Poesie personali


Scritta da: Angela
in Poesie (Poesie personali)

EMOZIONE

L'emozione è una sensazione travolgente.
Dirompente... nasce dall'anima,
il cuore palpita così velocemente
da stringerti la gola.
Hai fame d'ossigeno,
il tuo respiro si fa corto,
mentre un calore rosso
illumina il tuo volto.
Un vibrante sfarfallio,
inghiotte le tue viscere,
come fosse una scossa elettrica
che pervade il tuo corpo,
regalandoti immensi brividi alla tua pelle.
Ti rapisce la mente,
immortalando i tratti del suo viso,
gli occhi ed il suo candido sorriso.
Inebriata dal suo profumo,
che ti riempie le narici,
ti senti trasalire,
proiettata in una dimensione
che nulla di terreno possiede.
Questa è l'emozione che ho vissuto per te...
Composta lunedì 6 aprile 1987
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    in Poesie (Poesie personali)

    Anna Frank

    Dietro al grigio filo spinato
    lo sguardo attonito, prima
    che tutto si dissolva nel
    fumo della ciminiera.
    Invaso dal bianco ossido
    la linea del viso, la mano
    alzata per l'ultimo saluto,
    addio nel dolore di sempre,
    per sempre, nello slabbrato
    perduto urlante silenzio
    Icona gialla sul petto dirompe.
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      Scritta da: Marilena Aiello
      in Poesie (Poesie personali)

      Granello di sabbia

      Diventare
      nel tuo abbraccio
      perla
      tra valve d'ostrica

      Assopirmi
      del tutto avvolta
      nascosta
      al mondo intero

      Dimenticare
      il mio respiro
      e perdere
      ogni mio confine

      Sprofondare
      in un mare calmo
      di sogno
      silenzioso

      Pace la tua voce
      mi addormenta
      dolce la tua voce
      mi risveglia

      Tutto qui
      l'universo
      che mi circonda
      sei Tu.
      Composta domenica 8 aprile 2012
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        Scritta da: Barbara Brussa
        in Poesie (Poesie personali)

        Non ci sei più, ma sempre Sei

        Morire non significa
        nel nulla svanire:
        la morte è solo il velo
        di un grande mistero
        che impedisce agli occhi di vedere,
        ma quand'essi son chiusi
        con l'anima Vedi e col cuore Senti.

        Forte è il rumore dei passi
        che han camminato nel sentimento;
        indelebili i segni incisi nell'essenza.
        Così,

        mentre in una mano stringo
        un mucchietto di ricordi,
        con l'altra cerco di sfilare
        dall'impalpabile sentire
        le spine del dolore e quelle
        dei rimpianti.

        E tra lacrime di cristallo,
        scopro che Ci Sei
        come non mai...
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          in Poesie (Poesie personali)

          Lettera a mia madre nell'aldilà

          L'ora che a te mi congiungerà
          lo sento si fa più vicina madre
          l'attesa della buona ventura
          speranzosa si erge tra il consumarsi
          di atri sostanziosi contorni di vuoto.
          Da quando, tu muta e io in lacrime,
          ci separammo quante cose sono accadute:
          molte non le avresti approvate
          se fossi stata ancora qui
          e ti stupiresti sapendo che fatti impensabili
          a mitraglia pur mi hanno colpito
          e - impossibile! - certo mi diresti che sia.
          È da tanto sai che non so più
          dove mettere i piedi per restare
          in equilibrio con la mente
          e non strisciare tra confusioni
          di vita e di morte o se andare
          a destra o a sinistra
          ai mille bivi che incontro vivendo.
          Mi grava la memoria il passato
          vedo i dettagli del mio fluttuare
          vacillo, cerco appoggi, scivolo
          fin nel fondo, atterrisco smarrito;
          alla ragione e al cuore cerco aiuto
          mentre il sangue impugna e abnega
          l'abitudine di scorrere tra le vene;
          non sto più attento alla salute
          non curo acciacchi, mi rassegno
          rimedi a morbi fisici e morali trascuro.
          Senza rifluire di volontà persa è ogni guida,
          né prudente né coraggioso non so dove andare
          disfatto più non mi allungo e mi contraggo
          se da una fessura giungono raggi di domani.
          Vorrei essere cieco e non vedere
          non fare testimonianza del vuoto
          che mi beffeggia e mi insulta
          non scambiare fandonie con altri vivi
          cercare e inseguire fughe d'infimo grado
          o trovare le mani piene di niente
          se tento di afferrare ancora frutti
          da questi giorni che si intestardiscono
          a tenermi secco in vita;
          sempre ancor più disubbidisco
          agli imperativi di desiderio e di possesso
          di bene e di sostanze apparenti.
          Madre, non litania è la mia
          per questo malessere che non si appiana
          ma elegia di stanchezza, stillicidio di astenia,
          disegno di aspirazione incalzante di pace,
          di quella pace diffusa che regna
          oltre i fracassi e le idiozie del mondo
          di quella pace che tu anima semplice
          nel silenzio dell'aldilà da tempo hai trovato.
          Ho percorso rive rigogliose
          mi sono immerso nell'acqua
          poi nella palude tra sabbie mobili
          ho sentito il gorgo funereo di ogni senso
          di stare in vita dopo i suoi inganni
          or attendo una tua mano soccorritrice
          che fuori mi tragga e mi salvi.
          Dove sei tu trovami uno spazio
          si riannodi un filo da tanto spezzato
          senza peso nelle acque del tuo ventre
          ritorni per non lasciarle mai più.
          Composta martedì 3 aprile 2012
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            Scritta da: Gaspare Serra
            in Poesie (Poesie personali)

