Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Musicomania

Lo spartito degli anni
per il concerto di controluce
che impaura il mio tempo
è quasi ultimato
A parte l'ouverture,
un granché finora l'esecuzione non è stata
fughe malinconiche e pazze dissonanze
poche volte applausi hanno potuto strappare
alla platea o al loggione
di giorni in ombra molto affollati.
La partitura l'abbiamo a lungo sfogliata e riveduta
molti al vaglio i ritornelli ripetuti e stonati;
le altezze e gli acuti di tristezze sinfoniche
il consumarsi di desideri nel cuore mutato
più strappalacrime erano di quelle di un fado,
struggenti gli accordi a volte intervallati
da armonie gioiose e rallegri mai più replicati.
Oh quante varietà ha la musica orchestrale
quanti musicografi interpretano il valore
dell'esecuzione del tema dell'essere!
L'avvicina e l'allontana
il vivere che si protrae e ci sorvola
il canto flautato della speranza romanzata
così come fanno le trombe e gli archi del mare
tra una salsedine che si alza e ci investe.
Oh il vento che ascolti a distanza
quando suona nel canneto solitario sul lago
l'animo che per arpeggi languenti si assonna
mentre tutto passa e niente si ferma
nell'immobilità del pantano dei sogni!
Composta mercoledì 28 marzo 2012
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    Scritta da: Anna De Santis
    in Poesie (Poesie personali)

    In morte di mio padre 24 maggio 2012

    Guardo la finestra che è stata mia compagna tutto questo tempo
    con lo sguardo perso in un giorno terso
    che spazia senza fissare cosa alcuna
    nel cielo senza nuvole è mattina presto
    un volo per un attimo mi distoglie da tutto il resto
    ora anche i pensieri si sono allontanati
    e volgo ancora gli occhi verso quel letto vuoto
    dove da poco è stato liberato un sogno
    un mese intero e quattro mura bianche la mia sola ragione
    ma da egoista lo preferivo anche in quella condizione.
    Era lì, senza un lamento ed aspettava solo il suo momento
    ripeteva sempre che sarebbe morto
    e voleva conforto da chi gli era accanto
    stringevo la sua mano ma non sentivo forza
    e chiudevo gli occhi per immaginarlo senza quella orribile maschera
    che nascondeva il viso.
    Sono ormai tante le notti che non vedo luce
    sogno un fosso ogni mio passo
    e continuo al buio in questo labirinto
    dove ogni movimento è spinto dal mio giusto istinto
    ma non trovo pace.
    Il mio centro è la figura che parla in uno specchio
    guarda senza riflettere quello che hai veramente dentro
    falsa l'immagine che ne vedi impressa non è mai la stessa
    non è sicura
    quindi deduco che quello che pregia solo il fuori e dei contorni
    fa molta differenza, tra quello che ti appare e la tua vera essenza.
    Ad un tratto ti ritrovi sola
    non riesci a proferir parola
    tanto non capiranno o non saprai spiegare
    agli altri sembra niente e non avrà importanza
    ma tu cerchi ancora la presenza in quella stanza
    che mancherà per sempre una goccia in quel tuo mare.
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      Scritta da: molly62
      in Poesie (Poesie personali)

      Un Anno con Te

      Che importa del tempo,
      se quello che mi dai vale una vita.
      Un anno con Te.
      Ho conosciuto l'inferno della solitudine,
      ma anche la gioia del paradiso.
      Nuovi mondi si sono aperti.
      Tu mi hai fatto conoscere la magia dei colori,
      il calore del sole,
      la poesia della luna.
      Attraverso il dolore, ho capito la gioia immensa di un tuo sorriso.
      Che importa del tempo,
      se mi hai aperto il cuore e la mente su nuovi orizzonti,
      se solo con uno sguardo hai riempito la mia vita d'amore.
      Che importa del tempo,
      se con quel sorriso, ogni volta, riaccendi quella scintilla
      che ci fu fatale.
      Composta venerdì 23 marzo 2012
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        Scritta da: circe
        in Poesie (Poesie personali)

        Già visto e sentito

        Nella notte i ricordi sono incursioni di cani randagi
        ecco le piste di terra rossa battuta entrare nella giungla
        e a Cotonou la puzza invadente di benzina e olio bruciato
        Fuori città i piedi sprofondati nella sabbia soffice color ocra
        ancorati a fondo per resistere alla risacca
        La paura di essere divorata da un paese senza sfumature
        inghiottita dal buio
        sovrano chilometro dopo chilometro
        incontrastato da luci artificiali
        le stelle mi piovono addosso provocano ustioni mai rimarginate
        in forma di sorrisi
        sorrisi bianchissimi e aperti
        sorrisi di fratelli
        sembrano di ieri i canti gioiosi nelle chiese di cartone e ovunque i segni dei riti woodoo
        la pioggia battente raccolta in catini enormi
        alla fine sono divorata eppure accolta e protetta
        la vita umana mi sembra di dimensioni più accettabili
        finalmente alla pari di altre
        la nascita e la morte quotidianamente tangibili
        il sapore intenso delle lacrime versate al momento del ritorno me lo ritrovo sulle labbra ogni volta che incontro l'Africa.
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          in Poesie (Poesie personali)
          La tua assenza porta in me dolore, prostrazione, amarezza.

          Vorrei, amica mia che tu dimenticassi tutto il rancore che provi e ricostruire ciò che non morirà mai: la nostra amicizia.
          Noi un giorno non ci saremo più, ma la nostra amicizia esisterà per sempre.
          Niente e nessuno cancellerà mai questo sentimento così forte in me.

          Se provi a pensare a quanto bene ci siamo volute, ai pomeriggi insieme, a tutto quello che mi hai insegnato, pensa a me, a quanto soffro nell'averti perso, tu dici per sempre ma non è vero, io non ti ho persa perché tu sarai per sempre vicino a me e io con te.
          Non buttare via tutto.
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            in Poesie (Poesie personali)

            La rotta del gabbiano

            Vibra l'urlo blu atomi del cielo
            infila il mezzo resistente
            da funeste ultime apprensioni
            al tramonto di una vita operante
            solo in deserti d'acqua e sabbia ormai da sempre
            oggi si eleva sul comignolo del mondo
            la cui vetta crolla dal mattino
            attraverso il suo ignaro stormo.

            E presto nel vibrato resistente mezzo
            staglia impietoso il suo lampo
            della morte il suo angelo non gli da scampo
            a spalancar l'immanente in ali la sua sera
            ora della partenza verso quella sfera
            estiva e furente di fuoco luminescente pesca
            quand'al tramonto si colora
            che inghiotte impietosa la sua rotta
            ridotta ad anonima ombra
            nero puntino ch'in essa s'innesta
            fino a che il neo del giallo disco viso morente
            sempre più labile nel suo cielo più vitreo
            scompare per sempre.

            Ma la mia vita ancora è qui
            e sembra come or finita un era
            sull'onda di un ultimo urlo
            del gabbiano verso sera
            come ghiaccio nelle vene
            insieme si scioglie all'inanimato sasso
            della mia vita e la sua sete
            che delusa perde ogni fantasia
            perché capace soltanto di aver volato basso
            il suo amore e la sua bugia.


            E sempre quell'urlo
            squarcia la mia mente e lei rimembra la sua rotta
            quella sparita del gabbiano
            dove in essa rimbalza la mia vita tutta
            vena del suo ultimo urlo e riverbero di un amor finito
            e che oltre l'infinito il suo pensiero, or si spinge più lontano.
            Composta sabato 31 marzo 2012
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