Poesie personali


Scritta da: Daniela Cesta
in Poesie (Poesie personali)

Voce nel vento

io sono la piccola
voce nel vento...
chiama voi,
penetra tra i rami degli alberi,
vola su prati e colline...
accarezza i ruscelli,
e giunge fino al mare.
Vola libera sulle grandi acque
insieme ai delfini,
tra le onde e la schiuma di mare,
il vento porta a voi
la mia voce,
raggiunge il tuo cuore.
Sussurra...
Composta sabato 31 marzo 2012
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    Scritta da: Emmanuel Devan
    in Poesie (Poesie personali)

    Iter Vitae

    Ho già iniziato il cammino
    sapendo che le fiere
    sinuose, perverse
    prima docili nel lungo
    occhio di velluto,
    nel profumo notturno
    di pioggia e lussuria,
    di boschi d'autunno
    e frutti, di miele nero;
    di promesse eterne e
    di paradisi terrestri
    nell'età fiorita amiche,
    -ormai distanti compagne-
    in un momento
    che non so dire,
    dovranno annientarmi.
    Finché il testimone
    non toccò l'altro palmo,
    colsi due parole che non dissi,
    più e più volte ripetute
    diverse per l'Ade e una turba
    in fuga un tempo da Thera,
    al centro del guscio d'osso lunare.
    Pronto al sacrificio,
    l'angelo della notte
    mi raggiunse sull'ara,
    con passo sensuale.
    E ogni cosa ora è illuminata:
    Le monete cavò dagli occhi
    il sozzo traghettatore
    sfasciando il sudario
    tra talloni d'infante immortale
    fino al gancio vermiglio
    del ventre di una sposa,
    alla luce purissima
    del primo giorno.
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      Scritta da: Emmanuel Devan
      in Poesie (Poesie personali)

      Memoria

      Parlano di me le prime luci,
      nei profumi freschi e teneri
      delle carni di un infante,
      nenia di voci e carillon
      battente la danza di una cieca.
      Parlano di me la sabbia dei deserti,
      le oasi del vuoto, le ore del chiarore,
      gli astri dello spazio e poi le tenebre;
      la ruota delle stagioni.
      Ora sono una lanterna:
      forzata dalla corrente del fiume,
      rincorro l'abbraccio di uno spettro
      che fugge da Obon.
      Puoi guardare il mio volto
      dalle acri forme di fumo
      di una candela votiva,
      in quella chiesa.
      Spargo petali di rose
      strappate ancora chiuse
      dalla gola ferita
      di un giardino notturno.
      Perché ti lamenti?
      Tutto ciò che devo, io non lo nego:
      fuor di me c'è solo
      il lato oscuro di un presagio,
      la carezza del boia,
      e un tetro corvo d'ebano.
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        Scritta da: Emmanuel Devan
        in Poesie (Poesie personali)

        Regina d'Avorio

        Mai più sarai regina
        di carne e d'ossa, d'amore.

        Mai più udrai voce amica
        nel travaglio dei tuoi giorni.
        Mai più.

        Sorgerai dopo notti insonni
        dai lunghi occhi
        di laguna,
        nella tenue bruma.

        Raccoglierai nell'alba
        le gambe esili, candide
        come il tuo corpo di pesca
        nella tua stanza tutta bianca
        di luce polare,
        splendida nei raggi di Venere,
        dell'aurora della vita,
        ormai perduta.

        Tu, smarrita
        sull'immenso scacchiere
        quel giorno,
        tu, altéra Regina d'avorio,
        affronterai l'alfiere,
        innalzerai la torre
        per difendere il tuo re;
        e nuda, la dolce
        caviglia imprigionata
        da chi ti dirà l'altro passo!

        E verranno i giorni bianchi,
        e verranno i giorni neri.

        Tu, novella virgo Camilla,
        trafitta dall'oro, accecata,
        tu, guarderai rapita
        il passaggio,
        dal profumo perverso
        estasiata,
        spianando il passo
        malvagio
        a chi, con la mortal veste
        del sovrano già amato,
        l'anima tua darà!
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          Scritta da: Antonio Cuomo
          in Poesie (Poesie personali)

          Sei tu...

          Una tremula voce è il ricordo di te...
          il tuo viso tra queste mani stanche,
          il tuo corpo stretto dentro il mio abbraccio fino a farti male...
          il suono dei pensieri non detti, parole appena sussurrate dinanzi alla paura... la paura di perderti, tu che mi hai istupidito il cuore,
          tu che mi hai preso l'anima e ora quello che mi manca sei tu
          in questo mondo di rumori, di silenzi, chissà... se mi pensi.
          Amore parola senza significato per me... no,
          non puoi essere l'amore. Tu, perla rara... preziosa anima.
          Sei più del mio desiderio, sei oltre la vita...
          tu, sei l'eterno mio dolore, sei un male terminale,
          tu sei il mio esilio, sei il mio carcere,
          non voglio altro cerco e chiedo solo di te...
          star adagiato timidamente sul tuo cuore quello è il mio paradiso,
          niente voglio il mio tutto ora sei... Tu.
          Composta mercoledì 21 marzo 2012
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            Scritta da: Matteo R.
            in Poesie (Poesie personali)

            Il Vero Amore....