            Umida riva

            Sogni
            di cristallo
            s'infrangono sul tuo letto
            di cocci
            e vanità.

            Docili carezze
            annegano sul tuo petto
            chiuso
            da rose e turbamenti.

            Respiri profondi
            naufragano su di te,
            sull'affanno della nostra passione,
            sull'afflato di un'intensa emozione...

            Timori
            paure
            tremori
            rastrellano speranze,
            attese,
            illusioni
            rapite dai tuoi sguardi
            abbandonati al vento...

            Io mi spengo
            -lentamente... -
            quale tozzo terso di carbone
            adagiato sulla tua umida riva...

            Quale alba
            fenderà il nostro sole?
            Composta venerdì 6 aprile 2012
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              Scritta da: Elona
              in Poesie (Poesie personali)
              Tutti mi parlano, tutti mi sgridano nessuno che mi capisce
              al momento niente cambierà, mi dicono dopo la pioggia
              cosa succederà? Devi affrontare le cose con più facilita
              ti devi abituare ormai la deconcentrazione strada non
              ti fara, ma al contrario nel buio sfrenante ti portera
              nella sua maliziosa azione lei ti rovinerà, abbi cura
              di te fede in te stessa, allarga le braccia, respira
              l'aria inizia a volare, la deconcentrazione non ti può
              far niente di male.
              Composta mercoledì 24 febbraio 2010
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                Scritta da: Maria Leonardi
                in Poesie (Poesie personali)

                Andiamo..............................

                Guardiamo altrove....
                Dove nessuno può né vedere, né udire,
                dove non esistono pensieri di nessuno,
                ma solo i nostri.
                Andiamo...
                Dove nessuno possa pensare ciò che pensiamo,
                dove nessuno possa ascoltare ciò che diciamo.
                Andiamo...
                in un campo fiorito
                dove solo fiori e piante possano ucciderci con i loro colori....
                Andiamo....
                A mare, dove le onde possano frastornare i nostri infami pensieri.
                Che nessuno li oda!
                Potrebbero distruggere l'infrangersi ritmico delle onde del mare....
                E creare disfonie che l'anima udir non vuole...
                Composta sabato 10 marzo 2012
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                  Scritta da: Aurora Barba
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Bellissima rosa,
                  eri bocciolo
                  quando ti ho conosciuta
                  bella per tenerezza.
                  Ti ho vista esplodere,
                  ammirata,
                  per la potenza
                  della tua bellezza.
                  Pian piano,
                  ho seguito il tuo spegnerti,
                  l'avvizzire.
                  E nel guardarti
                  eri bella,
                  per il mio ricordo.
                  Ora conservo le briciole,
                  di ciò che eri,
                  un leggero sentore
                  del tuo intenso profumo.
                  Ad un nuovo bocciolo
                  hai lasciato il posto,
                  l'estrema tua bellezza:
                  la continuità.
                  Composta giovedì 5 aprile 2012
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                    in Poesie (Poesie personali)

                    Silenzio, ascolta

                    La sera viene da molto lontano.
                    Accendo sulla spiaggia un fuoco
                    di sterpi e dure conchiglie che non
                    bruciano mai.
                    La sera viene da molto lontano.
                    Accendo sulla spiaggia un fuoco
                    di sterpi e dure conchiglie che non
                    bruciano mai.
                    Progetti di sculture del domani
                    andate in cenere, consumate
                    per scaldare questa notte
                    fredda, stellata.
                    Apro le palme delle mani per
                    accogliere il niente fatto
                    eterno, per sentire
                    battere il cuore.
                    Il fumo che esce dalla mia
                    bocca è il solo segno di vita.
                    Il silenzio avvolge, come
                    bozzolo, anche il rumore
                    delle bianche conchiglie
                    che si rompono ai miei piedi.
                    ed io sono padrone del loro destino.
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