimenti per la resurrezione sono come
un mosto vinoso che intonta stona e stronca
l'amore sorpreso in un mappamondo nel suo
ritorno nelle vene del mio destino non ristora
con la mente imprevisti sogna del raggirato vivere
le ultime scene dell'inverno esistenziale.
Quella già vissuta sò che è eccellente
per cercare sicuro tra le poche quella
vera è l'unica cosa bella... da scegliere!
Presunta nel tempo sorride ai miei pensieri
che non pensavo più desiderabili
perché annoiati sogni, predestinati
pensavo giochi d'un miserabile ricordo.
Ogni volta che l'anima torna in me
son sprite d'emozioni nel corpo tritato
di dolore nel cuore... alfine c'è felicità.
Lei è una natura, profumo di donna
la vita, con lei trotta il dolce soggetto
spiccato animale per parlare, palpare,
è un godere dell'amore per un amare
Mai visto!
Nell'intierezza succube della sua presenza
la tristezza s'avvolge felice e contenta,
d'imput con le arterie sono steli in fiore
di linfa pieni che toglie la scorza d'alitosi
velate snervate foglie al verde nuove
per riassaporare nocciole di primavera
da una bocca da baciare ancora
arida di malinconia....
Sarà tutto un naufragio, la vita mia.
Questo è il veleno che inquina la mente mia.
Composta sabato 18 febbraio 2012
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    Scritta da: Jean-Paul Malfatti
    in Poesie (Poesie personali)

    Ossimori della vita

    Tra inferni celestiali
    e paradisi infernali,
    ho percorso strade senza
    un inizio né una fine,
    con la testa tra le nuvole
    e la fatica sulle gambe.

    Tra tristi allegrie
    ed allegre tristezze,
    ho litigato e fatto pace
    con angeli malvagi
    ed angelici demoni,
    senza guardare dietro.

    Tra dolori di felicità
    e sorrisi di amarezza,
    ho fatto dei duelli contro
    dei, diavoli e me stesso.
    Ho vinto battaglie perdute
    e perso quelle già vinte.

    Tra certezze dubbiose
    e dubbi incrollabili,
    ho scoperto false verità
    e menzogne veridiche.
    Ed è proprio per questo
    e molto altro che oggi...

    sono dolce come il fiele
    ed amaro come il miele.
    Composta giovedì 16 febbraio 2012
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      Scritta da: Rosanna Tafanelli
      in Poesie (Poesie personali)

      Abbraccio

      Amico, amore senza struggimenti,
      amico di musica, sorrisi e lacrime,
      di strade impervie e voli senza meta,
      cosa ti darò per ricolmare le tue mani
      e placare la tua sete?

      Posso portarti sale,
      che intrida le tue labbra di sapienza,
      posso portarti olio,
      che unga la tua fronte di sacro,
      posso portarti vino,
      che tinga le tue guance di letizia.

      Nella mutevole danza della vita,
      un giorno
      porterai anche tu per me
      sale, olio, vino
      e pane, a saziare la mia fame.

      E per sconfiggere il demone
      del vuoto
      ti porterò il mio cuore,
      che abbracci il tuo, quando si sente solo.
      Composta domenica 12 febbraio 2012
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        Scritta da: Matteo Salomone
        in Poesie (Poesie personali)

        Le dimensioni delle parole

        Stavo camminando tornando a casa ieri sera.
        Una donna piangeva
        e un uomo davanti a lei parlava con le braccia, in affanno
        come l'ultimo gesto di chi sa
        di essere solo nel mezzo dell'oceano.
        Non vedevo la sua bocca ma leggevo ogni sua parola
        come fosse stata mia.
        E lui era davvero in mezzo all'oceano.

        Un uomo spazzava davanti al suo negozio,
        con la radio accesa, e quel gesto meccanico non era che un corpo,
        lasciato come un bambino a giocare in cortile
        mentre l'anima in piedi su una sedia,
        ad essere quella canzone e solo quella canzone.

        Una ragazza su una bicicletta, con la faccia tesa
        per il freddo; che era un dolore lontano
        ma lei tutta concentrata li, che poi era solo più un pensiero
        a pedalare davanti a me.
        Parole senza lettere.

        E tu che stai davanti a me e mi dici che sono solo parole.
        Si lo sono, ma se le parole, i pensieri, creano dimensioni,
        e se queste poi restano li dove le abbiamo create?
        Se sono qui e resto muto, se il cuore e l'anima sono fermi.
        Se il mondo si fa nebbia e i ricordi fantasmi.
        Se non abbiamo più coordinate. Fai soltanto un passo,
        nella tua mente, e raggiungimi qui.
        Sono solo parole. Ma noi siamo una terra lontana ormai.