            ... è quando il tempo vola senza che neanche ce se ne accorga.
            è quando si sta insieme e ci si fissa intensamente e un sorriso illumina i volti.
            è quando faresti qualsiasi cosa per rendere felice la tua metà.
            è quando non sai spiegarti il perché sei così follemente innamorato e sei felice di aver scoperto un tesoro unico al mondo.
            è quando due cuori ne formano uno solo è quando il cuore batte forte forte per la gioia di stare insieme.
            è quando si ride, si scherza e infine ci si coccola
            è quando con un abbraccio sai di avere già tutto e non ti occorre altro per stare bene.
            è quando si guarda il cielo stellato e si ringrazia Dio per aver creato un miracolo per il mondo che adesso sta insieme a te!
            Composta sabato 8 ottobre 2011
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              Scritta da: Elena M.
              in Poesie (Poesie personali)
              Amore,
              Ho voglia del tuo maxy bon ripieno di morbida crema
              e ho voglia di pizzicare l'arpa dei tuoi fianchi
              e succhiare le punte dei tuoi capezzoli.
              Ti desidero perché ogni parte di te è pura, è bella
              e buona al tatto del mio palato,
              è fresca e profumata come il gusto che lascia un vigorsol appena masticato.
              Composta lunedì 2 novembre 1998
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                Scritta da: Simone Sabbatini
                in Poesie (Poesie personali)

                Ma tu sei qui

                Come fai?
                Quanto fiele che ho bevuto come passeggiate,
                peccati portati come belle sciarpe al collo.
                Ma s'alza presto il sole, e a camminare
                sudo come dopo un omicidio.
                Come mai?

                Ogni giorno ha un po' di carnevale,
                ho fatto una maschera con pezzi di cuore,
                l'Abominevole assomiglia spesso al Bene.
                E quando la luce sembra troppa...
                per le mie giustificazioni: come fai?

                La nebbia nell'anima a volte è più fredda,
                la strada non sempre seguita con molto rigore:
                scarti in direzioni diverse
                difficili da riciclare.

                Ma tu sei qui, piccolo Infinito
                incommensurabile per tua natura
                su sentieri celesti lontanissimi da questo asfalto,
                e per la nostra. E queste distanze sempre più distanti
                sempre più giganti nella durezza del cuore.
                Composta lunedì 19 gennaio 2009
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                  Scritta da: Simone Sabbatini
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Debolissimamente forti

                  Ma la vita se ne infischia del dolore!
                  Lei continua a vivere e far vivere,
                  ci trascina nel suo vortice potente,
                  come sabbia in mezzo al mare
                  o come merda dentro al cesso
                  per lei non c'è differenza, lei continua
                  e non si ferma.
                  Ma è vita: e non ci uccide,
                  no non può eliminarci,
                  e grazie a tutto questo,
                  grazie a lei viviamo
                  e siamo forti. Debolissimi forti.
                  Composta domenica 17 giugno 2001
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                    Scritta da: Simone Sabbatini
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Come una scintilla

                    Quasi dolce constatare
                    che la nostra ispirazione
                    è solo rabbia e ribellione.
                    Ma non è poi così vero:
                    questa veste da ribelle
                    spesso è voglia, al più pensiero,
                    e anche quando è desiderio
                    vero
                    non è facile indossare,
                    realizzare quel progetto.
                    Grande e piccolo inetto!
                    Ma non è poi così vero:
                    spesso basta un po' d'amore,
                    qualche rima divertente,
                    qualche gioco di parole.
                    È una forza positiva,
                    vince i draghi più mostruosi:
                    delusione, depressione,
                    l'ansia e la rassegnazione.
                    Li trasforma, li fa vita,
                    dà la spinta a ripartire.
                    È la prima goccia in mare,
                    il primo fiocco giù dal cielo:
                    e come un fuoco devastante
                    su di un campo coltivato,
                    sai che ti darà più grano
                    dell'addio più commovente.
                    Come lava di un vulcano,
                    copre e inghiotte ciò che trova,
                    senza fare distinzioni.
                    Ma è una morte di speranza,
                    che dà più fertilità,
                    è il miracolo più verde,
                    è la base per la vita.
                    Composta sabato 2 febbraio 2002
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