Scritta da: Raffaella Amoruso
in Poesie (Poesie personali)
Comuni mortali
Minutaglia di pensieri
Mendaci
Invelenendo
Con fervore
L'ardente Eden.
Apollineo mènda
Dell'essere umano.
dal libro "Infinita-mente Marlen" di Raffaella Amoruso
Minutaglia di pensieri
Mendaci
Invelenendo
Con fervore
L'ardente Eden.
Apollineo mènda
Dell'essere umano.
Oh mare!
Che sei sempre più nero e rabbioso,
forte e impetuoso,
cosa cerchi,
cosa vuoi?
La mia vita?
il mio corpo o la mia anima?
Sei il segno di un vicino evento amaro
e non sbagli mai un colpo
e né le persone che con me
vuoi ingoiare nel tuo grande stomaco.
Oh mare!
Non ce l'hai ancora fatta!
riesco ancora a sopportare la tua imponenza,
la tua rabbia, il tuo furore!
Le mie spalle hanno retto ancora i tuoi colpi di frusta...
Sì, le ferite rimangono a volte aperte,
ma la mia speranza
è riuscire a non adagiarmi mai, sfinita, sul tuo letto di morte,
vittorioso!
Fermare tutto per un po',
fermare questo nastro in moto,
il film dell'esistenza,
fermare ogni cosa un pochino,
per pensarci su,
per riflettere,
rimediare,
e aggiustare gli errori,
chiedere scusa,
tornare indietro,
ripensarci,
e avere un'altra occasione;
recuperare un amore perduto,
e poter tentare di nuovo,
a farti dire un sì,
fermare un momento,
questa corsa di tutte le cose,
il bruciare della candela,
poter fermare,
fermare tutto,
fermare.
Non guardarmi, mio Dio,
come il sole in pieno giorno,
come il mattino guarda il mare
quando l'onda batte sullo scoglio.
Guardami in un'ora inconsueta della luce,
in un'ora di pieno silenzio
quando il dolore è pace.
Non voltarmi le spalle
Quando crocifiggo il giorno.
La notte ha perduto la battaglia,
l'ombra muore sotto il muro
quando spunta l'alba.
Guardami con il tuo sorriso
Più che lo specchio il mio volto.
Quando il chiarore si chiude nel cuore
Temo il silenzio fatto parole.
Non abbandonarmi, Signore.
Conosco le tue mani e le tue spine,
conosco molte strade aperte.
Sono foglia che vacilla
con il vento della sera.
Guardami, Signore della luce,
quando gli occhi ti cercheranno
sotto un cielo senza più stelle.
ascolta...
una melodia che
viene dal cielo,
è così bella!
ascoltate!
è una melodia dolce,
dal cielo scende giù,
entra sulle punte dei rami
che prepotenti hanno
raggiunto il cielo...
entra dentro loro...
scendendo giù...
raggiungono le radici
e dalle radici passa alla terra...
e dalla terra giunge fino a noi.
È una melodia
e si chiama...
amore.
Oscillando lieve dal ramo che la sorregge,
riposa nel suo bozzolo, in attesa
la crisalide.
Ero larva, ieri,
quando ancora non t'avevo ravvisata.
Il risuono dei tuoi passi vicini
ha accelerato l'avvolgente ricamare
intorno a me stesso,
ed ora fluttuo nella mia nuova veste,
appeso al sogno che mi trasforma
in nuova epifania.
Bramo l'attimo in cui infrangerò
il guscio dell'incertezza
e dispiegherò nel sacro volo
fulgide ali palpitanti di colori
per venire a danzare intorno a te
l'immortale gioco della vita.
Poi tutto si consumerà
e tornerò, falena incenerita,
alla madre terra,
a ricominciare, nel suo capiente grembo,
il ciclo delle mutevoli esistenze.
Chiusa nel suo bozzolo,
oscilla lieve dal ramo che la sorregge
la crisalide,
in cui si cela la mia nuova attesa.
Tutto vibrava forte
sulle corde dell'anima
Sentiva le urla del mondo
rimbalzare nelle pareti del cuore
Avvolto in un manto d'emozioni
lasciava che lacrime acuminate
trapassassero
la barriera dei sogni
come in un inferno bruciava e giaceva
asfissiato dal tanfo dei ricordi
ed avvinghiato ad avide parole
lui era poeta maledetto.
Vermiglie labbra dipinte,
occhi stupiti e vuoti
su fragile volto di porcellana.
Placidamente seduta,
su morbidi cuscini di seta,
avvolta da ricche vesti.
Una bambola non soffre,
una bambola non piange,
perché non ha un'anima;
una maschera perfetta,
una bocca che sorride
nel vuoto del nulla.
Sento qui
nella parte più intima del mio petto,
un incendio che crolla giù
sino alle radici della mente mia.
Questo infinito mi fa tremare
senza timori né pensieri,
mi abbandono e sprofondo
nel tuo movimento.
E si calma solo con te...
Gi sconforti in riva al mare
li ho saputi scordare
perché adesso mi vesto di parole tremule.
Non ho limiti
ma solo le tue braccia per volare
negli infiniti orizzonti dei nostri sguardi.
Il mio cuore batte piano se sei distante
perché mi rendi goccia di sole sospesa nei sogni,
e quando giungi poi accanto a me
è così forte perché
la vita mia vorrei farti bere
dalle labbra mie che ti dicono "ti amo".
La gente pensa che tutto passa
anche in amore,
ma cosa posso fare io?
Io che chiudo gli occhi
e mi sento folleggiare
io che al mio cuore gli sussurro di andare piano,
ma lui non mi parla
lui danza
al ritmo dei sospiri tuoi
senza catene.
Hai visto quel sole freddo?
"Gela il tempo", dici.
Fermo, amaro ci guarda; vedo.
Ombre nel biancore,
mano nella mano, noi;
voltiamo le spalle.
andiamo...
via...
insieme...
NOI.