        Poi il tempo potrà riprendere la sua corsa,
        e gente invadere il nostro spazio.
        E ricominciare tutto da capo. E poi per sempre.
        Ma noi saremo li. Lontani da tutti.
        Come l'uomo nell'oceano e quello in piedi sulla sedia,
        o la ragazza sulla bicicletta.
        Frammenti di una realtà che nessuno troverà mai.
        Composta giovedì 16 febbraio 2012
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          Scritta da: Antonio Pellegrino
          in Poesie (Poesie personali)

          Pensiero

          La mancanza di una persona cara
          e troppo dolente
          Noi comuni mortali non possiam far niente

          ci resta la tristezza, il dolore e la malinconia
          che ricordandola, un poco si offusca ma non va via

          Il dolce ricordo appare pensiero
          quando meno T'aspetti è il più sincero.

          Alcune persone emeriti inetti
          cercano di starti vicino facendo i perfetti

          Nominando la mano Suprema
          in un momento dolente
          col cuore che trema...

          Specialmente ai parenti e ai genitori
          che quei momenti non sono i migliori...

          Pregare a Dio è giusto pensiero...
          non c'e bisogno di dire ne ricordare
          ogni persona ha il suo modo
          e il suo tempo di pregare

          un caro saluto
          Alla persona speciale che ho conosciuto
          chiamandolo Angelo ne sono sicuro...
          Composta giovedì 16 febbraio 2012
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            Scritta da: Carmelo Cossa
            in Poesie (Poesie personali)

            Un Amore

            Labbra che non si schiudono
            occhi che non guardano
            mani che non accarezzano
            braccia che non abbracciano.
            L'angosciosa sensazione di solitudine
            mi assale, ma no, non sono solo
            e allora, perché niente mi sembra vero?
            Perché niente mi affascina?
            Perché? Perché? Perché?
            No, è stato solo un brutto sogno
            è tutto vero, tutto mi affascina è
            tutto bello, meravigliosamente splendido.
            Col pensiero di Te Rosa blu
            voglio vivere per sempre le promesse
            di quello sguardo.
            Lui ha fatto nascere questo
            "amore"
            che arde come un fuoco e poco importa
            se non si consumerà mai.
            Sarà sempre
            un grande amore.
            Composta domenica 10 luglio 2005
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              Scritta da: Luigi D'Acunto
              in Poesie (Poesie personali)

              Scalcia, lotta e ringhia...

              ... se la prende con le ombre,
              i suoi occhi le puntano,
              rossi d'ira e velati di malinconia.

              Ombre che vagano,
              girano intorno a lui,
              lo perseguitano
              notte dopo notte.

              Non ci bada,
              continua fiero e altezzoso,
              procede per la sua strada
              vive la sua vita, di solito

              ma ogni tanto, alcune notti
              non può restare indifferente
              la rabbia sale
              fino al limite... e sbotta

              Ringhia, lotta e scalcia...
              nella notte.
              Combatte con le ombre,
              con la propria ombra

              Si aprono vecchie ferite
              le carni si lacerano
              il cuore pompa più forte che può
              il fiato quasi gli manca.

              "solo l'ultima notte"
              pensa tra se
              "questa sarà la resa dei conti"
              se ne convince

              La notte avanza e si fa scura
              cala la luna,
              ulula, un canto di rabbia
              con tutta il fiato che gli resta.

              Si placa
              le ombre si ritirano
              svanite nel nulla,
              si accascia e riposa

              il lupo.
              Stanco e stremato
              dolorante ed esausto
              la resa dei conti.

              Ma quel giorno non è ancora realmente arrivato.
              Composta mercoledì 15 febbraio 2012
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                Scritta da: Jean-Paul Malfatti
                in Poesie (Poesie personali)

                Sì, sono sempre stato gay!

                Il vento soffiava tra i rami;
                Sospiri seguiti da gemiti
                rompevano il mistico silenzio.
                Le ginocchia tremavano forte,
                ma la curiosità m'incoraggiava
                ad avvicinarmi a quell'albero.

                Io, come un'ombra, pian piano
                mi muovevo verso quei rumori.
                Troppa paura? Si! Non lo nego!
                Faccia a faccia con l'albero;
                un sacco di domande in testa.
                Chi erano? Che cosa facevano?

                Un ragazzo baciava una ragazza
                e le toccava le parti intime.
                Sorpresa! Li riconosco subito!
                Lui, il mio cugino preferito;
                Lei, la sua cugina più grande.
                Fra invidia e gelosia, piango!

                Ero piccolo... ne avevo circa sette,
                ma la gelosia già la conoscevo.
                Non invidiavo il mio cugino,
                ma invece la sua fortunata lei.
                Volevo sol essere al suo posto,
                per poter essere baciato da lui.
                Composta martedì 14 febbraio 2012
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