La notte passa
lente trascorron ore
mentre un giorno trapassa
di buio si veste il cuore.
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La notte passa
lente trascorron ore
mentre un giorno trapassa
di buio si veste il cuore.
Vorrei poterti dire ciò che sento
ma devo tener dentro ogni parola
sulla soglia delle mie labbra
attenta a non farla uscire
potresti ridere di me e non capire
mentre il cuor mio piange
trattengo anche le lacrime
trasformandole in falsi sorrisi.
un miracolo della natura
La tua grazia è pari alla tua bellezza
i tuoi occhi come fonte sorgiva
ogni tua lacrima è una lacrima di gioia
la tua bocca come un bocciolo di rosa
Ti amo, ti adoro
il tuo viso nobile, la virtù che regna in te
non per dignità ereditaria.
Alla tua vista il mio animo
come calamita ti attrae per tenerti
prigioniera in uno scrigno dorato
nel mio cuore.
Ti amo
delizia della natura, attraversando i cieli
sei venuta a me con la forza dei miei pensieri.
Tu esisti nel mio cuore, nel mio animo,
nelle mie vene.
Un soffio di vento mi entra nelle narici
un profumo inconfondibile non di terra natia
La tua creazione spirituale è una meraviglia
che soltanto l'anima ne ha pieno diletto
Tu esisti soltanto nella mia mente
ti ho modellata ad ogni pulsione di gioia che mi hai donato.
La tua immagine come un fascio di rose
e di lillà, le tue guance vellutate, i tuoi occhi due
smeraldi, la tua bocca di porpora un inferno di
dolcezza e di seduzione.
Si "Signore" D'io l'ho amata.
Imparo a mie spese,
lungo il percorso della mia vita
ritrovo ogni giorno milioni di maschere
e pochissimi visi sinceri...
alcuni sono intorno a me tutti i giorni
e si nutrono delle mie energie.
Ora so
da chi devo imparare,
chi devo seguire.
Ora capisco le tempeste
e i cieli sereni.
Erano lì,
conservati nel tuo cuore,
nelle lacrime
nei sorrisi
nei giochi
di un piccolo Poeta.
Mi sento giù
non mi va laggiù
vorrei andare su
non pensare più
essere un bijoù
andare a Kathmandu
per te, arriverei laggiù
a ricercare tu
in memoria di quel che fu
per tornare lassù
in mezzo al blu
invece sto quaggiù
ad aspettare il menù.
Mi sento
come un uccello senza ali
in gabbia,
privo del suo essere
della sua libertà,
sta lì a guardare un cielo meraviglioso
che lo chiama ogni giorno
"dai vieni, vola verso di me"
ed ogni giorno gli deve rispondere
"non posso, non ho le ali",
lo guarda e lo desidera
più della morte
quanto si può amare una vita,
e pensa
"vorrei essere lì con te"
a vivere le cose preziose,
quell'uccello lo odia il cielo
gli ricorda ogni giorno
che non potrà mai volare verso di lui
"non ho le ali" dice tra se e se l'uccello,
senza non può assaporare
quella libertà che sprigiona la sua natura,
non cambierà mai
non svanirà mai
quella natura
fa parte di lui e del suo essere,
così come la mia
qualcuno la chiama anima
cosa sia non lo so
sento solo che c'è
e mi divora.
Rimbalzo tra scatole vuote
Di cui non ricordo il nome
Mi perdo nel loro sembrare
Mi stanco del loro dire
E ancora rimbalzo
Mi bagno
Quando nessuno mi vede
Scappo se nessuno mi tiene
Scatole vuote fatte di buoni propositi
Imbottite di rancore
Mascherato da paura
Scatole da cui si può solo uscire
Allora sorrido
Ringrazio e dico addio.
L’amore è una miscela indescrivibile.
I sentimenti sprigionano esplosioni ormonali.
Inevitabilmente si coinvolgono cuore e mente.
Non è possesso.
Non è abitudine.
L’amore è sublime miscela dei sensi.
L’amore è unico.
La notizia arrivò col riverbero dello sparo,
tuono nelle nostre vite acerbe,
e segnò per sempre il cuore di ognuno.
Compagno di scuola
inutile fardello di un giorno di Pasqua,
respiro pesante e solitudine,
sogni strappati come petali a terra.
Il dopo, una corsa ad ostacoli,
rimossa la sedia vuota,
imparammo a convivere
col silenzio dell'assenza,
di una parola fraintesa,
di un pensiero lontano che non muore,
soffio leggero che non sa svanire.
Ancora ti cerco
fra domande abbandonate,
ormeggi vuoti di un tempo ormai concluso,
sussurro fra le mie parole,
in preghiera, la sera.
Potessi
regalarti colori intensi come desideri,
brillanti al sole,
ti stringerei figlio mio,
fino al mattino.
Ti racconterei
che ho rincontrato lo sguardo ferito,
un freddo dicembre,
disperazione e follia,
una ragazzina in fuga, fragile.
Tremava,
con te l'ho raccolta e riscaldata
rosa profumata,
sbocciata fra le mie dita.