Poesie personali


Scritta da: Daniela Cesta
in Poesie (Poesie personali)

Volare

Voglio sciogliere
la neve con
il calore del mio cuore...
respirare l'ebbrezza
della notte piena di stelle,
mentre l'argentea
luce della luna
avvolge me tutta,
voglio farmi trasportare
dal vento che mi porta
verso orizzonti luminosi,
con ali bianchi di un gabbiano,
sentire il profumo del mare,
e in lontananza terre
tempestose che attendono,
l'arrivo di una piccola donna...
voglio perdere me nel
tuo folle amore...
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    Scritta da: Daniela Cesta
    in Poesie (Poesie personali)

    Attimi di un tramonto

    Io vivo nel tramonto
    tra sensazioni
    e stati d'animo
    mentre il cielo chiama me
    e io scrivo
    voglio scrivere
    fino alla morte.
    Chi non riesce a sentire
    il canto dell'universo
    lo può ascoltare nel mare
    e nei nostri cuori.
    attimi di vita,
    di dolore,
    di gioia
    mentre tutto fugge
    e noi non ce ne accorgiamo
    malinconia di un tramonto
    e dell'esistenza.
    Composta mercoledì 12 giugno 2019
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      Scritta da: Daniela Cesta
      in Poesie (Poesie personali)

      Io vivo

      Io vivo tra le tempeste...
      nel pensiero del vento,
      tra il battito dei
      rami di un albero,
      nell'emozione del cuore,
      nella gioia di farfalla,
      nelle nubi che veloci
      corrono nel cielo,
      nelle onde spumose che
      accarezzano gli scogli,
      nel gorgoglio tranquillo,
      di un ruscello nascosto,
      nel mistero di un sentiero
      impervio e umbratile...
      senza tutto questo...
      io morirei.
      Composta lunedì 20 febbraio 2012
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        in Poesie (Poesie personali)

        Inquietudine

        Non ha tono questo mio correre senza respiro.
        Vuoi le mie impronta
        la mia parte fragile.
        Nascondo le mani in guanti di sole.
        Cerniere di parole
        aprono la letargia del mio cuore.
        Non torna indietro il perdono,
        squarcia il petto e trema.
        Non è freddo
        né dolore
        è che non patisco.
        Tutto l'odio si traveste da inerzia
        Distruggerei la notte se fosse lei a eclissare la luce,
        soffocherei i sogni se fossero loro a far tormento.
        Inquietudine
        immenso respiro...
        Butterei via giù tutti i muri
        che isolano dal mondo.
        È lenta e funebre
        L'età che non so onorare,
        nauseante e vigliacco concetto
        di chiudersi in lacrime codarde.
        Non so tenere segreto l'impeto
        che ha rubato il calore.
        Non so dire Amen.
        Ridono delle mie incertezze
        Non ho più doni
        solo un volto sbiadito che non riconosco.
        Non svaga più la bambina
        tra le rose bianche.
        Non ride più il clown tra la gente.
        Devo destarmi e non disamarmi.
        Emarginati momenti di plastica
        periranno con naturali stimoli
        come fiori sull'asfalto che non vuoi.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Come se fossero lacrime di sole

          Godo nel bere le tue bugie
          Come se fossero lacrime di sole.
          Tu ti lasci
          io guardo la metamorfosi dei tuoi pensieri
          che germogliano dalla tua fronte
          indomabile e libero io ti amo.
          Tu non mi parli
          Riposi tra le braccia di giorni fragili.
          Oggi inondi con il mare dei tuoi forse
          Domani sei arido deserto di silenziosità.
          Mano nella mano
          oratore sul mio petto
          culla il piacere.
          Viscide speranze strisciano via
          Tra condensa di respiri
          e battiti soffocati.
          Ultimo sorso di speranze
          Mentre la luna sta correndo
          portandosi dietro carezze e tenere apparenze.
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            in Poesie (Poesie personali)

            Muoio di Ottobre

            Volteggiando
            schiavi disegni contorti
            sfuggono via,
            si uniscono alle lacrime
            allargandosi in freschi orizzonti.
            Io muoio per te,
            Bramando
            nell'ombra dei sogni
            su tetri e vasti villaggi.
            Crisi isteriche per volere quello che non c'è.
            Io muoio per te.
            Dammi ancora gli occhi accesi
            Sono una mente ardente
            che si nutre di spiragli di te
            Sarà un egoista bisogno di legarti
            al cielo della mia stanza.
            Scorgendo
            frammenti di parole che il vento ha dilaniato troppe volte.
            Tra miriadi di volti
            Tu sarai il destino dove orbiterò senza fine.
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              in Poesie (Poesie personali)

              Aria

              Ho tedio di quest'aria
              Che toglie via
              Le ali dalla pelle mia.
              allucinazione livida
              si attende e sulla cute rabbrividì.
              Quello che non ti aspetti
              tra ritratti di luce rifletti
              inganni e disarmonici suoni.
              Idee mi ruba via quest'aria
              pesante lei non varia.
              Mi sto sfracellando nel mio viaggio
              Un viaggio come il panico di Maggio.
              Quando i fiori non solleticarono il mio volto
              perché giacevano su alberi morti.
              Dimentico il diluvio che ballava sui vetri
              Dimentico gli scritti e i toni tetri.
              I destini spogliati non si braccano più.
              Riprende il timore di precipitare giù.
              Voglio un letto libido
              Una stella timido
              Tornerà a farmi compagnia
              Mentre scrivo una poesia.
              Odio quest'aria non mi fa respirare
              Sulla verticalità dei miei sogni mi farà scoppiare
              di risa, d'amore e di vita.
              Spalancando gli occhi rivelerò la via d'uscita.
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                Scritta da: Rosarita De Martino
                in Poesie (Poesie personali)

                Pioggia in città

                Ferma in mia macchina,
                in cui si diffonde l'odore del pane,
                ascolto il lieve tintinnio
                della pioggia,
                che scivola sui vetri.
                Ogni goccia ha
                un attimo di vita
                ma insieme
                alle sue perlacee sorelle
                feconda la terra.
                Improvviso,
                inatteso
                un altro lieve suono
                mi raggiunge,
                m'inebria,
                mi rallegra.
                Ecco è un trillo
                che ha una nota sola
                lieve,
                delicata,
                insistente.
                Scruto intorno
                ma ecco, saltellante
                sui fili della luce,
                intravedo il pettirosso ardito
                che sfida la nuvolaglia nera
                intonando la sua canzone.
                Io capto
                il messaggio di speranza
                e trepida gli offro
                briciole d'amore.
                Composta mercoledì 22 febbraio 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Le scuole di partito

                  E quando han smesso di far danni nella categoria di appartenenza,
                  forti del fatto che gli è andata sempre bene
                  invece che andare con le orecchie d'asino dietro la lavagna passano a fare danni altrove, riciclati e ben pagati.
                  E dietro la lavagna con le orecchie d'asino ci finiscono spesso i migliori.
                  Le orecchie d'asino usate come tappi
                  affinché non sentano,
                  la lavagna usata come muro
                  per impedirgli di vedere ciò che succede.
                  Composta mercoledì 22 febbraio 2012
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